La giornalista statunitense Liz Pelly analizza il lato oscuro della più grande piattaforma di streaming musicale al mondo. Ecco come ascolti, playlist e ricerche possono rivelare abitudini, stati d’animo e tendenze personali. Cuffiette nelle orecchie, cellulare in mano, la solita playlist di Spotify da ascoltare più o meno distrattamente. Altra immagine. L’ingresso in macchina, si connette lo smartphone e si scelgono le canzoni per affrontare un viaggio. Scene di vita quotidiana, apparentemente. E invece, s’innesca uno dei più accurati e pervasivi sistemi di data intelligence e di profilazione di massa. La quotidianità come vettore dell’intelligence, con la creazione e la raccolta di una mole grandissima dei dati. La vera chiave geo-economica e finanziaria del presente. Dei lati più…