A oltre un anno dall’entrata in vigore dei primi divieti (2 febbraio 2025), il quadro regolatorio dell’AI Act sta entrando nella sua fase più complessa. L’Unione Europea, pur mantenendo il primato normativo globale, si trova oggi a gestire una fase di transizione critica: se da un lato le restrizioni sulle pratiche a rischio “inaccettabile” sono ormai consolidate, dall’altro il mercato attende la piena operatività dei modelli di IA di portata generale, i cui obblighi sono scattati nell’agosto 2025. Nonostante l’ambizione di Bruxelles, l’effetto trascinamento globale (Bruxelles effect) appare meno marcato rispetto al GDPR. Diversi ordinamenti extra-UE continuano a prediligere approcci di soft-law o regolamentazioni settoriali, osservando con scetticismo la rigidità burocratica europea che,…