Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno dati a valore informativo basso o nullo da trasmettere, meno banda sprecata e minori tempi di trasferimento verso Terra, su collegamenti spesso limitati, discontinui e instabili… quell’era sembra già finita. All’inizio del 2026, una serie di iniziative indipendenti hanno dimostrato qualcosa di molto più dirompente: eseguire inferenza di IA direttamente in orbita. Non si tratta di semplici demo da laboratorio. Sono calcolo di livello produttivo che lascia il pianeta. Tre nomi tracciano questo spartiacque: Qwen 3 di Alibaba per l’iniziativa cinese Star Compute…