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La protezione dell’identità digitale e delle credenziali: il ruolo dei password manager crittografati contro le violazioni dati
Proton Pass propone il piano Pass Plus a 2,49 euro al mese per i primi 12 mesi, contro 4,99 euro del prezzo ordinario. L’offerta di Proton Pass riguarda la gestione delle password e aggiunge strumenti per proteggere credenziali, identità e dati personali. Proton Pass applica una crittografia end-to-end alle informazioni archiviate, integrando anche alias email, autenticatore 2FA e monitoraggio del Dark Web. Indice degli argomenti Il piano annuale di Proton Pass costa 29,88 euro per i primi 12 mesi. Il rinnovo successivo avviene a 35,88 euro ogni anno, pari a 2,99 euro mensili. La riduzione iniziale vale quindi 30 euro rispetto a 12 mesi al prezzo standard di 4,99 euro. Il vantaggio economico del primo anno è del 50%. La protezione riguarda password, nomi utente e indirizzi web. Le informazioni vengono archiviate con crittografia end-to-end. Il servizio consente inoltre di organizzare i dati in archivi e allegare file a password, identità o note. Proton Pass permette di generare alias email quando si crea un nuovo account online. L’indirizzo reale resta così separato dalle registrazioni effettuate. L’autenticatore 2FA integrato conserva i codici di verifica e può visualizzarli e compilarli automaticamente. Il servizio supporta anche le Passkey, progettate per ridurre il rischio di phishing. Le credenziali possono essere condivise anche con persone che non utilizzano Proton Pass. La condivisione riguarda singoli elementi oppure un intero archivio. Il monitoraggio del Dark Web segnala invece eventuali esposizioni di informazioni personali dopo una violazione. È possibile controllare più indirizzi email o un dominio. Il prezzo promozionale offerto da Proton Pass si applica al piano annuale Proton Pass Plus. Esiste anche una formula mensile senza sconto, mentre il piano Famiglia presenta condizioni separate. Il piano Plus annuale consente quindi di risparmiare 30 euro nel primo anno rispetto alla tariffa mensile ordinaria. L’abbonamento si rinnova automaticamente a 35,88 euro ogni 12 mesi. Proton Pass funziona su iOS, Android, Windows, macOS e Linux. È disponibile anche tramite applicazione web ed estensioni per i principali browser. Il passaggio da un altro gestore richiede pochi passaggi. Le password possono essere esportate in formato CSV e importate direttamente nel nuovo account. L’offerta prevede inoltre una garanzia di rimborso entro 30 giorni.
cybersecurity360.itAug 19, 2026extracted
Dati personali al sicuro dall’IA delle Big Tech: come la crittografia end-to-end di Proton Drive protegge il cloud storage
È attiva un’offerta speciale su Proton Drive, servizio cloud di Proton dedicato all’archiviazione privata dei dati. La promozione consente di ottenere 200 GB a 1 euro per il primo mese, contro 4,99 euro. Proton Drive protegge file, foto e documenti con crittografia end-to-end. La formula si rivolge a chi cerca uno spazio cloud senza accesso ai contenuti da parte del provider. Proton Drive propone anche un piano annuale e l’ecosistema Proton Unlimited, con servizi aggiuntivi. Indice degli argomenti Il piano Drive Plus di Proton Drive offre 200 GB di spazio cloud crittografato. La protezione end-to-end mantiene le chiavi di accesso sotto il controllo dell’utente. Anche Proton non può visualizzare i file archiviati. Lo spazio permette di caricare qualsiasi tipo di file, comprese foto e video senza limiti sulle dimensioni. L’accesso avviene tramite browser oppure applicazioni dedicate per desktop e dispositivi mobili. Il servizio include anche il backup automatico delle fotografie su iOS e Android. I file condivisi possono inoltre essere protetti con password e date di scadenza. Drive Plus consente di recuperare file sovrascritti o modificati accidentalmente. La cronologia permette di tornare indietro fino a 10 anni. L’abbonamento comprende anche Proton Docs e Proton Sheets. Docs permette di creare documenti e collaborare in tempo reale, mentre Sheets gestisce i fogli di calcolo. Proton Unlimited amplia il pacchetto con Proton Mail premium, Proton Calendar, Proton VPN e Proton Pass. L’offerta comprende inoltre Proton Sentinel e 500 GB di archiviazione condivisa e crittografata tra le applicazioni. La formula annuale costa 109,12 euro per i primi 12 mesi. Il prezzo ordinario indicato è 119,88 euro per il rinnovo annuale. Per chi utilizza già più servizi Proton, l’abbonamento concentra quindi diverse funzioni in un unico pagamento. Le formule messe a disposizione da Proton Drive presentano differenze rilevanti tra pagamento mensile e annuale. Il primo mese costa 1 euro sia per Drive Plus sia per Proton Unlimited. Le formule annuali riducono invece il costo medio mensile, rispettivamente a 2,99 e 9,09 euro. Il maggiore risparmio in valore assoluto arriva da Proton Unlimited annuale, con 46,76 euro in meno rispetto al prezzo ordinario. Tutti i piani prevedono 30 giorni di garanzia soddisfatti o rimborsati.
cybersecurity360.itAug 17, 2026extracted
Trasparenza VPN e giurisdizione: la sfida di Proton tra codice Open Source e audit pubblici
Il piano Plus di Proton VPN è disponibile con uno sconto del 70% sul biennale, a 2,99 euro al mese. La proposta consente di utilizzare Proton VPN open source con audit di terze parti pubblici. L’offerta è disponibile online e prevede 30 giorni di garanzia soddisfatti o rimborsati. Proton VPN offre inoltre accesso a server distribuiti in oltre 140 Paesi e supporta diversi sistemi operativi e dispositivi. Indice degli argomenti La formula biennale di Proton VPN rappresenta la soluzione con il maggiore risparmio complessivo. Il costo promozionale è di 71,76 euro per i primi 24 mesi, contro 239,76 euro calcolati sul prezzo mensile di 9,99 euro. Il risparmio arriva quindi a 168 euro. Anche il piano annuale prevede uno sconto del 60%. Il prezzo è di 3,99 euro al mese, con un addebito iniziale di 47,88 euro. Il risparmio rispetto al prezzo mensile ordinario raggiunge 72 euro. Dopo il periodo iniziale, i piani annuale e biennale si rinnovano a 83,88 euro ogni 12 mesi. Il piano mensile costa invece 9,99 euro al mese. Uno degli elementi distintivi dell’offerta di Proton VPN riguarda la trasparenza tecnologica. Proton VPN indica il proprio software come 100% open source e sottoposto ad audit di terze parti. La società indica inoltre una politica no-log sottoposta a controlli pubblicati apertamente. Il servizio dichiara di non raccogliere registri del traffico, indirizzi IP, larghezza di banda o dati di navigazione. La VPN utilizza cifratura AES-256 o ChaCha20 per proteggere il traffico di rete. Il collegamento può quindi tutelare i dati anche quando l’utente utilizza reti Wi-Fi pubbliche. Il piano Plus comprende più di 20.000 server distribuiti in oltre 140 Paesi. Sono inclusi banda illimitata, VPN Accelerator, split tunneling, DNS personalizzato e connessioni LAN. Il servizio supporta inoltre streaming, download P2P e BitTorrent. Sono presenti anche double hop, ad-blocker e protezione anti-malware. Un singolo abbonamento permette di proteggere fino a 10 dispositivi contemporaneamente. Proton VPN è disponibile su Windows, iOS, Android, Fire TV, Apple TV, Android TV e browser, oltre ad altri sistemi indicati dal servizio. La promozione comprende una garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni. Entro questo periodo è possibile annullare l’abbonamento e richiedere il rimborso integrale. La combinazione tra prezzo promozionale, infrastruttura VPN, funzionalità di sicurezza e trasparenza open source costituisce il perimetro tecnico ed economico dell’offerta.
cybersecurity360.itAug 13, 2026extracted
New CSS Attacks Can Break Webmail Defenses to Steal Passwords and Tokens
New research shows content inside an email can escape its message boundary and interfere with the webmail interface. Across attack chains spanning Outlook, Gmail, Fastmail, Proton Mail, Yahoo Mail, and AOL Mail, the techniques can capture passwords, take over third-party accounts, leak tokens, hijack trusted UI actions, and manipulate AI tools that read email. PortSwigger researcher Gareth Heyes presented the work at Black Hat USA 2026. One Outlook/Firefox chain spoofs a Microsoft sign-in screen and captures the password a recipient types. A Yahoo/AOL paste race can expose a Medium email-login token and let an attacker sign in as the victim. A Gmail/Cowork chain can exfiltrate a Slack token after prompt injection and user interaction. The paper presents proof-of-concept research and does not report malicious exploitation. Public PoCs remain available as of August 8. The researcher said Fastmail fixed two CSS mutation bugs and a Proton Mail proxy bypass stopped working when he retested it, while Outlook label-jacking and Gmail's image-set() bypass still worked when the research was published on August 6. The paper does not state whether the full Outlook password-capture chain was fixed. For webmail providers, the paper recommends isolating HTML email in sandboxed iframes and tightly restricting CSS, custom attributes, select menus, and image requests. The research follows two paths: abuse HTML and CSS that webmail already allows, or create a discrepancy between what a sanitizer approves and what the browser or application ultimately creates. Both can cross the boundary between an untrusted message and its trusted interface. Outlook shows how the pieces can combine. Allowed label elements can trigger controls outside the message, while application JavaScript can turn sanitized custom attributes into new DOM nodes carrying CSS outside the sanitizer's allow list. A media-query parsing trick then gave the attacker arbitrary CSS. The chain disguises a select element as a password field, and Firefox resets its roughly one-second option-selection timer when the select moves offscreen, making capture real-time. Yahoo Mail and AOL Mail exposed a different route. In Firefox, pasted HTML could briefly retain active CSS before sanitization. In the Medium demonstration, the attacker initiates an email-login flow, the victim copies attacker-supplied CSS to the clipboard, and then pastes it into a Yahoo or AOL draft. The resulting requests reveal enough of the 12-character login token for the attacker's server to reconstruct it, which can then be used to sign in as the victim. The paper also introduces a click-based exfiltration technique for cases where Content Security Policy (CSP) blocks external resources. Given style injection and a numeric token rendered as text in the email, CSS can determine which digits occur and how often, hide non-matching links, and leave the matching link across the page. A victim click sends the digits and their frequency to the attacker's server. AI-connected email creates another route. Gmail's image-set() fallback could make an external request despite sanitization. Heyes and PortSwigger colleague Pete Hendy chained it to an indirect prompt-injection email processed by Anthropic's Claude Cowork through a connected Gmail connector. In the demonstrated setup, after the attacker triggered a Slack token confirmation email and the victim asked Cowork to process the emails, the injected instructions caused it to retrieve the token and place it in an HTML draft; viewing the draft leaked it. A Fastmail demonstration targeted OpenAI's Atlas AI browser. CSS pseudo-elements and opacity made the human see harmless text while the model read hidden instructions. When the user asked Atlas to translate the visible text, the hidden prompt caused it to open tabs and encode the victim's name in URL fragments. OpenAI is deprecating Atlas and says it is scheduled to stop working on August 9, 2026. Other findings include Fastmail "CSS hotwiring," which can redirect clicks into unintended and multi-step UI actions. An escaped-backslash Fastmail image-proxy bypass relies on an allow-listed user.fm domain to reveal when an email is viewed. Heyes separately demonstrated a Proton Mail vector that exposed the recipient's IP address. Proton's current tracker-protection documentation says the service is designed to hide a user's personal IP address and exact email-open time. The accompanying public repository contains PoCs for the disclosed techniques. The defensive guidance starts with strict isolation, then character allow lists for CSS validation, checks for CSS gadgets before allowing custom attributes, blocking select menus and dangerous selectors, and preventing attacker-controlled image requests and allow-listed domains.
thehackernews.comAug 8, 2026extracted
Proton VPN, Proton taglia il prezzo del 70%: 2 anni a 2,99 euro al mese
Proton VPN applica uno sconto del 70% sul piano biennale per avere così una connessione privata virtuale a 2,99 euro al mese per 24 mesi. L’offerta di Proton VPN richiede un pagamento iniziale di 71,76 euro e permette di collegarsi attraverso la rete globale in oltre 140 Paesi. La promozione proposta da Proton VPN riduce la spesa rispetto alla tariffa mensile da 9,99 euro e include tutte le funzionalità del piano VPN Plus. Indice degli argomenti Il prezzo rappresenta l’elemento centrale della promozione di Proton VPN. Il piano di due anni costa 71,76 euro complessivi per i primi 24 mesi. La tariffa equivale a 2,99 euro mensili, contro i 9,99 euro previsti scegliendo l’abbonamento di un solo mese. Il risparmio dichiarato raggiunge così 168 euro. Esiste anche una soluzione intermedia. L’abbonamento annuale applica uno sconto del 60% e porta il prezzo a 3,99 euro al mese. In questo caso vengono addebitati 47,88 euro per i primi 12 mesi, con un risparmio indicato di 72 euro. Alla scadenza della promozione, sia il piano annuale sia quello biennale prevedono un rinnovo a 83,88 euro ogni 12 mesi. Tutti e tre gli abbonamenti includono una garanzia soddisfatti o rimborsati valida per 30 giorni. Proton VPN Plus mette a disposizione più di 20.000 server distribuiti in oltre 140 Paesi, senza limiti di larghezza di banda. L’utente può selezionare manualmente il Paese oppure affidare al servizio la scelta della connessione. La stessa infrastruttura permette di accedere a contenuti sottoposti a restrizioni geografiche. Il servizio supporta inoltre streaming ad alta velocità e download P2P/BitTorrent. Un singolo abbonamento consente di proteggere fino a dieci dispositivi contemporaneamente. La compatibilità comprende Windows, iOS, Android, Fire TV, Apple TV, Android TV e browser, oltre alle altre piattaforme supportate dalle applicazioni. La protezione del traffico utilizza crittografia AES-256 o ChaCha20. Il piano di Proton VPN comprende anche split tunneling, DNS personalizzato, connessioni LAN e double hop. VPN Accelerator interviene invece sulle prestazioni della connessione. Secondo i dati forniti, la tecnologia può incrementare la velocità fino al 400%. Completano la dotazione un sistema per bloccare gli annunci e una protezione anti-malware contro contenuti potenzialmente dannosi. Il servizio adotta inoltre una politica no-log e dichiara di non memorizzare traffico, indirizzi IP, larghezza di banda e cronologia di navigazione. Il software è open source e sottoposto ad audit indipendenti. L’abbonamento VPN Plus comprende infine supporto prioritario e accesso alla chat live.
cybersecurity360.itAug 4, 2026extracted
Proton Drive, archiviazione cloud da 200 GB a 1 euro: come funziona l’offerta e cosa include
L’offerta di Proton Drive garantisce un servizio di archiviazione cloud crittografata a 200 GB al prezzo di 1 euro per il primo mese. La promozione è disponibile per un periodo limitato e riguarda il piano Drive Plus, con rinnovo a 4,99 euro mensili. Inoltre, Proton Drive affianca un’offerta promozionale sul pacchetto Proton Unlimited, che estende i servizi disponibili includendo email, VPN, password manager e calendario. Proton Drive assicura la protezione dei dati personali grazie alla crittografia end-to-end, che impedisce l’accesso ai file anche al fornitore del servizio. Indice degli argomenti L’offerta di Proton Drive riguarda il piano Drive Plus da 200 GB. Oltre allo spazio di archiviazione, comprende Proton Docs e Proton Sheets per creare e modificare documenti e fogli di calcolo. Il prezzo promozionale è pari a 1 euro per il primo mese. Al termine del periodo iniziale, l’abbonamento si rinnova automaticamente a 4,99 euro al mese. In alternativa è disponibile il piano annuale. Il costo scende a 2,99 euro al mese con pagamento anticipato di 35,92 euro per i primi dodici mesi. Uno degli elementi distintivi del servizio di Proton Drive è la crittografia end-to-end applicata ai file archiviati. Solo il proprietario dell’account possiede le chiavi necessarie per accedere ai contenuti. Tra le principali funzioni disponibili figurano: 200 GB di spazio cloud; Proton Docs; Proton Sheets; backup automatico delle foto su iOS e Android; accesso tramite browser, desktop e dispositivi mobili; caricamento di file senza limitazioni sul formato; condivisione con password e data di scadenza dei link; recupero dei file modificati o sovrascritti fino a 10 anni. Per chi desidera un ecosistema completo, Proton Drive propone anche Proton Unlimited. Oltre alle funzionalità di Drive Plus, il pacchetto comprende: Proton Mail; Proton Calendar; Proton VPN; Proton Pass; 500 GB di spazio condiviso tra le applicazioni; protezione avanzata dell’account con Proton Sentinel. Anche questo piano beneficia di una promozione iniziale. Il primo mese costa 1 euro invece di 12,99 euro. Successivamente il rinnovo mensile è pari a 12,99 euro. È disponibile anche la versione annuale a 109,12 euro per i primi dodici mesi, equivalenti a 9,09 euro al mese. L’offerta riduce sensibilmente il costo iniziale di accesso. Nel caso di Drive Plus, il primo mese passa da 4,99 euro a 1 euro, con uno sconto dell’80%. Per Proton Unlimited, invece, il primo mese scende da 12,99 euro a 1 euro, con una riduzione del 92%. Entrambe le formule includono una garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni. Proton Drive utilizza la crittografia end-to-end come impostazione predefinita. I file rimangono accessibili esclusivamente al titolare dell’account, poiché le chiavi di cifratura non sono disponibili nemmeno al fornitore del servizio. Il sistema permette inoltre di condividere contenuti con password, impostare date di scadenza per i link, sincronizzare i dati tra dispositivi e creare backup automatici delle fotografie.
cybersecurity360.itJul 31, 2026extracted
Password manager Proton Pass, sconto del 50%: quanto costa e cosa include l’offerta
Il password manager di Proton Pass è disponibile con uno sconto del 50% sul piano annuale Pass Plus. La promozione di Proton Pass resta valida per il primo anno di abbonamento e consente di accedere alle funzionalità premium a partire da 2,49 euro al mese. Proton Pass offre gestione delle password, sincronizzazione su dispositivi illimitati e strumenti dedicati alla sicurezza dell’identità digitale. L’offerta interessa anche i piani Family e Unlimited, con riduzioni rispettivamente del 40% e del 30%. Indice degli argomenti Il piano Pass Plus di Proton Pass permette di archiviare un numero illimitato di password, note e carte di pagamento. Le credenziali vengono sincronizzate automaticamente su smartphone, tablet e computer. Il servizio è disponibile per Android, iOS, Windows, macOS e Linux, oltre che tramite applicazione web ed estensioni per Chrome, Firefox, Edge, Safari e Brave. Tra le funzioni incluse figurano anche: autenticazione 2FA integrata; generatore di password sicure; supporto alle passkey; monitoraggio del Dark Web; controllo dello stato di integrità delle password; alias email illimitati Hide-my-email; condivisione sicura di password e collegamenti. Uno degli aspetti pratici del password manager di Proton Pass riguarda il riempimento automatico delle credenziali. Il servizio riconosce siti e applicazioni già salvati e completa automaticamente i campi di accesso, evitando inserimenti manuali e riducendo il rischio di utilizzare password deboli o ripetute. Gli alias Hide-my-email consentono inoltre di registrarsi a servizi online senza esporre il proprio indirizzo principale. Ogni alias inoltra i messaggi alla casella reale, mantenendo riservata l’identità digitale. Il passaggio da un altro password manager richiede pochi passaggi. È sufficiente esportare le credenziali in formato CSV dal servizio precedente e importarle direttamente in Proton Pass. In caso di annullamento dell’abbonamento, le password restano accessibili attraverso il piano gratuito, mentre le funzioni premium vengono disattivate. Le password, gli indirizzi web, i nomi utente e le altre informazioni archiviate vengono protetti tramite crittografia end-to-end. Questo significa che i dati risultano accessibili esclusivamente al titolare dell’account. La disponibilità delle passkey, del monitoraggio del Dark Web, del controllo dell’integrità delle password e degli alias email completa un insieme di strumenti orientati alla protezione degli accessi e dell’identità digitale, senza limitazioni nel numero di dispositivi sincronizzati. Il piano Pass Plus passa da 4,99 euro a 2,49 euro al mese. Su base annuale l’addebito iniziale è pari a 29,88 euro, contro un prezzo ordinario di 59,88 euro calcolato sul canone mensile pieno. Il risparmio complessivo del primo anno raggiunge quindi circa 30 euro. Per una famiglia italiana composta da quattro persone, che utilizza decine di servizi digitali tra home banking, e-commerce, piattaforme di streaming e servizi della Pubblica Amministrazione, il piano Family permette di condividere la gestione delle credenziali fino a sei utenti con un costo di 50,28 euro l’anno, equivalente a poco più di 4 euro al mese. Lo sconto si applica ai tre principali piani in abbonamento, con riduzioni differenti in base alle funzionalità incluse e al numero di utenti supportati. Di seguito il riepilogo dei prezzi promozionali, dei costi ordinari e degli addebiti previsti per il primo anno di sottoscrizione.
cybersecurity360.itJul 30, 2026extracted
ProtonPass, il gestore password è in sconto del 50%: solo 2,99 Euro al mese
I saldi estivi portano uno sconto fino al 50% sul gestore password di ProtonPass, disponibile per chi sottoscrive un abbonamento annuale. La promozione interessa diversi piani, con la riduzione maggiore riservata a Pass Plus. ProtonPass propone strumenti dedicati alla protezione delle credenziali, dell’identità digitale e degli account online. L’offerta di ProtonPass si può attivare direttamente online. Indice degli argomenti La promozione di ProtonPass riduce il costo dell’abbonamento annuale Pass Plus da 4,99 euro a 2,49 euro al mese. L’importo addebitato per il primo anno è di 29,88 euro, mentre dal rinnovo successivo il costo passa a 35,88 euro ogni dodici mesi. Restano disponibili anche gli sconti sugli altri piani della piattaforma. Il Family Plan beneficia di una riduzione del 40%, mentre Proton Unlimited viene proposto con uno sconto del 30%. L’abbonamento include inoltre una garanzia soddisfatti o rimborsati valida per 30 giorni. Il servizio di ProtonPass integra numerosi strumenti pensati per semplificare la gestione delle credenziali senza ridurre il livello di protezione. Il gestore salva password, note e carte di pagamento e compila automaticamente i moduli di accesso su siti web e applicazioni compatibili. Il generatore integrato crea password robuste con un clic, mentre il supporto alle passkey consente di utilizzare modalità di autenticazione più moderne sui dispositivi compatibili. Tra le funzionalità comprese figurano il monitoraggio del dark web, il controllo dello stato di integrità delle password e l’autenticazione a due fattori integrata. Il servizio offre anche Proton Sentinel e strumenti per verificare eventuali credenziali compromesse, così da intervenire rapidamente in caso di esposizione dei dati. Un altro elemento distintivo riguarda gli alias Hide-my-email. Il sistema genera indirizzi email casuali che inoltrano i messaggi alla casella principale, evitando di esporre l’indirizzo reale durante registrazioni, acquisti online o iscrizioni ai servizi. Le password e gli altri dati vengono sincronizzati su dispositivi illimitati. Proton Pass è disponibile tramite applicazioni per Windows, macOS, Linux, Android e iOS, oltre che tramite applicazione web ed estensioni per Chrome, Firefox, Edge, Safari, Brave e altri browser. Il gestore password di ProtonPass è disponibile con tre diversi piani: Pass Plus, Pass Family, Proton Unlimited. I costi sono diversi a seconda del pacchetto scelto. In caso di annullamento dell’abbonamento, l’accesso alle password salvate rimane disponibile tramite il piano gratuito. Le funzionalità premium, come l’autenticatore 2FA integrato e la gestione avanzata degli alias, non risultano più accessibili. Rimane comunque possibile esportare le password archiviate e trasferirle verso altri servizi compatibili.
cybersecurity360.itJul 15, 2026extracted
Password manager Proton Pass: sconto del 40% sul piano Family, cosa include l’offerta
Il Password manager Proton Pass presenta un’offerta estiva che garantisce uno sconto del 40% sul piano Family annuale. La promozione riguarda consente di attivare il servizio a 4,19 euro al mese per dodici mesi. L’iniziativa è disponibile per gli utenti che hanno bisogno di una gestione condivisa della sicurezza digitale. Con Proton Pass, infatti, fino a sei persone possono amministrare credenziali, passkey e dati sensibili da un unico abbonamento. Proton Pass mantiene inoltre sincronizzate le informazioni di accesso su tutti i dispositivi compatibili. Indice degli argomenti Il piano Family di Proton Pass permette di utilizzare un unico abbonamento per un massimo di sei utenti. Ogni membro dispone di accessi illimitati, note protette, carte di pagamento archiviate e alias email senza limiti. Il servizio integra un pannello di amministrazione dedicato alla gestione del gruppo. Rimangono disponibili anche la condivisione delle casseforti digitali, la condivisione sicura dei link e quella dei singoli elementi. Tra le funzionalità comprese figurano anche: il supporto alle passkey l’autenticazione a due fattori integrata Proton Sentinel, il sistema dedicato al rafforzamento della protezione degli account Il gestore di password include un generatore automatico di credenziali robuste. L’obiettivo è ridurre il riutilizzo delle password, una delle principali cause di compromissione degli account. Il monitoraggio del Dark Web controlla l’eventuale esposizione delle informazioni personali. Lo Stato di integrità della password evidenzia invece credenziali deboli, duplicate o già compromesse. Gli alias Hide-my-email consentono di creare indirizzi casuali per registrazioni e acquisti online. Le email vengono inoltrate alla casella principale senza esporre l’indirizzo reale. Con il password manager di Proton Pass e credenziali rimangono sincronizzate automaticamente su smartphone, tablet e computer. Il servizio è disponibile tramite applicazioni per Android, iOS, Windows, macOS e Linux. Sono inoltre presenti estensioni dedicate ai principali browser, tra cui Chrome, Firefox, Edge, Safari e Brave. La compilazione automatica dei moduli riduce il tempo necessario per l’accesso ai siti web e alle applicazioni, eliminando la necessità di copiare manualmente le password. Il piano Family è una soluzione dedicata ai nuclei familiari o ai piccoli gruppi che desiderano condividere un unico abbonamento mantenendo separati dati e credenziali personali. Oltre al Family Plan, il gestore mette a disposizione anche i piani Pass Plus e Proton Unlimited. L’offerta include inoltre una garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni. In caso di disdetta, gli utenti possono continuare a utilizzare la versione gratuita del servizio, mentre le funzionalità premium vengono disattivate.
cybersecurity360.itJul 10, 2026extracted
New Avalon Malware Framework Packs CrownX Ransomware Capabilities
Cybersecurity researchers have discovered a previously undocumented modular malware framework codenamed Avalon that's distributed by means of a multi-stage phishing chain capable of bypassing traditional security controls. Avalon combines credential collection, lateral movement, remote access, recovery disruption, and ransomware execution, bringing together diverse functions under one umbrella. The ransomware component has been internally named CrownX. "The attack began with a spoofed legal document email directing recipients to a password protected archive on Proton Drive," Blackpoint Cyber researchers Nevan Beal and Sam Decker said. "Malicious content was embedded inside an ISO image rather than attached directly, reducing the likelihood of detection at the email layer." Should the email recipient interact with a document-themed Windows Shortcut ("Secure Document CA-283505.pdf.lnk") inside the mounted image, it triggers a staged malware sequence that culminates in the deployment of Avalon. Specifically, the shortcut runs a command to launch an MSBuild project located in the ISO image. The MSBuild project, for its part, loads an embedded .NET assembly, which then interferes with the regular functioning of Event Tracing for Windows (ETW) to reduce forensic visibility and download a next-stage payload over HTTPS responsible for launching Avalon. The malware framework boasts of an extensive defense evasion subsystem that aims to evade detection, while incorporating specific methods to conceal execution from security tools associated with Microsoft Defender, SentinelOne, CrowdStrike, Sophos, Elastic Endpoint, FortiEDR, ESET, McAfee, and Bitdefender. "These capabilities give the framework a multitude of ways to reduce telemetry, bypass user mode monitoring, and adjust its execution depending on the defensive controls present on the host," the researchers said. The complete set of features built into Avalon is as follows - Harvest credentials, cookies, history, and bookmarks from Chromium-based browsers and Mozilla Firefox. Gather data from cryptocurrency wallet apps like MetaMask, Phantom, Coinbase Wallet, Exodus, Electrum, Atomic Wallet, Ledger Live, and Bitcoin Core, along with Discord, Slack, Teams, OpenVPN, WireGuard, and Windows Credential Manager. Collect details about SSH known hosts, saved RDP connections, Wi-Fi profiles, and Group Policy Preferences cpassword artifacts. Exfiltrate data to a remote server ("helloxcherry[.]com") and poll the server for receiving tasking commands. Perform reconnaissance and prioritize systems that can expand the scope of the compromise. Encrypt files associated with business operations, software development, engineering, data storage, and virtual infrastructure using Windows Cryptography API and deliver a ransom note containing payment instructions and deadline timers that show how much time is left before the ransom amount is increased. Inhibit system recovery by terminating the Volume Shadow Copy Service and deleting shadow copies. Remove traces of artifacts using an anti-forensic cleanup subsystem to complicate incident response efforts. Directly interact with disk structures likely in an effort to damage partition information, boot records, or other critical areas of the drive, effectively rendering the system unusable. "CrownX represented the final extortion stage, but the damage extended well beyond the encryption itself," the company said. "By the time the ransom note appeared, the broader framework had already collected credentials, established C2 communications, prepared multiple paths for lateral movement, and weakened local recovery options." Another important detail is that Avalon shows signs of artificial intelligence (AI)-assisted development, one that has assembled multiple components with scant regard for sophisticated tradecraft or operational security, something that requires significant expertise to build. The findings are yet another sign of how AI can lower the barrier to entry, making malware development more accessible with little time and effort, and even allowing actors with little technical expertise and resources to come up with tools that may require extensive development effort. In other words, the presence of a certain capability is no longer a reliable indicator of a threat actor's sophistication or operational maturity. "The kill chain illustrates how a familiar business lure can progress into a reusable, multi-capability framework designed to harvest credentials, retrieve subsequent payloads entirely in memory, and stage multiple follow-on actions from a single compromised endpoint," Blackpoint Cyber said. LLM Behind an Agentic Ransomware Attack The disclosure comes as Sysdig detailed what it said was the first publicly documented agentic ransomware infection driven by a large language model from start to finish, while retrying and tweaking its actions in real-time to complete tasks. The agentic threat actor (ATA) behind the operation has been codenamed JADEPUFFER. The operator "gained initial access to an internet-facing Langflow instance through CVE-2025-3248 and ran an adaptive and fully automated campaign, ultimately pivoting to the intended target and running a destructive database-extortion playbook against the victim's production database server," Sysdig's Michael Clark said. "The skill floor for running ransomware has dropped to whatever it costs to run an agent, and if that agent is running on stolen credentials through LLMjacking, the cost to an attacker is close to zero." AI Malware That Uses LLM in a Codeless Attack The findings also follow the discovery of an AI malware that brings together a Telegram bot with a public LLM API to devise a codeless attack. Once launched, the implant transmits basic details about the compromised system to the attacker's Telegram bot and enters into a command-and-control (C2) loop that polls the bot API every 5 seconds for new messages. The results of the command execution are exfiltrated back using the same channel. The speciality of this malware is that each operator message is forwarded to a public LLM API endpoint ("api.groq[.]com/openai/v1/chat/completions"), which then translates the natural language instructions provided by the attacker into its equivalent shell command. The artifact was uploaded to the VirusTotal platform on March 11, 2026, and has zero detections across all engines to date. "This work introduces an LLM translation layer that replaces shell syntax with plain text. The attacker types plaintext instructions in Telegram," Palo Alto Networks Unit 42 said. "The LLM translates the instructions into shell commands. And the victim executes the shell commands. No command-line knowledge is required."
thehackernews.comJul 3, 2026extracted
Proton’s pitch for Lumo 2.0: Frontier AI without the data grab
Proton’s pitch for Lumo 2.0: Frontier AI without the data grab Proton has unveiled Lumo 2.0, a major upgrade to its zero-access encrypted AI assistant. Built on a new architecture, the release brings the assistant closer to frontier AI models with new AI models, multimodal capabilities, Memory, improved web search, and enterprise features. The free plan includes Lumo’s core features. Lumo Plus subscribers get unlimited chats, Projects, advanced image generation, and priority access to the fastest models. Lumo Professional is aimed at organizations, adding secure collaboration features and centralized team management. “Lumo 2.0 is our biggest leap in capability yet. On the Artificial Analysis Intelligence Index, an independent benchmark combining 10 evaluations across agents, coding, scientific reasoning, and general knowledge, Lumo 2.0 Lite scores 127% higher than Lumo 1.4, and Lumo 2.0 Max scores 240% higher,” Eamonn Maguire, Director of Engineering, ML & AI at Proton, said. Model types and reasoning modes Lumo 2.0 Lite handles general questions, writing assistance, summarization, and other everyday tasks. Lumo 2.0 Max provides stronger reasoning, broader contextual understanding, and more precise outputs, making it better suited for complex or demanding tasks. Fast mode is designed for straightforward queries, quick lookups, and tasks that benefit from rapid responses. Thinking mode generates more detailed answers for problems requiring deeper, multi-step analysis. According to Proton, everyday queries are processed up to 76% faster than Lumo 1.4, while complex requests include a visible thinking state that shows the reasoning process. Memory, Projects, and Custom Lumos User-controlled Memory and Projects support ongoing collaboration across multiple conversations. Memory retains user preferences, work styles, and conversation context across chats. Users decide what the assistant remembers, deletes, or never stores. The context window is now twice as large, enabling the assistant to handle longer conversations and process larger documents and datasets. Projects keep related chats, files, and instructions together in encrypted workspaces across multiple sessions. Custom Lumos let users create AI assistants tailored to specific tasks. Each can have its own instructions, writing style, and reference files, ensuring consistent responses without repeated prompts. Custom assistants can be edited, duplicated, or deleted at any time. Multimodal capabilities The assistant can analyze uploaded images, documents, charts, and screenshots, edit existing images, generate visuals from text prompts or sketches, and create new images within the same conversation. Web search has also been upgraded with live information and source citations, covering recent news, financial data, and weather. Enterprise offering Lumo for Business includes centralized administration and privacy-focused safeguards for organizations. The company says conversations are protected with zero-access encryption, are never logged or used to train AI models, and remain on the company’s European infrastructure. Administrative controls allow organizations to manage team access.
helpnetsecurity.comJun 30, 2026extracted
Proton VPN: sconto del 50% sul piano mensile e 30 giorni di prova senza rischi
Proton VPN provider utilizzato da oltre 100 milioni di utenti nel mondo, propone uno sconto sull’attivazione di una VPN del 50% sul piano mensile e riduzioni ancora più elevate sulle formule annuali e biennali. L’iniziativa di Proton VPN è disponibile online e comprende una garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni, che consente di provare il servizio senza rischi. L’attivazione della promozione di Proton VPN assicura una serie di vantaggi per navigare in sicurezza su una rete privata virtuale. Indice degli argomenti L’offerta di Proton VPN riguarda tutti i principali piani Proton VPN Plus, con differenze significative in termini di risparmio. Si parte da uno sconto del 50% per chi decide di abbonarsi al piano mensile, per arrivare allo sconto del 70% per il piano da 24 mesi. Nel dettaglio, il piano mensile prevede un addebito di 4,99 euro e rappresenta la soluzione più flessibile. Chi desidera ridurre il costo medio mensile può invece orientarsi sulle formule da uno o due anni, che garantiscono un risparmio complessivo più elevato. Dal punto di vista economico, il piano Proton VPN da 24 mesi risulta il più conveniente grazie al prezzo di 2,99 euro al mese e al risparmio complessivo più elevato. Il piano mensile da 4,99 euro rappresenta invece la scelta ideale per chi desidera testare il servizio mantenendo la massima flessibilità. Proton VPN supporta il traffico P2P e offre strumenti dedicati per chi utilizza reti di condivisione file, mantenendo elevati standard di sicurezza e anonimato. Proton VPN: oltre 20.000 server in più di 140 Paesi. Gli utenti possono scegliere tra una delle reti più estese del settore. La disponibilità di server distribuiti in oltre 140 Paesi permette di accedere a contenuti internazionali e di migliorare la flessibilità della connessione. Protezione fino a 10 dispositivi. Un singolo abbonamento consente di collegare contemporaneamente fino a 10 dispositivi. Il servizio è compatibile con Windows, macOS, Linux, Android, iOS, Smart TV, Fire TV Stick e router. Privacy avanzata e sicurezza. Tra le caratteristiche incluse nell’offerta ci sono la crittografia AES-256 e ChaCha20, una politica rigorosa di non conservazione dei log, il blocco di annunci e malware, DNS personalizzato, la tecnologia VPN Accelerator, connessioni Double Hop, supporto per download P2P e BitTorrent. L’offerta di Proton VPN non si limita alla semplice connessione VPN. Il piano Plus integra una serie di funzionalità avanzate dedicate a privacy, sicurezza e prestazioni. Il servizio può essere utilizzato anche per accedere a cataloghi disponibili in altri Paesi, visualizzare contenuti soggetti a restrizioni geografiche e sfruttare una connessione stabile durante lo streaming. La VPN nasconde l’indirizzo IP reale e impedisce a provider internet, siti web e reti Wi-Fi pubbliche di monitorare le attività online. Questo riduce il rischio di tracciamento e raccolta di dati personali. L’utilizzo di una VPN è diventato sempre più diffuso sia tra gli utenti privati sia in ambito professionale. Secondo Proton VPN, una rete virtuale privata consente di crittografare il traffico internet e proteggere i dati personali durante la navigazione.
cybersecurity360.itJun 10, 2026extracted
Infosecurity Europe: How Proton Fights Against Cybercriminals Using Its Services
It has become common to observe cyber threat actors using a Proton Mail email address to run their operations. The result is that the Switzerland-based privacy-focused service provider is facing a difficult balancing act: stop cybercriminals from exploiting its services while preserving the end-to-end encryption and privacy guarantees that define the brand. Proton made its debut at Infosecurity Europe in 2026 and in conversation with Infosecurity, Raphael Auphan, the COO, described how the company approaches that tension through engineering, operational controls and strict legal processes. Auphan emphasized that Proton’s technical architecture imposes clear limits on what the company can do. “We cannot access message contents because we don’t have the keys, and we cannot geolocate our users, as end-to-end encryption is part of our privacy model,” he said. That cryptographic constraint, he explained, is central to user trust but means content-level surveillance or forced decryption is simply not possible. Faced with that limitation, Proton invests heavily in account-level and behavioral defenses. Auphan reported that Proton has a dedicated anti-abuse team that builds machine‑learning models to detect suspicious account-creation patterns and other signals of misuse. Those systems focus on identifying bot-driven clusters, automated mass sign-ups and other early indicators so malicious actors can be stopped prior to carrying out operations that rely on Proton accounts. Takedown Requests Must Be Lawful and Legitimate When unlawful activity does occur, Proton’s response is shaped by Swiss law and strict verification steps. While the company cannot hand over encrypted message contents, it can close accounts, provide available metadata and hand over this information to vetted law enforcement and help investigations – as long as they follow lawful processes and are motivated by legitimate reasons. Auphan said that the company receives a "significant amount" of such requests from all over the world. To get Proton onboard, however, he explained that requests should go through Interpol or the Swiss federal police for validation, so that only after Swiss authorities vet a submission Proton will act. “When legitimate requests come in, they must be routed through Swiss federal authorities and legally verified before we act,” Auphan noted. Additionally, even if the law enforcement followed the right processes, Proton will only act if it deems the request legitimate. “It needs to come from true suspicion of malicious, or even criminal, activity. We would not take down the account of an individual for an political opponent,” said Auphan. The executive acknowledged the trade-offs involved, as anti-abuse systems that rely on behavioral signals can raise privacy and false‑positive concerns and denying content access even to fight crime can frustrate investigators. Still, he argued that Proton’s approach aims to strike the right balance. “We have no interest in allowing malicious actors to use our platform,” Auphan concluded.
infosecurity-magazine.comJun 4, 2026extracted
Rotta sul Canada: strategia VPN tra tunnel a 10 Gbps e la trappola dei 5 Eyes
Per le imprese e i professionisti che gestiscono flussi informativi transoceanici, l’allocazione geografica dei server e la sede legale del provider rappresentano variabili macroeconomiche e di compliance legati alla sovranità digitale. Il Canada si colloca al centro di questo scenario come un perfetto paradosso cyber-economico. Da un lato, il Paese offre un’infrastruttura di rete tra le più avanzate e resilienti al mondo, supportata da un mercato dei data center maturo e da un impianto normativo federale solido sul piano commerciale. Dall’altro, l’integrazione di Ottawa nei network di intelligence globali impone una rigida valutazione del rischio (Risk Assessment) per i Chief Information Security Officer (CISO) e i responsabili della compliance aziendale, specialmente alla luce dei requisiti di equivalenza imposti dal GDPR europeo. Indice degli argomenti L’adozione di un indirizzo IP canadese risponde a precise esigenze operative, commerciali e di sicurezza che vanno ben oltre il semplice anonimato. Per un’azienda, un CISO o un professionista dell’IT, ci sono scenari specifici in cui instradare il traffico attraverso un nodo di uscita in Canada diventa una necessità tecnica. Il mercato nordamericano è spesso il terreno di lancio per nuovi prodotti, variazioni di prezzo e campagne di marketing aggressive. Geotargeting e SEO: i motori di ricerca e le piattaforme di advertising (come Google Ads) mostrano risultati e inserzioni differenti in base alla posizione geografica dell’IP che interroga il server. Per verificare il posizionamento SEO di una filiale o analizzare le strategie dei competitor in Nord America senza l’inquinamento dei dati causato dalla localizzazione europea, i team di marketing devono necessariamente presentarsi con un IP locale (es. di Toronto o Vancouver). Dynamic Pricing: molte piattaforme SaaS, compagnie aeree e servizi cloud applicano listini dinamici basati sulla posizione geografica dell’acquirente. Utilizzare un IP canadese permette di analizzare e comparare le strutture di costo applicate oltreoceano. Per i team di cybersecurity aziendali che si occupano di analisi delle minacce, l’IP canadese è uno strumento di camuffamento fondamentale durante le investigazioni. Analisi dei Target: se gli analisti SOC (Security Operations Center) europei tentano di analizzare un server di comando e controllo (C2) o un sito di phishing che ha come obiettivo specifico utenti nordamericani, l’attaccante potrebbe aver configurato dei filtri geografici (Geo-fencing). Se il server malevolo rileva un IP di connessione proveniente dall’Europa, potrebbe mostrare una pagina bianca o innocua. Simulazione: presentarsi con un IP canadese permette di ingannare i sistemi di filtraggio degli attaccanti, analizzando la minaccia nella sua interezza. Molte multinazionali o aziende con filiali dislocate in Nord America proteggono i propri server di produzione, i database e i pannelli di gestione interni attraverso rigide policy di firewalling. Restrizioni geografiche di sicurezza: per minimizzare la superficie di attacco, i sysadmin canadesi spesso configurano i sistemi per accettare connessioni SSH, RDP o accessi alla VPN aziendale solo da indirizzi IP appartenenti a blocchi di provider internet canadesi. Continuità operativa: un ingegnere IT europeo o un consulente esterno che deve effettuare attività di manutenzione o di disaster recovery su tali server deve obbligatoriamente “vestire” un IP canadese per superare i controlli perimetrali del firewall ed evitare il blocco automatico dell’account. Il Canada ha un ecosistema fintech e bancario fortemente regolamentato (si pensi ai sistemi di pagamento come Interac e-Transfer o alle piattaforme e-commerce integrate con gateway locali). QA & Testing Software: gli sviluppatori che devono testare il corretto funzionamento di un’applicazione, di un’app mobile o di un sito e-commerce destinato al mercato canadese devono simulare l’esperienza d’uso reale. Prevenzione Frodi: molti gateway di pagamento attivano sistemi di rilevamento frodi se notano una discrepanza tra la geolocalizzazione dell’IP e i dati della transazione. L’IP canadese è necessario per testare i flussi di check-out senza far scattare i sistemi di Anti-Fraud Scoring. Sotto il profilo dei diritti digitali e della rassegna stampa internazionale: Geoblocking dei Media: molti network televisivi e testate giornalistiche canadesi (come CBC, CTV o piattaforme di streaming ad ampio spettro) applicano restrizioni geografiche severe per motivi di copyright e licenze di trasmissione. Per i dipartimenti di PR, i giornalisti o i manager che hanno bisogno di monitorare i media locali o accedere a flussi video di conferenze e network canadesi in tempo reale, l’uso di una VPN con IP canadese è l’unico modo per bypassare il blocco. Il principale fattore di rischio geopolitico associato alla scelta di un provider con sede legale in Canada, o all’instradamento di dati sensibili attraverso nodi situati nel territorio della federazione, è l’adesione storica del Paese all’accordo UKUSA, comunemente noto come alleanza Five Eyes (insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda). [Flusso Dati VPN] ──> [Server in Giurisdizione Canada] │ (Trattati di Mutua Assistenza / Gag Orders) │ ▼ [Condivisione Intelligence: Rete Five Eyes] Nata durante la Guerra Fredda per scopi di segnalazione e intercettazione radiotelegrafica, questa rete si è evoluta in un sistema integrato di sorveglianza digitale globale. Le implicazioni per il segreto aziendale e la tutela della proprietà intellettuale sono tangibili: Mandati di accesso e Gag Orders: le autorità giudiziarie e di sicurezza nazionale canadesi (come il CSIS) dispongono di strumenti giuridici in grado di imporre ai provider locali l’intercettazione dei flussi o la cessione di log di connessione, spesso accompagnati da obblighi di riservatezza (gag orders) che impediscono alla società stessa di notificare l’azione al cliente. Condivisione automatizzata: in virtù dei trattati di mutua assistenza dell’alleanza, un dato legalmente acquisito dalle autorità di Ottawa può essere condiviso in tempo reale con le agenzie federali degli altri quattro Stati membri, aggirando di fatto le restrizioni nazionali sulle intercettazioni domestiche. L’impatto sul framework No-Logs: sebbene molti provider commerciali dichiarino politiche rigorose di non registrazione dei dati (No-Logs policy), la giurisdizione canadese conserva il potere legale di costringere un’azienda a iniziare a registrare le attività di uno specifico utente o indirizzo IP a partire dal momento della notifica di un mandato ingiuntivo. Per il comparto corporate europeo, l’utilizzo di soluzioni soggette a questo framework normativo richiede una mappatura precisa dei dati in transito, per evitare che informazioni coperte da segreto industriale o dati personali regolati dal GDPR siano esposti a meccanismi di sorveglianza statale non allineati con i principi di necessità e proporzionalità sanciti dalle corti europee. Per mitigare questi rischi senza rinunciare alle performance dell’infrastruttura canadese, il mercato offre diversi modelli operativi. Di seguito abbiamo analizzato il posizionamento strategico di quattro dei principali player globali, distinguendo tra la giurisdizione della sede legale e l’estensione della rete di server in territorio canadese. 🌍 Server: 8.000+ server in 129 paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 📍 IP dedicato: ✔ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: IKEv2/IPsec, OpenVPN, NordLynx 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Panama 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 74% Con sede legale a Panama, NordVPN opera al di fuori delle giurisdizioni di sorveglianza occidentali. L’azienda ha risposto alle crescenti esigenze di sicurezza del mercato enterprise potenziando la propria rete in Canada attraverso server collocate (hardware di proprietà gestito direttamente, anziché affittato da terzi) e migrando l’intera flotta su server basati esclusivamente su memoria volatile (RAM), azzerando la persistenza fisica dei dati ad ogni ciclo di alimentazione. Se l’analisi geopolitica impone cautela sulla scelta della giurisdizione, l’evoluzione tecnologica dei singoli provider consente di mitigare i rischi attraverso contromisure crittografiche e strumenti di monitoraggio proattivo. Nel caso specifico dell’infrastruttura NordVPN, che vanta oltre 400 server distribuiti sul territorio canadese e performance di rete complessive superiori a +6730 Mbps (secondo i benchmark indipendenti di AV-Test, la tutela del dato aziendale viene spostata dal piano puramente legale a quello dell’architettura Zero-Knowledge. Oltre alla cifratura standard AES-256 dei tunnel transoceanici, l’approccio alla sicurezza si estende oggi alla prevenzione delle minacce esterne e al monitoraggio dell’identità digitale, un fattore critico per i dipendenti che operano in smart working su reti geograficamente distanti. Il valore operativo di una soluzione corporate si misura nella capacità di bloccare i vettori di attacco prima che impattino sulla rete aziendale. La suite tecnologica integrata si focalizza su due pilastri fondamentali: Threat Protection Pro™: strumento anti-malware basato su intelligenza artificiale operante a livello di rete, che analizza i download in tempo reale, blocca i siti di phishing e neutralizza tracker e ad-blocker invasivi. Questa funzionalità mantiene l’efficacia operativa anche qualora la connessione al tunnel VPN canadese venisse momentaneamente interrotta. Monitoraggio dell’Identità (Dark Web Monitor): la compromissione delle credenziali è il primo vettore di accesso per gli attacchi di tipo Ransomware e Credential Stuffing. I piani avanzati integrano sistemi di scansione automatizzata (Dark Web Monitor Pro) in grado di mappare fino a 8 indirizzi email aziendali, numeri di telefono e carte di credito, notificando in tempo reale l’eventuale presenza di dump di dati nel cybercrime underground. Per le imprese e i professionisti che necessitano di un’infrastruttura resiliente sul territorio canadese senza compromettere la sicurezza dei propri endpoint, le attuali condizioni di mercato offrono un punto d’accesso economico strategico. L’offerta promozionale sul piano biennale di NordVPN permette di ottimizzare il budget IT, riducendo il costo d’ingresso a 2,99 € al mese (con un risparmio del 76% sul prezzo di listino base di 11,59 €), coprendo fino a 10 dispositivi simultaneamente e includendo una garanzia di rimborso a 30 giorni. Piano Base (2,99 €/mese): focalizzato sulla pura connettività sicura ad alta velocità e protezione dei dispositivi. Piano Plus (3,49 €/mese): introduce il Password Manager multipiattaforma (NordPass), il Data Breach Scanner e la protezione avanzata anti-malware. Piano Ultimate (6,19 €/mese): include 1 TB di cloud crittografato (NordLocker) e una copertura assicurativa Cyber fino a 5.000 € per il recupero di perdite derivanti da frodi informatiche o furti d’identità (valida per i residenti in Italia). La politica di pricing del provider premia la periodicità contrattuale (ammortamento sui 24 mesi), applicando sconti significativi che riducono l’esborso finanziario mensile rispetto alla flessibilità della fatturazione ricorrente a 30 giorni. La seguente tabella comparativa analizza i costi operativi dei tre piani principali NordVPN: Base, Plus, Ultimate, declinati sulle tre durate contrattuali disponibili, cioè 2 anni, 1 anno e formula mensile. Efficienza del piano biennale: il piano NordVPN Plus a 2 anni rappresenta il punto di massima efficienza marginale, offrendo il 76% di sconto e integrando le licenze per il password manager aziendale e la protezione anti-malware con un esborso che supera di soli 12 euro totali l’equivalente piano NordVPN Base sui 24 mesi (83,76 € vs 71,76 €). Impatto dell’IVA e fluttuazioni: tutti i prezzi indicati sono soggetti all’applicazione dell’IVA nazionale in base alla localizzazione del soggetto giuridico acquirente. Le aziende dotate di partita IVA comunitaria registrata al VIES possono gestire la transazione secondo i regimi di inversione contabile (reverse charge). Gestione dei rinnovi (OpEx): al termine del periodo promozionale iniziale (sia esso di 12 o 24 mesi), il contratto si rinnova automaticamente alla tariffa standard annuale di listino (es. 139,08 €/anno per il piano Base). Per una corretta pianificazione delle spese operative (OpEx), i responsabili finanziari devono considerare questo incremento di costo a partire dal terzo anno, oppure procedere alla rinegoziazione/disdetta del rinnovo automatico tramite la dashboard di gestione del profilo almeno 14 giorni prima della scadenza del termine. 🌍 Server: 4500+ in 100 paesi 📱 Massimo dispositivi: illimitati 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: OpenVPN, IKEv2, Shadowsocks, Wireguard e L2TP 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Paesi Bassi 🔥 Offerte attive: SCONTO fino all’88% + 3 mesi gratis 🔥 A seguito della ristrutturazione societaria che l’ha portata sotto la giurisdizione dei Paesi Bassi, Surfshark risponde direttamente alle normative europee. Se da un lato questo garantisce piena aderenza ai principi del GDPR, dall’altro colloca la sede legale all’interno dell’alleanza Nine Eyes. La mitigazione del rischio è affidata alla tecnologia: l’architettura Surfshark Nexus stabilizza la connessione instradando il traffico attraverso una rete globale di data center anziché un singolo tunnel, riducendo la tracciabilità dei pattern di traffico. Sotto il profilo infrastrutturale, la rete globale di Surfshark conta oltre 4.500 server basati esclusivamente su memoria volatile (RAM), distribuiti in 100 Paesi e interamente aggiornati a una larghezza di banda di 10 Gbps. Questa configurazione azzera il rischio di data-leak fisici in caso di sequestro degli apparati nei data center locali (inclusi i nodi canadesi di Toronto, Montreal e Vancouver). Secondo i test indipendenti di Techradar, l’architettura raggiunge velocità di connessione stabili fino a 1615 Mbps, posizionandosi ai vertici del mercato per il trasferimento dati ad alto carico. Dispositivi Illimitati: a differenza della maggior parte dei competitor che impongono tetti rigidi alle connessioni simultanee, Surfshark consente l’autenticazione di un numero illimitato di endpoint con un singolo account, riducendo sensibilmente i costi di licenza per i team di lavoro distribuiti o le piccole imprese. Alternative ID: funzionalità proprietaria ad alto valore aggiunto per la protezione dei dati sensibili dei dipendenti. Consente di generare un’identità fittizia (pseudonimo) e un proxy e-mail per iscrizioni a servizi esterni, mitigando a monte il rischio di spam e tentativi di phishing aziendali. Strumenti Advanced di Rete: l’integrazione di CleanWeb (blocco avanzato di annunci, malware e pop-up per i cookie), del Bypasser (funzione di split-tunneling per escludere determinati software aziendali dalla VPN) e della Rotazione dell’IP (Surfshark Nexus) garantisce un’elevata flessibilità operativa per chi effettua data scraping o testing SEO sui mercati nordamericani. La struttura dei prezzi di Surfshark è articolata su tre macro-piani: Surfhark Starter, Surfhark One e Surfhark One+ e tre cicli di fatturazione. I contratti a lungo termine includono un’estensione promozionale di 3 mesi extra inclusi nel primo canone anticipato. 🇮🇹 Server in Italia: Milano e Palermo ⚙️ Numero di server: 20.017 🗺️ Paesi: 145 💻 Indirizzi IP: N/D 📱 Device massimi supportati: fino a 10 dispositivi 🔐 Sicurezza: OpenVPN, WireGuard, Stealth 👨💻 Assistenza 24/7: e-mail e ticket (risposta entro 24 ore) 🏢 Sede legale: Svizzera 🔥Offerte attive: SCONTO fino al 70% A differenza di gran parte dei competitor, la cui proprietà fa spesso capo a conglomerati multinazionali della cybersecurity o dell’advertising, Proton conserva una governance indipendente, strutturata attorno a una filosofia aziendale che considera la privacy un diritto umano inalienabile. Sotto il profilo strettamente giurisdizionale, la scelta di Proton rappresenta una delle soluzioni più solide in termini di compliance per le imprese europee. Avendo la sede legale in Svizzera, il provider opera al di fuori delle alleanze di sorveglianza internazionale Five Eyes e Nine Eyes e non è soggetto alle direttive UE sulla conservazione di massa dei dati, beneficiando al contempo di leggi sulla privacy tra le più restrittive al mondo. L’infrastruttura di Proton VPN è stata ingegnerizzata per eliminare qualsiasi asimmetria di fiducia tra l’utente e il provider, basandosi su pilastri tecnici fondamentali: Tutte le applicazioni di Proton VPN (Windows, macOS, Linux, Android, iOS) sono interamente open-source. Il codice sorgente è pubblico e accessibile per la revisione da parte di ricercatori indipendenti. Per garantire l’assoluta integrità dei sistemi, Proton sottopone regolarmente i propri software e la propria infrastruttura di rete ad audit di sicurezza condotti da terze parti indipendenti, pubblicandone apertamente i risultati. Lo stesso rigore è applicato alla politica di no-log, formalmente verificata e pubblicata per dimostrare l’assenza di tracciamento di indirizzi IP, sessioni o metadati di navigazione. Per contrastare il degrado prestazionale tipico della cifratura su lunghe distanze (come nel caso dei collegamenti verso i server posizionati in Canada), Proton implementa la tecnologia proprietaria VPN Accelerator. Questo sistema combina modifiche avanzate al routing dei pacchetti TCP/UDP con ottimizzazioni hardware dei server, riuscendo a incrementare la stabilità e la velocità di connessione fino al 400% rispetto ai protocolli standard. L’infrastruttura poggia su una rete globale massiccia, che conta più di 20.000 server distribuiti in oltre 140 Paesi, con larghezza di banda illimitata e supporto nativo per lo streaming ad alta velocità e il download P2P/BitTorrent. NetShield Ad-blocker: un sistema di filtraggio DNS avanzato che blocca malware, script di tracciamento (tracker) e inserzioni pubblicitarie prima che vengano scaricati sul dispositivo, riducendo l’esposizione a minacce perimetrali (phishing, drive-by downloads) e ottimizzando il consumo di banda. Double Hop (Cifratura Multi-Hop): consente di concatenare due server VPN posizionati in nazioni differenti. Il traffico viene cifrato due volte, schermando l’IP di origine anche nell’eventualità in cui il server di uscita (ad esempio situato a Montreal o Toronto) dovesse subire un tentativo di intercettazione locale. Cifratura di Nuova Generazione: i tunnel crittografici utilizzano gli algoritmi AES-256 o ChaCha20 a seconda del protocollo selezionato (WireGuard, OpenVPN), garantendo la massima inviolabilità dei dati anche su reti Wi-Fi pubbliche o non protette. La politica commerciale di Proton VPN applica un modello di sconti progressivi in base all’orizzonte temporale della sottoscrizione, includendo per ogni piano l’accesso a tutte le funzionalità premium, la protezione di 10 dispositivi contemporaneamente, split tunneling, DNS personalizzato e supporto prioritario con chat live. La tabella seguente analizza la struttura dei costi sulle tre durate contrattuali disponibili: 🌍 Server: 5900 server in 105 paesi 📱 Massimo dispositivi: 8 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS, Linux 🔐 Sicurezza: IKEv2, OpenVPN 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Isole Vergini Britanniche 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 67% + 4 mesi GRATIS Operando dalla giurisdizione delle Isole Vergini Britanniche (territorio d’oltremare con sistema legale autonomo e privo di leggi sulla conservazione dei dati), ExpressVPN scherma l’identità giuridica del contraente. Sotto il profilo tecnico, l’utilizzo del protocollo proprietario Lightway (sviluppato per ridurre l’overhead di crittografia) ottimizza la stabilità delle connessioni a lungo raggio tra i nodi europei e l’infrastruttura canadese, fattore critico per il trasferimento di grandi volumi di dati aziendali. ExpressVPN è stata tra i primi provider a convertire l’intera rete di server in nodi diskless. I server operano esclusivamente su memoria volatile RAM: i dati di configurazione e il software vengono scritti su uno stack software protetto a ogni riavvio. Nessun dato viene mai scritto su disco rigido, azzerando i rischi legati a intrusioni fisiche o sequestri hardware nei data center. Mentre la concorrenza si affida principalmente a WireGuard, ExpressVPN ha sviluppato in modo indipendente Lightway, un protocollo open-source interamente scritto in Rust e ottimizzato per connessioni istantanee e massima efficienza energetica sui dispositivi mobili. Sicurezza post-quantistica: Lightway integra di default la crittografia post-quantistica. Questo framework protegge i dati aziendali correnti contro la minaccia degli attacchi “Store Now, Decrypt Later” (immagazzina oggi per decifrare domani), impedendo che computer quantistici futuri possano violare il traffico intercettato oggi. Tutti i piani includono moduli di protezione attiva che operano a livello di rete: blocco degli annunci pubblicitari, anti-tracking, blocco dei siti dannosi (malware e phishing) e parental control/filtri per contenuti riservati agli adulti. I client integrano inoltre il Network Lock (il kill switch proprietario) per prevenire leak di dati in caso di instabilità della linea. L’ecosistema di ExpressVPN si articola su più livelli di sicurezza, offrendo strumenti avanzati a seconda del piano sottoscritto: ExpressKeys: gestore di password nativo e illimitato che consente di memorizzare credenziali, carte di pagamento e note cifrate, includendo un sistema di monitoraggio della sicurezza delle password (Password Health) e un autenticatore a due fattori (2FA) integrato. ExpressMailGuard: servizio enterprise-grade di inoltro privato delle e-mail. Permette di generare alias e-mail e sottodomini dedicati per proteggere l’identità dei dipendenti durante le registrazioni esterne, intercettando tracker e bloccando spam o tentativi di phishing prima che raggiungano la casella di posta principale. ExpressAI (esclusiva piano Pro): un chatbot privato basato su intelligenza artificiale che sfrutta l’elaborazione riservata (Confidential Computing) per garantire che le query, i file caricati (fino a 50MB) e le ricerche web non vengano mai memorizzati, tracciati o usati per il training dei modelli. eSIM (Integrazione holiday.com): soluzione per la mobilità internazionale dei dipendenti (disponibile sui piani a lungo termine Avanzato e Pro) che fornisce pacchetti di dati illimitati per l’estero, eliminando i costi di roaming e i rischi di connessione a reti Wi-Fi pubbliche non protette. ExpressVPN adotta una segmentazione basata su tre profili: Base, Avanzato, Pro applicabili a cicli di fatturazione da 24 mesi, 12 mesi o singolo mese. I piani a lungo termine (24 e 12 mesi) includono estensioni promozionali temporanee (rispettivamente +4 mesi e +3 mesi inclusi nel primo ciclo). Regime di rinnovo successivo per i piani da 2 anni: Al termine dei 28 mesi promozionali, il servizio si rinnova automaticamente su base annuale alle tariffe standard di: Base €79,95/anno; Avanzato €109,95/anno; Pro €179,95/anno. BASE: 11,49 € / mese (rinnovo automatico a parità di tariffa; include 10 connessioni). AVANZATO: 12,49 € / mese (rinnovo automatico a parità di tariffa; include 12 connessioni e la suite ExpressKeys). PRO: 17,49 € / mese (rinnovo automatico a parità di tariffa; include 14 connessioni, IP dedicato ed ExpressAI). Tutti i prezzi indicati sono espressi in EUR e sono al netto delle imposte governative (IVA) calcolate in fase di checkout. Ogni piano è coperto da una garanzia di rimborso totale entro 30 giorni dedicata esclusivamente ai nuovi utenti. Per le strutture aziendali complesse, è disponibile la soluzione dedicata ExpressVPN for Teams (minimo 5 licenze) che sblocca sconti multi-licenza progressivi e un pannello di controllo centralizzato per gli amministratori IT. Sotto il profilo del Risk Management e del procurement IT, il piano Avanzato a 24 mesi (pari a un canone mensile equivalente di 2,99 €) rappresenta il perfetto punto di equilibrio tra costi e funzionalità. Con una spesa iniziale contenuta di 83,72 € per i primi 28 mesi, l’azienda ottiene non solo la protezione della rete ma l’implementazione immediata di un password manager (ExpressKeys) e di uno scudo per l’identità e-mail (ExpressMailGuard). Il piano Pro si rende invece indispensabile per figure sensibili (C-Level, amministratori di sistema) o per l’accesso a server aziendali protetti da whitelist, grazie all’inclusione nativa dell’IP Dedicato, una caratteristica che solitamente i competitor vendono come add-on separato a costi elevati. La scelta di una VPN con sede legale (giurisdizione) o con server fisici posizionati in Canada tocca il cuore delle strategie di risk management aziendale. Il Canada è una superpotenza tecnologica con infrastrutture di rete eccellenti, ma è anche uno dei membri fondatori dell’alleanza di intelligence più pervasiva al mondo. Avere la sede legale della VPN in Canada comporta vincoli normativi stringenti che impattano direttamente sulla privacy dei dati. L’alleanza “Five Eyes” (5 Eyes): il Canada, insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda, fa parte del nucleo originario dell’accordo di intelligence UKUSA. Sotto questa giurisdizione, le agenzie governative (come il Communications Security Establishment – CSE) hanno ampi poteri di sorveglianza e possono emettere mandati segreti o ingiunzioni di produzione dati. Cooperazione Internazionale: se un’agenzia governativa straniera (ad esempio l’FBI statunitense) richiede informazioni su un target, le autorità canadesi possono obbligare legalmente un’azienda locale a collaborare, condividendo poi i dati tra i paesi dell’alleanza. Il paradosso della politica “No-Log”: sebbene un provider canadese possa dichiarare una politica di no-log, le leggi locali (come il Bill C-51 o l’Anti-Terrorism Act) potrebbero, in teoria, costringere segretamente l’azienda a iniziare a registrare il traffico di un determinato utente sotto indagine, inserendo un gag order (ordine di silenzio) che impedisce al provider di avvisare il cliente. Protezione dei dati commerciali: sotto il profilo prettamente aziendale (e non di totale anonimato), il Canada offre il PIPEDA (Personal Information Protection and Electronic Documents Act), una legge sulla privacy robusta e considerata dall’Unione Europea come “adeguata” e sostanzialmente allineata ai principi del GDPR. Stabilità Legale: rispetto a giurisdizioni offshore totalmente deregolamentate (es. Panama, BVI), un’azienda che utilizza un provider canadese sa esattamente quali sono le tutele legali, i processi di audit e i diritti di proprietà intellettuale a cui va incontro, riducendo i rischi di chiusure improvvise del servizio per ordine governativo. Discorso diverso riguarda l’instradamento dei dati attraverso server situati sul suolo canadese (es. i nodi di Toronto, Montreal o Vancouver offerti da Surfshark, Proton o ExpressVPN). Dorsali di rete ad alta velocità: il Canada ospita data center di livello Tier 3 e Tier 4 connessi direttamente ai principali Internet Exchange Point (IXP) nordamericani ed europei (tramite cavi transatlantici). Per un’azienda europea che deve scambiare dati con filiali o client statunitensi, il Canada offre latenze ridotte e porte di connessione stabili a 10 Gbps. Bypass delle restrizioni geografiche (Geotargeting): è fondamentale per i team di marketing, SEO e threat intelligence che devono testare servizi, verificare campagne pubblicitarie o monitorare minacce analizzando la rete esattamente come apparirebbe a un utente nordamericano, aggirando i blocchi geografici. Infrastrutture RAM-Only: se utilizzate un provider con giurisdizione sicura (es. Svizzera per Proton o BVI per ExpressVPN) che sfrutta però server posizionati in Canada, il rischio “5 Eyes” sui server fisici si riduce drasticamente grazie all’architettura RAM-Only. Se le autorità canadesi sequestrassero il server, non troverebbero alcun dato memorizzato. Deep Packet Inspection (DPI) e intercettazione legale: anche se il provider VPN è sicuro e non registra dati, i pacchetti che escono dal server canadese ed entrano nella rete internet pubblica sono soggetti alle leggi locali sulle telecomunicazioni. Le agenzie di sorveglianza nazionali possono intercettare e archiviare il traffico crittografato in transito nei grandi snodi di rete, con l’obiettivo di decifrarlo in futuro (attacchi Store Now, Decrypt Later). SEDE LEGALE IN CANADA? │ ┌─────────────┴─────────────┐ ▼ ▼ SI (Evitare) NO (Valutare) Rischio "5 Eyes", Sede extra-UE/Eyes mandati segreti e (Es. Svizzera, BVI). potenziale logging ordinato. Massima privacy legale. │ ▼ USARE SERVER IN CANADA? │ ┌─────────────┴─────────────┐ ▼ ▼ SI (Approvare) NO / Cautela Solo se i server sono Se l'organizzazione 100% RAM-Only. Ottimo gestisce segreti di Stato per test e performance o dati industriali ultrasensibili nordamericane. esposti a intercettazione di rete. Evitare VPN che hanno la sede legale in Canada se l’obiettivo primario dell’azienda è la massima riservatezza dei dati e la protezione da sorveglianza governativa. Approvare l’uso di server posizionati in Canada solo se il provider scelto ha una giurisdizione esterna sicura (es. Svizzera) e garantisce un’architettura hardware RAM-Only (diskless) combinata con protocolli moderni come WireGuard o Lightway con protezione post-quantistica.
cybersecurity360.itMay 25, 2026extracted
Proton Pass adds monitored credential sharing for AI agents
Proton Pass adds monitored credential sharing for AI agents Proton Pass, a secure, end-to-end encrypted password manager, added credential sharing through AI access tokens, allowing users to give AI agents access to selected items and monitor activity. To gain access, an agent must provide a reason for the request so users can see what actions are being performed. Access tokens are available with Pass Plus (included in Proton Unlimited), Pass Family, Pass Professional, and Proton Workspace plans. “AI access tokens are easy to set up. In your Proton Pass settings, create a new access token and copy and paste the setup instructions to your AI agent. Then simply ask your agent to perform actions that require access to the items you’ve shared with it,” Son Nguyen Kim, Head of Business Unit at Proton, explained. How to use access tokens Proton Pass access tokens allow users to give AI agents or automation tools limited access to stored items without sharing their main account details. Users can create tokens linked to specific vaults, restricting visibility to the information needed for a task. These tokens can support AI-driven tasks such as reviewing bank transactions, generating fitness reports, or summarizing customer interactions. Users who do not rely on AI agents can also integrate them into scripts and automation workflows through Pass CLI. Proton Pass protects data with end-to-end encryption. Usernames, passwords, API keys, payment cards, and other items remain accessible only to account owners unless they choose to share them. AI agents receive read-only permissions for assigned vaults and cannot create, edit, or modify stored items. Users can also set expiration periods ranging from one hour to one year and revoke permissions whenever needed. Each use of a token is recorded in an activity log, allowing users to review how AI agents interact with shared items.
helpnetsecurity.comMay 22, 2026extracted
Proton Mail brings quantum-safe email encryption to all accounts
Proton Mail brings quantum-safe email encryption to all accounts Post-quantum protection is now available as an optional feature in Proton Mail across all plans, including the free tier. How post-quantum protection works Once enabled, Proton Mail generates new encryption keys designed to protect future encrypted emails against attacks from quantum computers. Because the feature relies on new encryption keys, users need updated Proton apps that support post-quantum protection. Older app versions do not support the new keys. “Enabling PQC helps protect new encrypted emails going forward. It does not retroactively re-encrypt the emails already in your mailbox, for now,” Anant Vijay Singh, Product Lead for Proton Mail and Drive, explained. Proton says end-to-end encrypted forwarding is not currently compatible with post-quantum protection. Enabling the feature pauses encrypted forwarding. The company also says users may notice a small performance impact after enabling the feature, although Proton Mail should generally feel the same on current hardware. To enable post-quantum protection, users need to sign in to their Proton account settings, open the “Encryption and keys” section, and select the option to enable post-quantum protection. Proton then asks users to confirm the change and enter their password before generating the new encryption keys. After enabling the feature, users can continue managing their encryption and PGP keys as before, including generating additional keys, downloading PGP keys, and using them with other PGP-compatible services. Proton is also adding support for OpenPGP v6, a newer framework that enables support for updated encryption algorithms, including post-quantum cryptography. The company says it is working to standardize quantum-safe encrypted email across the open email ecosystem, including with projects such as Thunderbird, so these protections can work between providers and support users regardless of which email service they use.
helpnetsecurity.comMay 6, 2026extracted
Age checks could turn internet into an ID checkpoint, complains Proton CEO
SAAS Salesforce partners not seeing meaningful revenue from Agentforce AI platform, report saysShow us the money ai and ml AI companies are burning books, advocates complain to FTCFahrenheit 203, the temperature GPUs stop gorging on literature DEVOPS Go updates may delight diehard gophers but displease AI overlordsv 1.27 expands generics to support methods EDGE AND IOT Waymo has designed a robocar chip to stay ahead of Tesla5 nm ML accelerators promise 1,000+ TOPS, ultra-low latency SYSTEMS AMD inches closer to its goal of making AI suck less ... energyHouse of Zen claims latest systems already 4x more efficient than two years ago Security Russians are posing as Signal support to launch phishing attacksPLUS: US takes down Iranian propaganda sites; Marketing company asks 'Why Do We Have Your Information?' And more! Security Microsoft patches failed to fix on-prem SharePoint, which is now under zero-day attackPLUS: China upgrades smartphone surveillance tools; Ring eases anti-snooping stance; and more Black Hat and DEF CON DEF CON Franklin project enlists hackers to harden critical infrastructureVoting village reports have been so successful, says Jeff Moss, that the whole of DEF CON will now be included Security EQT buys majority share in Swiss cybersecurity biz AcronisWent at equivalent of $3.5B+ valuation for entire firm, though portion sold not specified Malware Month Ten years since the first corp ransomware, Mikko Hyppönen sees no end in sightOn the plus side, infosec's a good bet for a long, stable career FOSS smashed one Microsoft monopoly. After 20 years of failure, it's time to smash anotherWord up GNOME can look like Windows – and Flashback can do it without extensionsNew 'Simple-taskbar' is an option, but there's a simpler, stabler way A moment of silence, please, for the final release of Debian on x86-32New Debian versions hit FOSSland in the form of 13.6 and 12.15 Baddies caught exploiting extensions bugs with perfect 10 scores on vulnerable Joomla websitesFlaws in iCagenda, Balbooa Forms extensions can impact open source CMS that powers a million sites worldwide Frame: A new X11 server – implemented directly in assemblyJoins yserver, Phoenix, and of course XLibre – and outlier Arcan Cinnamon 6.8 will support Wayland – if you want itNext version of Linux Mint’s desktop has both kinds of display server
go.theregister.comApr 23, 2026extracted
From fake Proton VPN sites to gaming mods, this Windows infostealer is everywhere
We’ve uncovered multiple campaigns distributing an infostealer we track as NWHStealer, using everything from fake VPN downloads to hardware utilities and gaming mods. What makes this campaign stand out isn’t just the malware, but how widely and convincingly it’s being spread. Once installed, it can collect browser data, saved passwords, and cryptocurrency wallet information, which attackers may use to access accounts, steal funds, or carry out further attacks. We detected multiple campaigns using different platforms and lures to distribute NWHStealer. The stealer is loaded and executed in several ways, such as self-injection or injection into other processes like RegAsm (Microsoft’s Assembly Registration Tool). Often, additional wrappers such as MSI or Node.js are used as the initial loader. The stealer is distributed using lures (what the file claims to be) such as: VPN installers Hardware utilities (e.g. OhmGraphite ,Pachtop ,HardwareVisualizer ,Sidebar Diagnostics ) Mining software Games, cheats, and mods (e.g. Xeno ) It’s hosted or shared across multiple distribution channels, including: Fake websites impersonating legitimate services, like Proton VPN Code hosting platforms like GitHub and GitLab File hosting services such as MediaFire and SourceForge Links and redirects from gaming- and security-related YouTube videos Although there are many distribution methods, in this blog we look at two cases: Case 1: A free web hosting provider distributing a malicious ZIP file that loads the stealer using self-injection Case 2: Fake websites that load the stealer using DLL hijacking and injection into the RegAsm process Case 1: Free web hosting provider distributes the stealer The first case is the most unexpected. We found that a free web hosting provider, onworks[.]net, hosts ZIP files in its download section that ultimately distribute the stealer. The website, ranked in the top 100,000, allows users to run virtual machines entirely in the browser. Through this site, users download a malicious ZIP with names like: OhmGraphite-0.36.1.zip Sidebar Diagnostics-3.6.5.zip Pachtop_1.2.2.zip HardwareVisualizer_1.3.1.zip In this case, the malicious code responsible for loading the stealer is embedded in the executable, for example HardwareVisualizer.exe. The loader contains junk code to make analysis more difficult and performs several operations, including: Checking the environment for analysis tools and terminating if detected Implementing a custom decryption function for strings Resolving functions using LoadLibraryA andGetProcAddress Decrypting and loading the next stage using AES-CBC via BCrypt APIs This isn’t the only way the stealer is distributed. We found similar lures, with the same ZIP names, that instead distribute the stealer via DLL hijacking. In this case, HardwareVisualizer.exe is actually the WinRAR executable, and the malicious code resides in WindowsCodecs.dll. While tracking the DLL loader, we also saw it distributed in other campaigns with different lures. For example, in the second case analyzed, this malicious DLL is delivered through fake websites. Case 2: Fake Proton VPN website and DLL loader In the second case, we detected a website impersonating Proton VPN that delivers a malicious ZIP. This archive executes the stealer using DLL hijacking or an MSI file. To be clear, this has no affiliation with Proton VPN, and we’ve contacted them to let them know what we found. Links to the website appear in several compromised YouTube channels, along with AI-generated videos demonstrating the installation process: In other infection chains, this DLL appears under different names, such as: iviewers.dll TextShaping.dll CrashRpt1403.dll This DLL decrypts two embedded resources. The decryption method varies between samples: Some use custom AES implementations, while others rely on the OpenSSL library. One of the decrypted resources is a second-stage DLL, runpeNew.dll, which is loaded and executed via the GetGet method. The second-stage DLL starts a process (such as RegAsm) and performs process hollowing using low-level APIs, including: NtProtectVirtualMemory NtCreateUserProcess NtUnmapViewOfSection NtAllocateVirtualMemory NtResumeThread The final payload: NWHStealer At the end of these infection chains, the attacker deploys NWHStealer. The stealer runs directly in memory or injects itself into other processes such as RegAsm.exe. It enumerates more than 25 folders and registry keys associated with cryptocurrency wallets. The stealer also collects and exfiltrates data from multiple browsers, including Edge, Chrome, Opera, 360 Browser, K-Melon, Brave, Chromium, and Chromodo. Additionally, it injects a DLL into browser processes such as msedge.exe, firefox.exe, or chrome.exe. This DLL extracts and decrypts browser data before sending it to the command-and-control (C2) server. The injected DLL also executes a PowerShell command that: Creates hidden directories in LOCALAPPDATA Adds those directories to Windows Defender exclusions Forces a Group Policy update Encrypts a getPayload request and sends it to the C2 Receives and executes additional payloads disguised as system processes (e.g., svchost.exe ,RuntimeBroker.exe ) Creates scheduled tasks to run the payload at user logon with elevated privileges Data sent to the C2 is encrypted using AES-CBC. If the primary server is unavailable, the malware can retrieve a new C2 domain via a Telegram-based dead drop. The stealer also uses a known CMSTP User Account Control (UAC) bypass technique to execute PowerShell commands: Generates a random .inf file in the temp folder Uses cmstp.exe to elevate privileges Automatically confirms the prompt using Windows APIs How to stay safe Instead of relying on phishing emails or obvious scams, the attackers behind this campaign are hiding malware inside tools people actively search for and trust. By spreading through platforms like GitHub, SourceForge, and YouTube, they increase the chances that users will let their guard down. Once installed, the impact can be serious. Stolen browser data, saved passwords, and cryptocurrency wallet information can lead to account takeovers, financial loss, and further compromise. Here are our tips for avoiding being caught out: Download software only from official websites Be cautious with downloads from GitHub, SourceForge, or file-sharing platforms unless you trust the source Check file signatures and publisher details before running anything Avoid downloading tools from links in YouTube descriptions Pro tip: Install Malwarebytes Browser Guard on your browser to block malicious URLs. Indicators of Compromise (IOCs) Check the signature and version of software in suspicious archives. Hashes e97cb6cbcf2583fe4d8dcabd70d3f67f6cc977fc9a8cbb42f8a2284efe24a1e3 2494709b8a2646640b08b1d5d75b6bfb3167540ed4acdb55ded050f6df9c53b3 Domains vpn-proton-setup[.]com (fake website) get-proton-vpn[.]com (fake website) newworld-helloworld[.]icu (C2 domain) https://t[.]me/gerj_threuh (Telegram dead drop) URLS https://www.onworks[.]net/software/windows/app-hardware-visualizer https://sourceforge[.]net/projects/sidebar-diagnostics/files/Sidebar%20Diagnostics-3.6.5.zip https://github[.]com/PieceHydromancer/Lossless-Scaling-v3.22-Windows-Edition/releases/download/Fps/Lossless.Scaling.v3.22.zip This is only a partial list of malicious URLs. Download the Malwarebytes Browser Guard plugin for full protection and to block the remaining malicious URLs.
malwarebytes.comApr 15, 2026extracted
Product showcase: Proton Authenticator is an end-to-end encrypted, open source 2FA app
Product showcase: Proton Authenticator is an end-to-end encrypted, open source 2FA app Proton Authenticator is a free and open-source two-factor authentication (2FA) app that generates time-based one-time passwords (TOTP) to help secure online accounts. It is available on Windows, macOS, Linux, iOS, and Android, allowing users to access their verification codes across devices. The app is designed to work without ads or tracking. A Proton account is optional and mainly used for encrypted sync between devices. How Proton Authenticator works Setup starts with installing the app from the App Store and adding accounts. Users can scan a QR code or enter a setup key provided by a service that supports 2FA. Those switching from another authenticator can import existing tokens, which helps avoid manual reconfiguration. Proton Authenticator can be used on its own or alongside other Proton services. It supports workflows where authentication codes are managed separately from passwords. The app generates six-digit codes that refresh every 30 seconds. These codes are required in addition to a password when logging in to supported services. The app supports importing tokens from other authenticator tools such as Google Authenticator, Aegis, or Bitwarden Authenticator. Export functionality is also included, allowing users to retain control of their data and move it when needed. Codes are generated locally on the device. They remain accessible without an internet connection, which makes the app reliable in offline or restricted environments. Security model Proton Authenticator uses end-to-end encryption to protect data when synchronization is enabled. Encryption takes place on the user’s device, so only the user can access stored authentication tokens. The app is open source, allowing anyone to review how it handles data and security. This adds a level of transparency for users who want visibility into the software they rely on. Users can protect access to the app with a PIN or biometric authentication, depending on the device. These controls help prevent unauthorized access if a device is shared or lost. Backup and recovery The app provides several options for backing up authentication data. Users can enable encrypted backups through a Proton account or rely on platform-specific backup systems. Export tools allow users to create external backups of their authentication data. This reduces the risk of losing access to accounts if a device is replaced or unavailable. Conclusion Proton Authenticator is a solid option if you want more control over your two-factor authentication setup. It handles the basics like generating codes, syncing across devices, and backing up your data, without locking you into one way of doing things. Alternatives: Product showcase: Ente Auth encrypts, backs up, and syncs 2FA Product showcase: 2FAS Auth – Free, open-source 2FA for iOS
helpnetsecurity.comApr 6, 2026extracted
Proton launches new "Meet" privacy-focused conferencing platform
Proton has announced a new video conferencing service named Meet and positioned it as a privacy-focused alternative to mainstream services like Google Meet, Zoom, and Microsoft Teams. Meet provides end-to-end encrypted (E2EE) calls to protect the confidentiality of the conversations and does not require a paid plan or even a Proton account to use. It is free for one-hour meetings of up to 50 participants. For longer calls, Proton offers a “pro” plan that starts at $7.99/month. Proton says Meet was created in response to the increasing need for privacy-first, EU-based alternatives that make it easier to comply with GDPR, or even CCPA (California Consumer Privacy Act), addressing the complexities of laws such as the US Cloud Act, and overcoming challenges posed by an increasingly unstable geopolitical environment. Apart from the legal aspect, Proton highlights the rampant practice of using people’s conversations to train AI models, which creates the risk of private data exposure from large language models (LLMs). “Proton Meet gives you back your privacy and peace of mind by protecting your calls with end-to-end encryption, so nobody can listen in or use your conversations to sell ads, conduct surveillance, or train AI,” Proton says. Meet works as simply as creating a conference call link and sharing it with other participants. The new service is fully integrated with Proton Calendar and also supports adding scheduled meetings to Google and Microsoft calendars. Strong privacy and security Proton Meet calls are secured with Messaging Layer Security (MLS), an independently reviewed open source end-to-end encryption protocol designed for real-time group messaging. Proton has published a separate post to provide more details about MLS, highlighting that all media and chat are encrypted client-side, leaving the company unable to access or process any cleartext data. Proton Meet’s architecture is built on WebRTC with Selective Forwarding Units (SFU) for relaying media and chat to all participants. Each meeting link contains an ID and a password that is kept locally on the client side, and authenticates participants via the Secure Remote Password (SRP) protocol, used on other Proton services for a decade. Concerning MLS, the system forms a cryptographic group that shares an epoch key used for encryption, which is rotated on every join/leave event. New members cannot read past messages (forward secrecy), old members can’t read future messages, and everyone has full visibility on the call participants, but their names remain end-to-end encrypted. Email and IP address information is kept private between participants, and Proton does not retain records of who met with whom. The firm says that even in the case of a server compromise, traffic cannot be read or modified, and that databases contain only meeting IDs, exposing nothing sensitive to hackers. The only realistic risk is having the meeting link compromised, which can be mitigated by locking entries once all expected participants have joined, removing rogue participants, or rotating the link. Overall prevention scores can hide what happens after initial access. Once attackers are using valid credentials, prevention drops sharply. The Blue Report 2026 measures defenses technique by technique across 338 million simulations run in customer production environments. Get the report
bleepingcomputer.comMar 31, 2026extracted
Hackers compromise Axios npm package to drop cross-platform malware
Hackers hijacked the npm account of the Axios package, a JavaScript HTTP client with 100M+ weekly downloads, to deliver remote access trojans to Linux, Windows, and macOS systems. According to reports from software supply chain security and application security companies Endor Labs, Socket, Aikido, and StepSecurity, the threat actor published on the Node Package Manager (npm) registry two malicious versions of the package One malicious variant, [email protected], was published today at 00:21 UTC, while the second one, [email protected], emerged less than an hour later, at 01:00 UTC. The packages were published without the automated OpenID Connect (OIDC) package origin and no matching GitHub commit appeared, which should trigger an alert immediately. The researchers say that the threat actor gained access to the package after compromising the npm account of Jason Saayman, the main Axios maintainer. The OpenSourceMalware research community says that the attacker also took control of Saayman's GitHub account and changed the associated email to [email protected], then removed a report about the compromise to which project collaborator DigitalBrainJS was trying to reply. It is unclear how many downstream projects have been impacted by the supply-chain attack during the nearly three-hour exposure window. Given that the Axios npm package has around 400 million monthly downloads, the number may be significant. Axios is an HTTP client for JavaScript applications that manages requests between clients, such as browsers or Node.js apps, and servers. Its purpose is to simplify communication via GET, POST, PUT/PATCH, and DELETE requests. Infection chain After getting access to the package, the attacker injected a malicious dependency called plain-crypto-js@^4.2.1 into the package.json file and did not alter the Axios code. The dependency executes a post-install script during the package’s installation, launching an obfuscated dropper (setup.js) that contacts a command-and-control (C2) server to retrieve a next-stage payload based on the detected operating system. On Windows, the attack mixes VBScript and PowerShell to run a hidden Command Prompt window and execute a malicious script. The malware copies PowerShell to %PROGRAMDATA%\wt.exe to evade detection and achieve persistence across reboots, then downloads and executes a PowerShell script. On macOS, the malware uses AppleScript to download a binary to /Library/Caches/com.apple.act.mond, mark it as executable, and run it in the background. On Linux systems, the dropper fetches a Python-based payload stored at ‘/tmp/ld.py’ and executes it in the background with the nohup (no hang up) command. In all cases, the malware infected the host with a remote access trojan (RAT), allowing attackers to execute commands and maintain persistence on infected systems. The RAT can retrieve and execute a base64-encoded binary that it writes in a hidden temp file, execute shell commands via /bin/sh or AppleScript, and enumerate directories on the infected host. After the infection is completed, the dropper deletes itself, removes the modified package.json, and replaces it with a clean copy to make forensic investigations more difficult. According to researchers at StepSecurity, the Axios supply-chain attack was not opportunistic, but a carefully planned activity, as "the malicious dependency was staged 18 hours in advance." The fact that different payloads were delivered based on the detected operating system appears to support this theory, along with the self-destruct action for every artifact. John Hultquist, chief analyst at Google Threat Intelligence Group (GTIG) told BleepingComputer that behind the Axios package compromise is a North Korean actor tracked internally as UNC1069 and known to target "centralized exchanges (CEX), software developers at financial institutions, high-technology companies, and individuals at venture capital funds." A security researcher says that the macWebT name of the macOS RAT is a direct reference to malware used by the BlueNoroff hackers in campaigns observed by SentinelOne in 2023. BlueNoroff is a North Korean threat group specialized in financially-motivated cyberattacks. The actor has targeted banks, financial institutions, and cryptocurrency exchanges. Currently, there is no clear information about the threat actor behind the Axios supply-chain attack. Recently, several high-profile supply-chain attacks were claimed by a group known as TeamPCP. The hackers targeted popular open-source software projects like Telnyx, LiteLLM, and Trivy. However, the compromise of the Axios package does not have the characteristics of a TeamPCP attack, and security researchers couldn’t link it to a specific threat actor. Indicators of compromise (IoCs) are available from multiple organizations investigating the Axios supply-chain compromise and include the C2 domain used in the attack, sfrclak.com and other network details along with file system, packages data, and accounts observed in the attack: Security teams are recommended to check environments for the presence of [email protected], [email protected], or any version of plain-crypto-js and treat the system as compromised if any of them is detected. Axios should resolve to versions 1.14.0 or 0.30.3, or downgraded to an earlier version confirmed to be safe. Joe DeSimone of Elastic advises rotating credentials on systems running a compromised version of the Axios package, as the malware may have exfiltrated sensitive data such as keys and tokens. Charles Carmakal, chief technology officer at Mandiant, says that the Axios npm supply-chain attack "is broad and extends to other popular packages that have dependencies on it." The researcher warns that the amount of recent supply-chain incidents is overwhelming and that the secrets stolen this way over the past two weeks will lead to more compromises, crypto theft, ransomware, and extortion events. "We are aware of hundreds of thousands of stolen credentials. A variety of actors with varied motivations are behind these attacks," Carmakal says. Update [March 31, 13:09 EST]: Article updated with information about indicators of compromise and reference to potential BlueNoroff connection. Update [March 31, 14:22 EST]: Added attribution information and comments from Charles Carmakal and John Hultquist. Overall prevention scores can hide what happens after initial access. Once attackers are using valid credentials, prevention drops sharply. The Blue Report 2026 measures defenses technique by technique across 338 million simulations run in customer production environments. Get the report
bleepingcomputer.comMar 31, 2026extracted
Axios Supply Chain Attack Pushes Cross-Platform RAT via Compromised npm Account
The popular HTTP client known as Axios has suffered a supply chain attack after two newly published versions of the npm package introduced a malicious dependency that delivers a trojan capable of targeting Windows, macOS, and Linux systems. Versions 1.14.1 and 0.30.4 of Axios have been found to inject "plain-crypto-js" version 4.2.1 as a fake dependency. According to StepSecurity, the two versions were published using the compromised npm credentials of the primary Axios maintainer ("jasonsaayman"), allowing the attackers to bypass the project's GitHub Actions CI/CD pipeline. "Its sole purpose is to execute a postinstall script that acts as a cross-platform remote access trojan (RAT) dropper, targeting macOS, Windows, and Linux," security researcher Ashish Kurmi said. "The dropper contacts a live command and control server and delivers platform-specific second-stage payloads. After execution, the malware deletes itself and replaces its own package.json with a clean version to evade forensic detection." Users who have Axios versions 1.14.1 or 0.30.4 installed are required to rotate their secrets and credentials with immediate effect, and downgrade to a safe version (1.14.0 or 0.30.3). The malicious versions, as well as "plain-crypto-js," are no longer available for download from npm. With more than 83 million weekly downloads, Axios is one of the most widely used HTTP clients in the JavaScript ecosystem across frontend frameworks, backend services, and enterprise applications. "This was not opportunistic," Kurmi added. "The malicious dependency was staged 18 hours in advance. Three separate payloads were pre-built for three operating systems. Both release branches were hit within 39 minutes. Every trace was designed to self-destruct." The timeline of the attack is as follows - March 30, 2026, 05:57 UTC - A clean version of the package "[email protected]" is published. March 30, 2026, 23:59 UTC - A new version ("[email protected]") with the payload added is published. March 31, 2026, 00:21 UTC - A new version of Axios ("[email protected]") that injects "[email protected]" as a runtime dependency is published using the compromised "jasonsaayman" account. March 31, 2026, 01:00 UTC - A new version of Axios ("[email protected]") that injects "[email protected]" as a runtime dependency is published using the compromised "jasonsaayman" account. According to StepSecurity, the threat actor behind the campaign is said to have compromised the npm account of "jasonsaayman" and changed its registered email address to a Proton Mail address under their control ("[email protected]"). The "plain-crypto-js" was published by an npm user named "nrwise" with the email address "[email protected]." It's believed that the attacker obtained a long-lived classic npm access token for the account to take control and directly publish poisoned versions of Axios to the registry. The embedded malware, for its part, is launched via an obfuscated Node.js dropper ("setup.js") and is designed to branch into one of three attack paths based on the operating system - On macOS, it runs an AppleScript payload to fetch a trojan binary from an external server ("sfrclak.com:8000"), save it as "/Library/Caches/com.apple.act.mond," change its permissions to make it executable, and launch it in the background via /bin/zsh. The AppleScript file is deleted after execution to cover up the tracks. On Windows, it locates the PowerShell binary path, copies it to the "%PROGRAMDATA%\wt.exe" (disguising it as the Windows Terminal app), and writes a Visual Basic Script (VBScript) to the temp directory and executes it. The VBScript contacts the same server to fetch a PowerShell RAT script and execute it. The downloaded file is then deleted. On other platforms (e.g., Linux), the dropper runs a shell command via Node.js’s execSync to fetch a Python RAT script from the same server, save it to "/tmp/ld.py," and execute it in the background using the nohup command. "Each platform sends a distinct POST body to the same C2 URL — packages.npm.org/product0 (macOS), packages.npm.org/product1 (Windows), packages.npm.org/product2 (Linux)," StepSecurity said. "This allows the C2 server to serve a platform-appropriate payload in response to a single endpoint." The downloaded second-stage binary for macOS is a C++ RAT that fingerprints the system and beacons to a remote server every 60 seconds to retrieve commands for subsequent execution. It supports capabilities to run additional payloads, execute shell commands, enumerate the file system, and terminate the RAT. SafeDep's analysis of the Linux RAT has revealed that it supports the same commands as its macOS counterpart. The absence of a persistence mechanism means that the malware does not survive across reboots. This indicates that the attack is either geared towards quick data exfiltration or leverages the RAT's ability to run binaries and shell commands to deploy persistence. "The attack is notable for its restraint. No Axios source files were modified, making traditional diff-based code review less likely to catch it," SafeDep said. "The malicious behavior lives entirely in a transitive dependency, triggered automatically by npm's postinstall lifecycle." The PowerShell RAT targeting Windows is no different in that it also facilitates the same functionality to execute arbitrary DLLs in memory, run PowerShell commands, list directories with file metadata, and gracefully kill itself. Unlike the macOS and Linux variants, the RAT creates "%PROGRAMDATA%\system.bat" with a download cradle that re-fetches the malware from the server on every login and adds a Registry Run key pointing to the batch script. "On every compromised host, the RAT performed immediate system reconnaissance: enumerating user directories, filesystem drive roots, and running processes, and transmitted this data to the C2," Huntress researcher John Hammond said. "The RAT maintained a 60-second beacon loop, ready to accept further commands including arbitrary script execution and in-memory binary injection." As Elastic Security Labs pointed out, the attack makes use of three parallel implementations of the same RAT – PowerShell for Windows, compiled C++ for macOS, Python for Linux – that shares an identical C2 protocol, command set, message format, and operational behavior. "The consistency strongly indicates a single developer or tightly coordinated team working from a shared design document," the company said. Once the main payload is launched, the Node.js malware also takes steps to perform three forensic cleanup steps by removing the postinstall script from the installed package directory, deleting the "package.json" the references the postinstall hook to launch the dropper, and renaming "package.md" to "package.json." It's worth noting that the "package.md" file is included in "plain-crypto-js" and is a clean "package.json" manifest without the postinstall hook that triggers the entire attack. In switching the package manifests, the idea is to avoid raising any red flags during post-infection inspection of the package. "Neither malicious version contains a single line of malicious code inside Axios itself," StepSecurity said. "Instead, both inject a fake dependency, [email protected], a package that is never imported anywhere in the Axios source, whose only purpose is to run a postinstall script that deploys a cross-platform remote access trojan (RAT)." It's currently not known who is behind the supply chain compromise, but Elastic said the macOS Mach-O binary delivered by the "plain-crypto-js" postinstall hook exhibits significant overlap with WAVESHAPER, a C++ backdoor tracked by Google-owned Mandiant last month and attributed to a North Korean threat actor known as UNC1069. Users are advised to perform the following actions to ascertain compromise - Check for the malicious Axios versions. Check for RAT artifacts: "/Library/Caches/com.apple.act.mond" (macOS), "%PROGRAMDATA%\wt.exe" (Windows), and "/tmp/ld.py" (Linux). Downgrade to Axios versions 1.14.0 or 0.30.3. Remove "plain-crypto-js" from the "node_modules" directory. If RAT artifacts are detected, assume compromise and rotate all credentials on the system. Audit CI/CD pipelines for runs that installed the affected versions. Block egress traffic to the command-and-control domain ("sfrclak[.]com") Socket, in its own analysis of the attack, said identified two additional packages distributing the same malware through vendored dependencies - @shadanai/openclaw (versions 2026.3.28-2, 2026.3.28-3, 2026.3.31-1, and 2026.3.31-2) @qqbrowser/openclaw-qbot (version 0.0.130) In the case of "@shadanai/openclaw," the package vendors the malicious "plain-crypto-js" payload directly (e.g., @shadanai/openclaw/files/2026.3.31-1/dist/extensions/slack/node_modules/plain-crypto-js/setup.js). On the other hand, "@qqbrowser/[email protected]," ships a tampered "[email protected]" in its "node_modules/" folder with "plain-crypto-js" injected as a dependency. "The real axios has only three dependencies (follow-redirects, form-data, proxy-from-env)," the supply chain security company said. "The addition of plain-crypto-js is unambiguous tampering. When npm processes this vendored axios, it installs plain-crypto-js and triggers the same malicious postinstall chain."
thehackernews.comMar 31, 2026extracted
Google Adds 24-Hour Wait for Unverified App Sideloading to Reduce Malware and Scams
Google on Thursday announced a new "advanced flow" for Android sideloading that requires a mandatory 24-hour wait period to install apps from unverified developers in an attempt to balance openness with safety. The new changes come against the backdrop of a developer verification mandate the tech giant announced last year that requires all Android apps to be registered by verified developers to be installed on certified Android devices. The move, it added, was done to flag bad actors faster and prevent them from distributing malware. This also includes potential scenarios where cybercriminals trick unsuspecting users who sideload such apps into granting them elevated privileges that make it possible to turn off Play Protect, the anti-malware feature built into all Google-certified Android devices. However, the mandatory registration requirements have been met with criticism from over 50 app developers and marketplaces, including F-Droid, Brave, The Electronic Frontier Foundation, Proton, The Tor Project, Vivaldi, who say they risk creating friction and barriers to entry, and raise privacy and surveillance concerns in the absence of clarity about what personal information developers must provide, how this data will be stored, secured, and used, and if it could be subject to government requests or legal processes. As a way of quelling some of these thorny issues, Google has emphasized that the newly developed advanced flow allows power users to maintain the ability to sideload apps from unverified developers with a one-time process that requires them to follow the steps below - Enable developer mode in system settings. Confirm that they are taking this step of their own volition and are not being coached. Restart the phone and re-authenticate so as to prevent a scammer from monitoring what actions a user is taking. Wait for a 24-hour period and confirm that they are really making this change with biometric authentication or device PIN. Install apps from unverified developers once users understand the risks, either indefinitely or for a period of seven days. "In that 24-hour period, we think it becomes much harder for attackers to persist their attack," Android Ecosystem President, Sameer Samat, was quoted as saying to Ars Technica. "In that time, you can probably find out that your loved one isn’t really being held in jail or that your bank account isn’t really under attack." Google also said it plans to offer free "limited distribution accounts" that let hobbyist developers and students share apps with up to 20 devices without having to "provide a government-issued ID or pay a registration fee." It's worth noting that the aforementioned process does not apply to installs via the Android Debug Bridge (ADB). Limited distribution accounts for students and hobbyists, as well as advanced flow for users, will be available in August 2026, before the new developer verification requirements take effect the month after. "We know a 'one size fits all' approach doesn't work for our diverse ecosystem," Google said. "We want to ensure that identity verification isn't a barrier to entry, so we’re providing different paths to fit your specific needs." The development coincides with the emergence of a new Android malware called Perseus that's actively targeting users in Turkey and Italy with an aim to conduct device takeover (DTO) and financial fraud. Over the four months, at least 17 Android malware families have been detected in the wild. They include FvncBot, SeedSnatcher, ClayRat, Wonderland, Cellik, Frogblight, NexusRoute, ZeroDayRAT, Arsink (and its improved variant SURXRAT), deVixor, Phantom, Massiv, PixRevolution, TaxiSpy RAT, BeatBanker, Mirax, and Oblivion RAT.
thehackernews.comMar 20, 2026extracted
⚡ Weekly Recap: Chrome 0-Days, Router Botnets, AWS Breach, Rogue AI Agents & More
Some weeks in security feel normal. Then you read a few tabs and get that immediate “ah, great, we’re doing this now” feeling. This week has that energy. Fresh messes, old problems getting sharper, and research that stops feeling theoretical real fast. A few bits hit a little too close to real life, too. There’s a good mix here: weird abuse of trusted stuff, quiet infrastructure ugliness, sketchy chatter, and the usual reminder that attackers will use anything that works. Scroll on. You’ll see what I mean. ⚡ Threat of the Week Google Patches 2 Actively Exploited Chrome 0-Days — Google released security updates for its Chrome web browser to address two high-severity vulnerabilities that it said have been exploited in the wild. The vulnerabilities related to an out-of-bounds write vulnerability in the Skia 2D graphics library (CVE-2026-3909) and an inappropriate implementation vulnerability in the V8 JavaScript and WebAssembly engine (CVE-2026-3910) that could result in out-of-bounds memory access or code execution, respectively. Google did not share additional details about the flaws, but acknowledged that there exist exploits for both of them. The issues were addressed in Chrome versions 146.0.7680.75/76 for Windows and Apple macOS, and 146.0.7680.75 for Linux. Detection Starts the Clock. Response Decisions Shape the Outcome When incidents escalate, early decisions determine containment and impact. Join this SANS IR Command Roundtable to learn how experienced teams avoid investigation drift, improve coordination, and execute faster response across cloud, enterprise, and operational environments. Watch the Webcast ➝ 🔔 Top News Meta to Discontinue Instagram E2EE in May 2026 — Meta announced plans to discontinue support for end-to-end encryption (E2EE) for chats on Instagram after May 8, 2026. In a statement shared with The Hacker News, a Meta spokesperson said, "Very few people were opting in to end-to-end encrypted messaging in DMs, so we're removing this option from Instagram in the coming months. Anyone who wants to keep messaging with end-to-end encryption can easily do that on WhatsApp." Authorities Disrupt SocksEscort Service — A court-authorized international law enforcement operation dismantled a criminal proxy service named SocksEscort that enslaved thousands of residential routers worldwide into a botnet for committing large-scale fraud. "The malware allowed SocksEscort to direct internet traffic through the infected routers. SocksEscort sold this access to its customers," the U.S. Justice Department said. The main thing to note here is that SocksEscort was powered by AVrecon, a malware written in C to explicitly target MIPS and ARM architectures via known security flaws in edge network devices. The malware also featured a novel persistence mechanism that involved flashing custom firmware, which intentionally disables future updates, permanently transforming SOHO routers into SocksEscort proxy nodes to blindside corporate monitoring. UNC6426 Exploits nx npm Supply Chain Attack to Gain AWS Admin Access in 72 Hours — A threat actor known as UNC6426 leveraged keys stolen following the supply chain compromise of the nx npm package in August 2025 to completely breach a victim's AWS environment within 72 hours. UNC6426 used the access to abuse the GitHub-to-AWS OpenID Connect (OIDC) trust and create a new administrator role in the cloud environment, Google said. Subsequently, this role was abused to exfiltrate files from the client's Amazon Web Services (AWS) Simple Storage Service (S3) buckets and perform data destruction in their production cloud environments. KadNap Enslaves Network Devices to Fuel Illegal Proxy — A takedown-resistant botnet comprising more than 14,000 routers and other network devices has been conscripted into a proxy network that anonymously ferries traffic used for cybercrime. The botnet, named KadNap, exploits known vulnerabilities in Asus routers (among others), leveraging the initial access to drop shell scripts that reach out to a peer-to-peer network based on Kademlia for decentralized control. Infected devices are being used to fuel a proxy service named Doppelganger that, for a fee, tunnels customers' internet traffic through residential IP addresses, offering a way for attackers to blend in and make it harder to differentiate malicious traffic from legitimate activity. APT28 Strikes with Sophisticated Toolkit — The Russian threat actor known as APT28 has been observed using a bespoke toolkit in recent cyber espionage campaigns targeting Ukrainian cyber assets. The primary components of the toolkit are two implants, one of which employs techniques from a malware framework the threat actor used in 2010s, while the other is a heavily modified version of the COVENANT framework for long-term spying. COVENANT is used in concert with BEARDSHELL to facilitate data exfiltration, lateral movement, and execution of PowerShell commands. Also alongside these tools is a malware named SLIMAGENT that shares overlaps with XAgent. ️🔥 Trending CVEs New vulnerabilities show up every week, and the window between disclosure and exploitation keeps getting shorter. The flaws below are this week's most critical — high-severity, widely used software, or already drawing attention from the security community. Check these first, patch what applies, and don't wait on the ones marked urgent — CVE-2026-3909, CVE-2026-3910, CVE-2026-3913 (Google Chrome), CVE-2026-21666, CVE-2026-21667, CVE-2026-21668, CVE-2026-21672, CVE-2026-21708, CVE-2026-21669, CVE-2026-21671 (Veeam Backup & Replication), CVE-2026-27577, CVE-2026-27493, CVE-2026-27495, CVE-2026-27497 (n8n), CVE-2026-26127, CVE-2026-21262 (Microsoft Windows), CVE-2019-17571, CVE-2026-27685 (SAP), CVE-2026-3102 (ExifTool for macOS), CVE-2026-27944 (Nginx UI), CVE-2025-67826 (K7 Ultimate Security), CVE-2026-26224, CVE-2026-26225 (Intego X9), CVE-2026-29000 (pac4j-jwt), CVE-2026-23813 (HPE Aruba Networking AOS-CX), CVE-2025-12818 (PostgreSQL), CVE-2026-2413 (Ally WordPress plugin), CVE-2026-0953 (Tutor LMS Pro WordPress plugin), CVE-2026-25921 (Gogs), CVE-2026-2833, CVE-2026-2835, CVE-2026-2836 (Cloudflare Pingora), CVE-2026-24308 (Apache ZooKeeper), CVE-2026-3059, CVE-2026-3060, CVE-2026-3989 (SGLang), CVE-2026-0231 (Palo Alto Networks Cortex XDR Broker VM), CVE-2026-20040, CVE-2026-20046 (Cisco IOS XR Software), CVE-2025-65587 (graphql-upload-minimal), CVE-2026-3497 (OpenSSH), CVE-2026-26123 (Microsoft Authenticator for Android and iOS), and CVE-2025-61915 (CUPS). 🎥 Cybersecurity Webinars Stop Guessing: Automate Your Defense Against Real-World Attacks → Learn how to move beyond basic security checklists by using automation to test your defenses against real-world attacks. Experts will show you why traditional testing often fails and how to use continuous, data-driven tools to find and fix gaps in your protection. You will learn how to prove your security actually works without increasing your manual workload. Fix Your Identity Security: Closing the Gaps Before Hackers Find Them → This webinar covers a new study about why many companies are struggling to keep their user accounts and digital identities safe. Experts share findings from the Ponemon Institute on the biggest security gaps, such as disconnected apps and the new risks created by AI. You will learn simple, practical steps to fix these problems and get better control over who has access to your company's data. The Ghost in the Machine: Securing the Secret Identities of Your AI Agents → As artificial intelligence (AI) begins to act on its own, businesses face a new challenge: how to give these "AI agents" the right digital IDs. This webinar explains why current security for humans doesn't work for autonomous bots and how to build a better system to track what they do. You will learn simple, real-world steps to give AI agents secure identities and clear rules, ensuring they don't accidentally expose your private company data. 📰 Around the Cyber World Fake Google Security Check Drops Browser RAT — A web page mimicking a Google Account security page has been spotted delivering a fully featured browser-based surveillance toolkit that takes the form of a Progressive Web App (PWA). "Disguised as a routine security checkup, it walks victims through a four-step flow that grants the attacker push notification access, the device's contact list, real-time GPS location, and clipboard contents—all without installing a traditional app," Malwarebytes said. "For victims who follow every prompt, the site also delivers an Android companion package introducing a native implant that includes a custom keyboard (enabling keystroke capture), accessibility-based screen reading capabilities, and permissions consistent with call log access and microphone recording." Forbidden Hyena Delivers BlackReaperRAT — A hacktivist group known as Forbidden Hyena (aka 4B1D) has distributed RAR archives in December 2025 and January 2026 in attacks targeting Russia that led to the deployment of a previously undocumented remote access trojan called BlackReaperRAT and an updated version of the Blackout Locker ransomware, referred to as Milkyway by the threat actors. BlackReaperRAT is capable of running commands via "cmd.exe," uploading/downloading files, spawning an HTTP shell to receive commands, and spreading the malware to connected removable media. "It carries out destructive attacks against organizations across various sectors located within the Russian Federation," BI.ZONE said. "The group publishes information regarding successful attacks on its Telegram channel. It collaborates with the groups Cobalt Werewolf and Hoody Hyena." Chinese Hackers Target the Persian Gulf region with PlugX — A China-nexus threat actor, likely suspected to be Mustang Panda, has targeted countries in the Persian Gulf region. The activity took place within the first 24 hours of the ongoing conflict in the Middle East late last month. The campaign used a multi-stage attack chain that ultimately deployed a PlugX backdoor variant. "The shellcode and PlugX backdoor used obfuscation techniques such as control flow flattening (CFF) and mixed boolean arithmetic (MBA) to hinder reverse engineering," Zscaler said. "The PlugX variant in this campaign supports HTTPS for command-and-control (C2) communication and DNS-over-HTTPS (DOH) for domain resolution." Phishing Campaign Uses SEO Poisoning to Steal Data — A phishing campaign has employed SEO poisoning to direct search engine results to fake traffic ticket portals that impersonate the Government of Canada and specific provincial agencies. "The campaign lures victims to a fake 'Traffic Ticket Search Portal' under the pretense of paying outstanding traffic violations," Palo Alto Networks Unit 42 said. "Submitted data includes license plates, address, date of birth, phone/email, and credit card numbers." The phishing pages utilize a "waiting room" tactic where the victim's browser polls the server every two seconds and triggers redirects based on specific status codes. Roundcube Exploitation Toolkit Discovered — Hunt.io said it discovered a Roundcube exploitation toolkit on an internet-exposed directory on 203.161.50[.]145. It's worth noting that Russian threat actors like APT28, Winter Vivern, and TAG-70 have repeatedly targeted Roundcube vulnerabilities to breach Ukrainian organizations. "The directory included development and production XSS payloads, a Flask-based command-and-control server, CSS-injection tooling, operator bash history, and a Go-based implant deployed on a compromised Ukrainian web application," the company said, attributing it with medium to high confidence to APT28, citing overlaps with Operation RoundPress. The toolkit, dubbed Roundish, supports credential harvesting, persistent mail forwarding, bulk email exfiltration, address book theft, and two-factor authentication (2FA) secret extraction, mirroring a feature present in MDAEMON. One of the primary targets of the attack is mail.dmsu.gov[.]ua, a Roundcube webmail instance associated with Ukraine's State Migration Service (DMSU). Besides the possibility of a shared development lineage, Roundish introduces four new components not previously documented in APT28 webmail activity, including a CSS-based side-channel module, browser credential stealer, and a Go-based backdoor that provides persistence via cron, systemd, and SELinux. The CSS injection component is designed to progressively extract characters from Roundcube's document object model (DOM) without injecting any JavaScript into the victim's page. The technique is likely used for targeting Cross-Site Request Forgery (CSRF) tokens or email UIDs. Central to the Roundish toolkit is an XSS payload that's engineered to steal the victim's email address, harvest account credentials, redirect all incoming emails to a Proton Mail address, export mailbox data from the victim's Inbox and Sent folders, and gather the victim's complete address book. "The combination of hidden autofill credential harvesting, server-side mail forwarding persistence, bulk mailbox exfiltration, and browser credential theft reflects a modular approach designed for sustained access," Hunt.io said. "From a defensive perspective, password resets alone are not sufficient in cases like this. Mail forwarding rules, Sieve filters, and multi-factor authentication secrets must be audited and reset." Phishing Campaign Targeting AWS Console Credentials — An active adversary-in-the-middle (AiTM) phishing campaign is using fake security alert emails to steal AWS Console credentials, per Datadog. "The phishing kit proxies authentication to the legitimate AWS sign-in endpoint in real time, validating credentials before redirecting victims and likely capturing one-time password (OTP) codes," the company said. "This campaign does not exploit AWS vulnerabilities or abuse AWS infrastructure." Post-compromise console access has been observed within 20 minutes of credential submission. These efforts originated from Mullvad VPN infrastructure. Malicious npm Packages Deliver Cipher stealer — Two new malicious npm packages, bluelite-bot-manager and test-logsmodule-v-zisko, were found to deliver via Dropbox a Windows executable designed to siphon sensitive data, including Discord totems, credentials from Chrome, Edge, Opera, Brave, and Yandex browsers, and seed files from cryptocurrency wallet apps like Exodus. from compromised hosts using a stealer named Cipher stealer. "The stealer also uses an embedded Python script and a secondary payload downloaded from GitHub," JFrog said. GIBCRYPTO Ransomware Detailed — A new ransomware called GIBCRYPTO comes with the ability to capture keystrokes and corrupt the Master Boot Record (MBR) so that any attempt to restart the system will cause the system to run into an error. The ransomware uses the Salsa20 algorithm for encryption. It's suspected to be part of Snake Keylogger, indicating the malware authors' attempts to diversify beyond information theft. The development comes as Sygnia highlighted SafePay's OneDrive-based data exfiltration technique during a ransomware attack after breaching a victim by leveraging a FortiGate firewall flaw and a misconfigured administrative account. "SafePay gained initial access by exploiting a firewall misconfiguration, which enabled them to obtain local administrative credentials," the company said. "They rapidly escalated discovery and enumeration activities to identify high-value targets for lateral movement, demonstrating a structured and methodical approach to mapping the environment. Within a matter of hours, SafePay escalated to domain administrator access." The attack culminated in the deployment of ransomware, encrypting more than 60 servers. Fraudulent Account Registration Activity Originating from Vietnam — A sprawling cybercrime ecosystem based in Vietnam has been linked to a cluster of fraudulent account registration activity on platforms like LinkedIn, Instagram, Facebook, and TikTok. In these attacks, attributed to O-UNC-036, the threat actors rely on disposable email addresses in order to execute SMS pumping attacks, also called International Revenue Sharing Fraud (IRSF). "In this scheme, malicious actors automate the creation of puppet accounts in a targeted service provider," Okta said. "Fraudsters use these account registrations to trigger SMS messages to premium rate phone numbers and profit from charges incurred. This activity can prove costly for service providers who use SMS to verify registration information in customer accounts or to send multi-factor authentication (MFA) security codes." O-UNC-036 has also been linked to a cybercrime-as–a-service (CaaS) ecosystem that provides paid infrastructure and services to facilitate online fraud. The web-based storefronts are hosted in Vietnam and specialize in the sales of web-based accounts. Hijacked AppsFlyer SDK Distributes Crypto Clipper — The AppsFlyer Web SDK was briefly hijacked to serve malicious code to steal cryptocurrency in a supply chain attack. The clipper malware payload came with capabilities to intercept cryptocurrency wallet addresses entered on websites and replace them with attacker-controlled addresses to divert funds to the threat actor. "The AppsFlyer Web SDK was observed serving obfuscated malicious JavaScript instead of the legitimate SDK from websdk.appsflyer[.]com," Profero said. "The malicious payload appears to have been designed for stealth and compatibility, preserving legitimate SDK functionality while adding hidden browser hooks and wallet-hijacking logic." The incident has since been resolved by AppsFlyer. Operation CamelClone Targets Government and Defense Entities — A new cyber espionage campaign dubbed Operation CamelClone has targeted governments and defense entities in Algeria, Mongolia, Ukraine, and Kuwait using malicious ZIP archives that contain a Windows shortcut (LNK) file, which, when executed, delivers a JavaScript loader named HOPPINGANT. The loader then delivers additional payloads for establishing C2 and exfiltrating data to the MEGA cloud storage service. "One interesting aspect of this campaign is that the threat actor does not rely on traditional command-and-control infrastructure," Seqrite Labs said. "Instead, the payloads are hosted on a public file-sharing service, filebulldogs[.]com, while stolen data is uploaded to MEGA storage using the legitimate tool Rclone." The activity has not been attributed to any known threat group. How Threat Actors Exfiltrate Credentials Using Telegram Bots — Threat actors are abusing the Telegram Bot API to exfiltrate data via text messages or arbitrary file uploads, highlighting how legitimate services can be weaponized to evade detection. Agent Tesla Keylogger is by far the most prominent example of a malware family that uses Telegram for C2. "In general, Telegram C2s appear to be most popular among information stealers, possibly due to Telegram's technically legitimate nature and because information stealers typically only need to exfiltrate data passively rather than provide complex communications beyond simple message or file transfers," Cofense said. Microsoft Launches Copilot Health — Microsoft has become the latest company after OpenAI and Anthropic to launch a dedicated "secure space" called Copilot Health that integrates medical records, biometric data from wearables, and lab test results to give personalized advice in the U.S. "Copilot Health brings together your health records, wearable data, and health history into one place, then applies intelligence to turn them into a coherent story," the company said. Like OpenAI and Anthropic, Microsoft emphasized that Copilot Health isn't meant to replace professional medical care. Rogue AI Agents Can Work Together to Engage in Offensive Behaviors — According to a new report from artificial intelligence (AI) security company Irregular, agents can work together to hack into systems, escalate privileges, disable endpoint protection, and steal sensitive data while evading pattern-matching defenses. What's notable is that the experiment did not rely on adversarial prompting or deliberately unsafe system design. "In one case, an agent convinced another agent to carry out an offensive action, a form of inter-agent collusion that emerged with no external manipulation," Irregular said. "This scenario demonstrates two compounding risks: inter-agent persuasion can erode safety boundaries, and agents can independently develop techniques to circumvent security controls. When an agent is given access to tools or data, particularly but not exclusively shell or code access, the threat model should assume that the agent will use them, and that it will do so in unexpected and possibly malicious ways." 🔧 Cybersecurity Tools Dev Machine Guard → It is a free, open-source tool that scans your computer to show you exactly what developer tools and scripts are running. It creates a simple list of your AI coding assistants, code editor extensions, and software packages to help you find anything suspicious or outdated. It is a single script that works in seconds to give you better visibility into the security of your local coding environment. Trajan → It is an automated security tool designed to find hidden vulnerabilities in "service meshes," which are the systems that manage how different parts of a large software application talk to each other. Because these systems are complex, it is easy for engineers to make small mistakes in the settings that allow hackers to bypass security or steal data. Trajan works by scanning these configurations to spot those specific errors and helping developers fix them before they can be exploited. Disclaimer: For research and educational use only. Not security-audited. Review all code before use, test in isolated environments, and ensure compliance with applicable laws. Conclusion There’s a lot packed in here, and not in a neat way. Some of it is the usual recycled chaos, some of it feels a little more deliberate, and some of it has that nasty “this is going to show up everywhere by next week” energy. Anyway — enough throat-clearing. Here’s the stuff worth your attention.
thehackernews.comMar 16, 2026extracted
Product showcase: 2FAS Auth – Free, open-source 2FA for iOS
Product showcase: 2FAS Auth – Free, open-source 2FA for iOS Online accounts usually rely on a password, but passwords alone can be weak if they’re reused, easily guessed, or stolen. Two-factor authentication (2FA) adds a second layer of verification, usually a six-digit code generated by an app on your phone. 2FAS Auth is a free, open-source two-factor authentication app that helps users securely log in to their accounts by verifying their identity. The app doesn’t require an account to use and is available as a standalone mobile app or browser extension. It works with any website or service that supports time-based (TOTP) or event-based (HOTP) authentication codes. How it works After downloading the app from the App Store, users can start adding accounts they want to protect with an additional security layer. To pair an online account with 2FAS Auth, users can import tokens from another app or add a new service by selecting Pair new service and choosing a setup method. Once added, the app generates short-lived codes that you enter whenever you sign in. Step-by-step guides for many services are available directly through 2FAS Auth. If you use multiple devices, your 2FA tokens can stay in sync, so you don’t lose access when switching phones. Users can also organize tokens into folders. Aditional security features In the app settings, users can protect 2FAS Auth with a PIN and Face ID authorization to prevent unauthorized access to tokens on the device. Cloud backup can also be enabled to keep tokens safe in case the phone is lost or damaged. There’s also an optional browser extension that works with the mobile app to automatically fill in codes when logging in on a desktop, reducing the need for manual typing. 2FAS Auth focuses on giving users a simple way to adopt two-factor authentication without extra accounts or complicated setup. For anyone looking to improve online security with strong, 2FAS Auth offers a practical set of tools to get started. Alternatives: Product showcase: Ente Auth encrypts, backs up, and syncs 2FA Product showcase: Proton Authenticator is an end-to-end encrypted, open source 2FA app
helpnetsecurity.comFeb 3, 2026extracted
Lumo expands its Lumo AI assistant with encrypted, project-based workspaces
Proton expands Lumo AI assistant with encrypted, project-based workspaces Lumo is Proton’s AI assistant, built with a focus on privacy and user control. It runs on Proton’s infrastructure and is designed so conversations are not used to train models or retained beyond what is required to provide the service. Lumo avoids tracking, limits data exposure, and keeps user interactions separate from advertising or profiling systems. The aim is to offer an AI tool that understands ongoing work and supports users from early ideas through execution. In version 1.3, Lumo introduces Projects, encrypted spaces where users can group chats, files, and requirements for a task and keep them in sync across devices and sessions. This allows Lumo to maintain context across larger projects or recurring work, such as reports, coursework, or planning tasks. Encrypted AI workspaces With Projects, you can keep all files and chats for a project in one place, along with project-specific instructions. Lumo keeps track of conversations and files within each project, so you don’t need to repeat instructions. It can resume work with context already established. Projects can be created for different purposes, each with tailored instructions. For example, you might manage multiple clients or cases and want Lumo to retain different details for each. Because Lumo remembers background, preferred tone, and focus areas, you spend less time re-explaining and get more relevant results. Private project data with zero-access encryption Each Project has its own encrypted space for uploading files and resources relevant to that work. This helps Lumo provide appropriate responses when analyzing documents or summarizing information. Because Projects are integrated with Proton Drive, it’s easy to link folders and files to each space. These spaces are available only to you, your chats are zero-access encrypted, and Lumo does not use your data to train AI models. Availability Projects are available to all Lumo users. Free accounts include one Project, with the option to upgrade to Lumo Plus for unlimited Projects. For businesses, Lumo Professional offers additional features for Proton’s AI assistant.
helpnetsecurity.comJan 14, 2026extracted
New DroidLock malware locks Android devices and demands a ransom
A newly discovered Android malware dubbed DroidLock can lock victims’ screens for ransom and access text messages, call logs, contacts, audio recordings, or even erase data. DroidLLock allows its operator to take complete control of the device via the VNC sharing system and can steal the device lock pattern by placing an overlay on the screen. According to researchers at mobile security company Zimperium, the malware targets Spanish-speaking users and is distributed through malicious websites promoting fake applications that impersonate legitimate packages. In a report today, Zimperium says that the "infection starts with a dropper that deceives the user into installing the secondary payload that contains the actual malware." The malicious apps introduce the main payload via an update request and then ask for Device Admin and Accessibility Services permissions, which let it to perform fraudulent activities. Some of the actions it can take are wiping the device, locking it, changing the PIN, password, or biometric data to prevent the user from accessing the device. Zimperium's analysis discovered that DroidLock supports 15 commands that let it send notifications, place an overlay on the screen, mute the device, reset it to factory settings, start the camera, or uninstall apps. The ransomware overlay is served via WebView immediately after the corresponding command is received, instructing the victim to contact the threat actor at a Proton email address. If the user does not pay a ransom in 24 hours, the actor threatens to permanently destroy the files. Zimperium clarifies that DroidLock does not encrypt files, but by threatening to destroy them unless a ransom is paid, the same purpose is achieved. Additionally, the threat actor can deny access to the device by changing the lock code. DroidLock can steal the lock pattern through another overlay loaded from the malicious APK's assets. When the user draws the pattern on the cloned interface, they send it directly to the attacker. The purpose of this feature is to allow remote access to the device through VNC at idle times. Being a member of Google’s App Defense Alliance, Zimperium shares new malware findings with the Android security team, so Play Protect detects and blocks this threat from up-to-date devices. Android users are advised not to side-load APKs from outside Google Play unless the publisher is a trusted source. They should always check if the permissions required by an app serve its purposes, and periodically scan their device with Play Protect. Overall prevention scores can hide what happens after initial access. Once attackers are using valid credentials, prevention drops sharply. The Blue Report 2026 measures defenses technique by technique across 338 million simulations run in customer production environments. Get the report
bleepingcomputer.comDec 10, 2025extracted
Il Parlamento Europeo vuole sganciarsi da Microsoft e dai software Usa
In una lettera indirizzata al Presidente Roberta Metsola, 38 eurodeputati hanno chiesto l’abbandono di Microsoft e delle tecnologie Usa per il Parlamento comunitario, a favore di quelle europee. Tra queste il browser Internet norvegese Vivaldi, il motore di ricerca francese Qwant, la posta elettronica svizzera Proton e la piattaforma tedesca Nextcloud. Il Parlamento Europeo vuole sganciarsi da Microsoft e dai software Usa, puntando in maniera sistemica sulla tecnologia europea. In una lettera indirizzata al Presidente Roberta Metsola, 38 europarlamentari hanno chiesto l’abbandono delle tecnologie “made in Usa” a favore di quelle europee. Tra queste, il browser Internet norvegese Vivaldi, il motore di ricerca francese Qwant, la posta elettronica svizzera Proton e la piattaforma tedesca Nextcloud. “Nel documento“, scrive POLITICO – che ha visionato la lettera in anteprima – “i 38 legislatori hanno elencato anche gli schermi, le tastiere e i mouse di Dell, HP e LG. Sono tutti in uso nei sistemi informatici della camera, come tecnologie da abbandonare“. Per i parlamentari il dominio dei giganti tecnologici statunitensi non serve più ad avere costi efficienti, ma è ormai un rischio per la sicurezza e la prosperità dell’Europa. Il tutto, mentre l’Amministrazione Usa ha rinnovato le richieste di concessioni digitali in occasione di una riunione tenutasi lunedì scorso, proprio a Bruxelles. L’importanza dei firmatari La riflessione è destinata a far discutere, vista l’importanza dei suoi estensori. Tra i firmatari della lettera, infatti, hanno trovato spazio quasi tutte le famiglie politiche dell’Unione. Dal PPE con Aura Salla e Mika Aaltola, ai socialdemocratici Birgit Sippel e Raphaël Glucksmann (S&D). Presenti anche i centristi di Renew Europe Stéphanie Yon-Courtin e Marie-Agnes Strack-Zimmermann. Più a sinistra, ecco i Verdi con Alexandra Geese e Kim van Sparrentak e gli esponenti della Sinistra Leïla Chaibi e Merja Kyllönen. Un nuovo corso tecnologico europeo? Nella lettera, si legge anche: “Il Parlamento Europeo è nella posizione ideale per dare impulso alla sovranità tecnologica. Quando anche i vecchi amici possono trasformarsi in nemici e le loro aziende in uno strumento politico, non possiamo permetterci questo livello di dipendenza dalla tecnologia straniera. Né tanto meno continuare a convogliare miliardi di denaro dei contribuenti all’estero”. In termini di risultati, “l’obiettivo a medio termine dovrebbe essere la completa eliminazione dei prodotti Microsoft, compreso il sistema operativo Windows. È più facile di quanto sembri”. D’altronde, come hanno evidenziato, “i dispositivi che utilizziamo in questa sede sono quasi tutti di marche europee“. Per questo, la medesima impostazione “si può replicare per l’hardware dei computer di produzione finale“. Di qui, la richiesta di istituire un gruppo di lavoro interno per aiutare e monitorare tale transizione. “Con una volontà politica sufficiente“, hanno affermato gli eurodeputati, “avremo liberato questa istituzione dal pericolo della dipendenza dalla tecnologia straniera entro la fine del mandato”. La replica di Microsoft La scorsa settimana, nelle stesse ore in cui la Commissione Europea ha varato il Digital Omnibus, in Germania si è tenuto un vertice di alto livello sulla sovranità tecnologica. La Francia ha pienamente appoggiato l’iniziativa, ribadendo la necessità di “garantire l’indipendenza digitale europea dagli Usa“. Il deputato austriaco centrista Helmut Brandstätter, coordinatore del vertice, ha commentato l’incontro, tornando sul tema dell’impiego da parte di Strasburgo e Bruxelles di tecnologie americane. “Attualmente, il Parlamento Europeo utilizza software stranieri che possono essere disattivati, monitorati o utilizzati come arma politica da un giorno all’altro“, ha spiegato Brandstätter. “Questo non è solo scomodo, ma rappresenta anche una vulnerabilità strategica“. L’esponente de ‘La Nuova Austria e Forum Liberale‘ ha poi chiarito che non si tratta di una posizione “anti-americana”, ma “a favore della sovranità europea”. Immancabile la replica di Robin Koch, responsabile della comunicazione del colosso informatico. “Microsoft è orgogliosa di offrire la più ampia gamma di soluzioni di sovranità oggi disponibili sul mercato”, ha sottolineato Koch. “Continueremo a cercare nuovi modi per garantire al Parlamento Europeo e agli altri nostri clienti europei le opzioni e le garanzie di cui hanno bisogno per operare con fiducia”.
cybersecitalia.itNov 27, 2025extracted
Meet Rey, the Admin of ‘Scattered Lapsus$ Hunters’
A prolific cybercriminal group that calls itself “Scattered LAPSUS$ Hunters” has dominated headlines this year by regularly stealing data from and publicly mass extorting dozens of major corporations. But the tables seem to have turned somewhat for “Rey,” the moniker chosen by the technical operator and public face of the hacker group: Earlier this week, Rey confirmed his real life identity and agreed to an interview after KrebsOnSecurity tracked him down and contacted his father. Scattered LAPSUS$ Hunters (SLSH) is thought to be an amalgamation of three hacking groups — Scattered Spider, LAPSUS$ and ShinyHunters. Members of these gangs hail from many of the same chat channels on the Com, a mostly English-language cybercriminal community that operates across an ocean of Telegram and Discord servers. In May 2025, SLSH members launched a social engineering campaign that used voice phishing to trick targets into connecting a malicious app to their organization’s Salesforce portal. The group later launched a data leak portal that threatened to publish the internal data of three dozen companies that allegedly had Salesforce data stolen, including Toyota, FedEx, Disney/Hulu, and UPS. Last week, the SLSH Telegram channel featured an offer to recruit and reward “insiders,” employees at large companies who agree to share internal access to their employer’s network for a share of whatever ransom payment is ultimately paid by the victim company. SLSH has solicited insider access previously, but their latest call for disgruntled employees started making the rounds on social media at the same time news broke that the cybersecurity firm Crowdstrike had fired an employee for allegedly sharing screenshots of internal systems with the hacker group (Crowdstrike said their systems were never compromised and that it has turned the matter over to law enforcement agencies). Members of SLSH have traditionally used other ransomware gangs’ encryptors in attacks, including malware from ransomware affiliate programs like ALPHV/BlackCat, Qilin, RansomHub, and DragonForce. But last week, SLSH announced on its Telegram channel the release of their own ransomware-as-a-service operation called ShinySp1d3r. The individual responsible for releasing the ShinySp1d3r ransomware offering is a core SLSH member who goes by the handle “Rey” and who is currently one of just three administrators of the SLSH Telegram channel. Previously, Rey was an administrator of the data leak website for Hellcat, a ransomware group that surfaced in late 2024 and was involved in attacks on companies including Schneider Electric, Telefonica, and Orange Romania. Also in 2024, Rey would take over as administrator of the most recent incarnation of BreachForums, an English-language cybercrime forum whose domain names have been seized on multiple occasions by the FBI and/or by international authorities. In April 2025, Rey posted on Twitter/X about another FBI seizure of BreachForums. On October 5, 2025, the FBI announced it had once again seized the domains associated with BreachForums, which it described as a major criminal marketplace used by ShinyHunters and others to traffic in stolen data and facilitate extortion. “This takedown removes access to a key hub used by these actors to monetize intrusions, recruit collaborators, and target victims across multiple sectors,” the FBI said. Incredibly, Rey would make a series of critical operational security mistakes last year that provided multiple avenues to ascertain and confirm his real-life identity and location. Read on to learn how it all unraveled for Rey. WHO IS REY? According to the cyber intelligence firm Intel 471, Rey was an active user on various BreachForums reincarnations over the past two years, authoring more than 200 posts between February 2024 and July 2025. Intel 471 says Rey previously used the handle “Hikki-Chan” on BreachForums, where their first post shared data allegedly stolen from the U.S. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). In that February 2024 post about the CDC, Hikki-Chan says they could be reached at the Telegram username @wristmug. In May 2024, @wristmug posted in a Telegram group chat called “Pantifan” a copy of an extortion email they said they received that included their email address and password. The message that @wristmug cut and pasted appears to have been part of an automated email scam that claims it was sent by a hacker who has compromised your computer and used your webcam to record a video of you while you were watching porn. These missives threaten to release the video to all your contacts unless you pay a Bitcoin ransom, and they typically reference a real password the recipient has used previously. “Noooooo,” the @wristmug account wrote in mock horror after posting a screenshot of the scam message. “I must be done guys.” In posting their screenshot, @wristmug redacted the username portion of the email address referenced in the body of the scam message. However, they did not redact their previously-used password, and they left the domain portion of their email address (@proton.me) visible in the screenshot. O5TDEV Searching on @wristmug’s rather unique 15-character password in the breach tracking service Spycloud finds it is known to have been used by just one email address: [email protected]. According to Spycloud, those credentials were exposed at least twice in early 2024 when this user’s device was infected with an infostealer trojan that siphoned all of its stored usernames, passwords and authentication cookies (a finding that was initially revealed in March 2025 by the cyber intelligence firm KELA). Intel 471 shows the email address [email protected] belonged to a BreachForums member who went by the username o5tdev. Searching on this nickname in Google brings up at least two website defacement archives showing that a user named o5tdev was previously involved in defacing sites with pro-Palestinian messages. The screenshot below, for example, shows that 05tdev was part of a group called Cyb3r Drag0nz Team. A 2023 report from SentinelOne described Cyb3r Drag0nz Team as a hacktivist group with a history of launching DDoS attacks and cyber defacements as well as engaging in data leak activity. “Cyb3r Drag0nz Team claims to have leaked data on over a million of Israeli citizens spread across multiple leaks,” SentinelOne reported. “To date, the group has released multiple .RAR archives of purported personal information on citizens across Israel.” The cyber intelligence firm Flashpoint finds the Telegram user @05tdev was active in 2023 and early 2024, posting in Arabic on anti-Israel channels like “Ghost of Palestine” [full disclosure: Flashpoint is currently an advertiser on this blog]. ‘I’M A GINTY’ Flashpoint shows that Rey’s Telegram account (ID7047194296) was particularly active in a cybercrime-focused channel called Jacuzzi, where this user shared several personal details, including that their father was an airline pilot. Rey claimed in 2024 to be 15 years old, and to have family connections to Ireland. Specifically, Rey mentioned in several Telegram chats that he had Irish heritage, even posting a graphic that shows the prevalence of the surname “Ginty.” Spycloud indexed hundreds of credentials stolen from [email protected], and those details indicate that Rey’s computer is a shared Microsoft Windows device located in Amman, Jordan. The credential data stolen from Rey in early 2024 show there are multiple users of the infected PC, but that all shared the same last name of Khader and an address in Amman, Jordan. The “autofill” data lifted from Rey’s family PC contains an entry for a 46-year-old Zaid Khader that says his mother’s maiden name was Ginty. The infostealer data also shows Zaid Khader frequently accessed internal websites for employees of Royal Jordanian Airlines. MEET SAIF The infostealer data makes clear that Rey’s full name is Saif Al-Din Khader. Having no luck contacting Saif directly, KrebsOnSecurity sent an email to his father Zaid. The message invited the father to respond via email, phone or Signal, explaining that his son appeared to be deeply enmeshed in a serious cybercrime conspiracy. Less than two hours later, I received a Signal message from Saif, who said his dad suspected the email was a scam and had forwarded it to him. “I saw your email, unfortunately I don’t think my dad would respond to this because they think its some ‘scam email,'” said Saif, who told me he turns 16 years old next month. “So I decided to talk to you directly.” Saif explained that he’d already heard from European law enforcement officials, and had been trying to extricate himself from SLSH. When asked why then he was involved in releasing SLSH’s new ShinySp1d3r ransomware-as-a-service offering, Saif said he couldn’t just suddenly quit the group. “Well I cant just dip like that, I’m trying to clean up everything I’m associated with and move on,” he said. He also shared that ShinySp1d3r is just a rehash of Hellcat ransomware, except modified with AI tools. “I gave the source code of Hellcat ransomware out basically.” Saif claims he reached out on his own recently to the Telegram account for Operation Endgame, the codename for an ongoing law enforcement operation targeting cybercrime services, vendors and their customers. “I’m already cooperating with law enforcement,” Saif said. “In fact, I have been talking to them since at least June. I have told them nearly everything. I haven’t really done anything like breaching into a corp or extortion related since September.” Saif suggested that a story about him right now could endanger any further cooperation he may be able to provide. He also said he wasn’t sure if the U.S. or European authorities had been in contact with the Jordanian government about his involvement with the hacking group. “A story would bring so much unwanted heat and would make things very difficult if I’m going to cooperate,” Saif said. “I’m unsure whats going to happen they said they’re in contact with multiple countries regarding my request but its been like an entire week and I got no updates from them.” Saif shared a screenshot that indicated he’d contacted Europol authorities late last month. But he couldn’t name any law enforcement officials he said were responding to his inquiries, and KrebsOnSecurity was unable to verify his claims. “I don’t really care I just want to move on from all this stuff even if its going to be prison time or whatever they gonna say,” Saif said.
krebsonsecurity.comNov 26, 2025extracted
Product showcase: Proton Pass, a password manager with identity protection
Product showcase: Proton Pass, a password manager with identity protection Managing passwords can be a real headache, and it’s still common to fall back on reusing them or storing them in a browser without much protection. Proton Pass, built by the Swiss company Proton AG (the team behind Proton Mail and Proton VPN), takes a more intentional approach that puts privacy front and center. There’s a free version with solid essentials, and a paid tier that unlocks extra features. It’s a simple “try before you buy” model that lines up with Proton’s broader mission: make privacy-focused tools accessible to everyone while funding ongoing development through optional upgrades. First start view Works on almost any device, with a seamless experience across them all No matter which device you use, you can access your passwords with Proton Pass. Whether you’re on a browser (Chrome, Firefox, Edge, Safari), using a mobile app (iOS or Android), or on your desktop (Windows, macOS, Linux), your data is there. What’s nice is how consistent the experience is. The design and functionality are pretty much the same no matter what you’re using, making it easy to switch between devices. Whether you’re on your work laptop, personal phone, or a shared desktop, Proton Pass keeps it simple and makes sure you can get to what you need. Main dashboard Free version: simple, secure, private The free version of Proton Pass is all about the basics of good password hygiene, without constantly pushing you to upgrade. It stores unlimited logins and notes and syncs your data across all your devices. One feature I like is Hide my Email, which lets you create up to 10 aliases to protect your real email from spam. Also, the password generator and autofill options are solid for creating strong passwords and keeping your logins secure. Proton Pass uses end-to-end encryption, meaning everything stays encrypted right on your device. Plus, it follows a zero-knowledge model, so even Proton’s engineers can’t access your data. Setting up aliases and saving passwords is quick and simple. Just a few clicks and everything syncs automatically. For most people, the free version should be plenty. Setting email alias Paid version: Extra features and tighter security The paid version builds on the free one, adding extra features and more control for those who need it. You get a built-in Authenticator for TOTP codes, support for hardware keys and FIDO2 authentication, password sharing, and unlimited email aliases. These features make managing multiple accounts easier and more secure. Option of saving credit cards available only in paid version It also integrates well with other Proton services, like Mail, VPN, and Drive, giving you a unified, secure ecosystem. For professionals and families, the ability to manage multiple accounts and shared logins securely is often worth the cost of upgrading. Easy to switch to and completely transparent Switching to Proton Pass is straightforward. You can import data from other password managers or browsers using common formats like CSV files, making the whole process hassle-free. Import menu Since Proton Pass is open source, you can see exactly how everything works. Plus, with Proton AG based in Switzerland and regular security audits, you can trust that your data is in safe hands. Proton’s encryption model ensures that even the company’s engineers can’t read your stored credentials. A solid choice for privacy-conscious users Proton Pass isn’t trying to do everything, it just focuses on doing the basics right. The free version offers a lot of value with just a few trade-offs (I’m looking at you, credit card-saving feature). The paid versions add features that make sense and aren’t just there to push upgrades. It’s a great tool for people who care about privacy but don’t want something too complicated. Plus, since Proton AG is always developing openly, you can expect regular updates and improvements. If privacy matters to you (and let’s face it, who doesn’t care about that these days?), Proton Pass is worth a look.
helpnetsecurity.comNov 19, 2025extracted
Recensione NordVPN: sicurezza, velocità e affidabilità
NNordVPN si è affermata nel panorama delle reti private virtuali come una delle soluzioni più rapide e stabili sul mercato. 🌍 Server: 8.000+ server in 129 paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 📍 IP dedicato: ✔ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: IKEv2/IPsec, OpenVPN, NordLynx 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Panama 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 74% In un’epoca in cui la sovranità del dato è costantemente minacciata da attori statali e criminalità informatica, l’analisi di un provider di tale portata non può prescindere da un esame rigoroso della sua architettura di rete e della trasparenza dei suoi processi di auditing. NordVPN offre: Accesso a oltre 9.500 server VPN in 224 località garantendo una connessione stabile ovunque. Compatibilità multi-dispositivo: un singolo account copre fino a 10 dispositivi (tutti i principali sistemi operativi e browser). Streaming più sicuro: permette di guardare contenuti in streaming senza rallentamenti, con larghezza di banda e velocità illimitate. Ricordiamo brevemente a cosa serve una VPN (Virtual Private Network): Cripta la nostra connessione Internet, proteggendo i nostri dati (come password o informazioni bancarie) da occhi indiscreti, specialmente quando usi reti Wi-Fi pubbliche non sicure. Privacy/anonimato: nasconde il nostro indirizzo IP reale, sostituendolo con quello del server VPN, rendendo molto più difficile tracciare la nostra attività online o identificare la nostra posizione geografica. Libertà di accesso: permette di accedere a contenuti o servizi che potrebbero essere limitati geograficamente (geo-bloccati), facendo sembrare che ci stiamo connettendo da un altro Paese. Indice degli argomenti La forza di NordVPN non risiede solo nell’ampiezza della rete globale, composta da migliaia di server distribuiti in oltre cento Paesi, ma soprattutto nell’efficienza del protocollo proprietario NordLynx. Quest’ultimo rappresenta un’evoluzione diretta del più leggero e moderno WireGuard, al quale aggiunge un sistema di gestione della privacy che elimina le criticità legate all’identificazione dell’utente. Grazie a questa architettura, NordVPN riesce a garantire un’esperienza d’uso estremamente fluida anche in attività complesse come lo streaming 4K, il gaming online o la condivisione di file di grandi dimensioni senza sacrificare la sicurezza. I test indipendenti condotti su connessioni in fibra ottica da 1 Gbps evidenziano come il mercato delle VPN sia ormai dominato da protocolli di nuova generazione in grado di minimizzare la perdita di banda dovuta alla crittografia. I dati consolidati mostrano che NordVPN si posiziona al vertice del settore per velocità e stabilità. I rilevamenti effettuati su scala globale posizionano i provider secondo la seguente efficienza di download: NordVPN (Protocollo NordLynx): 817 Mbps (vincitore assoluto per la velocità) ExpressVPN (Protocollo Lightway): 788 Mbps Proton VPN (Protocollo WireGuard): 758 Mbps Mullvad VPN (Protocollo WireGuard): 739 Mbps Norton VPN (Protocolli Misti): 725 Mbps La velocità di una VPN risente inevitabilmente della distanza fisica dal server, ma l’infrastruttura di NordVPN dimostra una forte resilienza: Origini europee (Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi): le performance sono massime grazie alla densità infrastrutturale. NordVPN registra una media di 842 Mbps nell’area europea, con picchi di 849 Mbps sui server olandesi. Origini Asia-Pacifico (Singapore, Sydney): nonostante il degrado naturale dovuto alla distanza, NordVPN mantiene una media di 790 Mbps (811 Mbps a Singapore e 769 Mbps a Sydney). Nord America (California): la connettività transpacifica e transatlantica si attesta su una media robusta di 806 Mbps. L’ottimizzazione del software garantisce che non vi siano discrepanze penalizzanti tra i diversi sistemi operativi: NordVPN su Windows: 822 Mbps (media) NordVPN su macOS: 811 Mbps (media) La differenza è minima (+1,4%), a conferma dell’eccellente parità di sviluppo del protocollo proprietario NordLynx su entrambi gli ambienti operativi. La velocità di una VPN è intrinsecamente legata alle regole di trasferimento dei dati (protocolli). L’efficienza del codice e gli algoritmi crittografici utilizzati fanno la differenza tra una connessione fluida e una soggetta a rallentamenti. La rivoluzione di WireGuard: i protocolli tradizionali come OpenVPN pagano il pegno di un codice massiccio (circa 70.000 righe di codice). WireGuard, introdotto nel 2015, si basa su appena 4.000 righe, riducendo drasticamente l’overhead di calcolo e i consumi energetici. Sfrutta inoltre l’efficiente cifrario ChaCha20, molto più snello rispetto al classico AES-256 a parità di sicurezza hardware. L’ottimizzazione NordLynx: NordLynx è l’implementazione proprietaria di NordVPN basata su WireGuard. Risolve i limiti nativi di WireGuard legati all’assegnazione statica degli IP (garantendo così la totale privacy e anonimato) e migliora le performance velocistiche. I dati di laboratorio confermano che NordLynx supera le implementazioni WireGuard standard degli altri concorrenti con un margine medio di 25 Mbps. Per garantire che i dati sopra riportati non siano inficiati da variabili esterne o fluttuazioni momentanee della rete, i test vengono eseguiti seguendo un rigido protocollo in cinque fasi: Rilevamento della linea di base: prima di avviare la VPN, viene verificata l’integrità del collegamento nativo a 10 Gbps per assicurarsi che l’instradamento di partenza sia privo di anomalie o colli di bottiglia. Standardizzazione dei parametri: vengono testate sistematicamente 11 località geografiche combinando ogni protocollo disponibile, generando un volume di circa 300 verifiche automatizzate al giorno per mapparne la costanza prestazionale. Isolamento dell’ambiente (Docker): ogni sessione di test viene eseguita all’interno di container Docker isolati. Questa procedura impedisce che processi in background del sistema operativo o conflitti software vadano a falsare i dati sulla velocità. Campionamento continuo H24: i test vengono eseguiti ciclicamente 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, per neutralizzare l’impatto dei picchi di congestione della rete pubblica. Le metriche di download, upload e latenza (ping) vengono misurate tramite la CLI ufficiale di Speedtest by Ookla, parallelamente a stress test reali (streaming 4K/8K, gaming a basso ping e download di file massivi). Analisi degli scostamenti: i dati raccolti vengono confrontati direttamente con la velocità di base iniziale senza VPN. Ciò permette di calcolare la reale percentuale di ritenzione della banda, che nel caso di NordVPN supera l’eccellente soglia del 95% in condizioni ottimali. Una delle preoccupazioni più comuni riguardo l’utilizzo di una VPN è la possibile riduzione della velocità di connessione. Con NordVPN, tuttavia, questo impatto risulta minimo. I test più recenti mostrano che la perdita di velocità è inferiore al 10% rispetto alla connessione diretta, un risultato che pochi competitor riescono a replicare. Ciò significa che, anche con la crittografia attiva, il caricamento delle pagine web rimane istantaneo e le videoconferenze avvengono senza interruzioni. La tecnologia Smart Routing consente al sistema di scegliere automaticamente il server più vicino e meno congestionato, riducendo la latenza e migliorando la stabilità del segnale. In pratica, l’utente percepisce un’esperienza quasi indistinguibile da quella di una connessione non protetta, ma con il vantaggio aggiuntivo di una protezione completa dei dati. NordLynx è il cuore delle performance di NordVPN. Basato su WireGuard, utilizza un codice estremamente leggero e ottimizzato, in grado di gestire la crittografia con un consumo minimo di risorse di sistema. A differenza dei protocolli più datati come OpenVPN, NordLynx non appesantisce il traffico e riduce in modo significativo i tempi di handshake, ossia il processo di connessione tra client e server. Questo si traduce in connessioni più rapide, maggiore efficienza durante i trasferimenti e una latenza quasi nulla anche su reti mobili. La sua struttura a doppio NAT consente inoltre di separare completamente l’identità dell’utente dai dati di connessione, mantenendo così l’anonimato senza rinunciare alla velocità. NordLynx rappresenta quindi una delle innovazioni più importanti nel mondo delle VPN degli ultimi anni, capace di unire prestazioni di rete elevate e un livello di privacy senza compromessi. Per chi lavora da remoto o chi ha bisogno di gestire informazioni riservate la velocità non è tutto: ciò che conta davvero è la certezza che nessun dato venga tracciato o archiviato. NordVPN ha costruito la propria reputazione proprio su questo principio, adottando una politica no-log rigorosa e sottoposta a verifiche indipendenti. La combinazione tra crittografia AES-256, protezione DNS e infrastrutture basate su RAM-only server – che cancellano automaticamente ogni informazione a ogni riavvio – fa sì che nessun dato rimanga memorizzato. Questo approccio garantisce un ambiente di lavoro digitale sicuro, conforme alle normative internazionali e perfetto per professionisti, consulenti e aziende che devono tutelare la riservatezza delle comunicazioni. NordVPN non registra né conserva i dati di navigazione, e questa non è una semplice dichiarazione commerciale. Le verifiche condotte da società indipendenti come PwC e Deloitte hanno certificato più volte la conformità della politica no-log. In pratica, NordVPN non tiene traccia degli indirizzi IP, dei siti visitati o dei file scaricati, e nemmeno conserva registri temporanei delle sessioni. Anche qualora un’autorità richiedesse informazioni sull’attività di un utente, l’azienda non avrebbe nulla da fornire, perché i dati non vengono mai scritti su disco. Questo livello di trasparenza e affidabilità ha reso NordVPN uno strumento particolarmente apprezzato anche in ambito aziendale dove la gestione sicura delle informazioni è un requisito imprescindibile. La strategia di pricing di NordVPN si articola su tre livelli di servizio: Base, Completo e Ultimate Max distribuiti su tre diverse scadenze temporali: 2 anni, 1 anno, 1 mese. Il modello adotta una classica politica di sconti progressivi basata sulla fidelizzazione a lungo termine. Rappresenta la configurazione d’ingresso focalizzata sulla connettività protetta. Profilo economico: l’offerta di lancio presenta uno sconto del 69%, equivalente a una quota mensile di 3,49 €. Il corrispettivo totale anticipato per i primi 27 mesi è di 94,23 € (esclusa IVA). Condizioni di rinnovo: al termine del periodo promozionale, il contratto si rinnova automaticamente al costo standard di 139,08 € all’anno, salvo disdetta da parte dell’utente. Configurazione intermedia progettata per coniugare la protezione della rete alla gestione delle credenziali e dello storage. Profilo economico: il piano registra il massimo risparmio della gamma, pari al 75%, con un costo mensile di 4,49 €. Il pagamento anticipato richiesto per i primi 27 mesi si attesta a 121,23 € (più IVA). Condizioni di rinnovo: alla scadenza dei 27 mesi iniziali, l’abbonamento si rinnova automaticamente alla tariffa di 219,48 € all’anno. Il livello di servizio più completo, che estende la copertura oltre l’ambiente software tradizionale includendo tutele assicurative e funzionalità dedicate alla telefonia mobile. Profilo economico: il piano offre uno sconto del 69%, traducendosi in un canone mensile di 8,49 €. L’addebito iniziale e anticipato per l’intero blocco di 27 mesi è pari a 229,23 € (più eventuale IVA). Condizioni di rinnovo: il mantenimento automatico del servizio oltre il primo ciclo promozionale prevede una quota di rinnovo fissata a 338,28 € all’anno. Per gli utenti che desiderano ridurre il vincolo temporale rispetto alla formula biennale, la strategia di pricing di NordVPN prevede la declinazione dei tre piani, Base, Completo e Ultimate Max, su un orizzonte contrattuale di 12 mesi. Anche in questo caso, la fatturazione iniziale avviene in un’unica soluzione anticipata, con rinnovo automatico a tariffa standard allo scadere del primo anno. Configurazione essenziale focalizzata esclusivamente sulle performance di rete e la cifratura del traffico. Profilo economico: l’offerta annuale prevede un risparmio del 52%, che si traduce in un canone mensile equivalente di 5,49 €. La spesa complessiva da corrispondere all’atto dell’attivazione è pari a 65,88 € (al lordo di eventuale IVA locale). Condizioni di rinnovo: al termine dei primi 12 mesi, l’abbonamento si rinnova automaticamente al prezzo standard di 139,08 € all’anno. Il pacchetto intermedio che integra i servizi di cybersecurity avanzata, storage crittografato e password management. Profilo economico: registra il maggior tasso di risparmio della linea annuale, pari al 64%, con una quota mensile di 6,49 €. Il corrispettivo totale anticipato per il primo anno si attesta a 77,88 € (più eventuale IVA). Condizioni di rinnovo: alla scadenza del dodicesimo mese, il mantenimento del servizio prevede un costo di rinnovo automatizzato pari a 219,48 € all’anno. Il piano omnicomprensivo che estende la tutela software a coperture assicurative legali e strumenti di protezione per le telecomunicazioni mobili. Profilo economico: l’offerta di lancio genera un risparmio del 62%, determinando una quota mensile equivalente di 10,49 €. L’esborso iniziale richiesto per la copertura annuale è di 125,88 € (più eventuale IVA). Condizioni di rinnovo: il ciclo di fatturazione successivo alla prima scadenza si adegua alla tariffa standard di 338,28 € all’anno. La tabella sottostante mette a confronto i flussi di cassa iniziali e le relative quote mensili tra le formule a 12 e 27 mesi (24 mesi + 3 extra): La terza opzione prevista dalla strategia di pricing di NordVPN è rappresentata dai piani mensili (ricorrenti su singolo mese). Questa formula esclude qualsiasi vincolo di permanenza a lungo termine, ma comporta l’azzeramento degli sconti di lancio e l’applicazione della tariffa intera. Sotto il profilo economico-finanziario, si tratta della soluzione con il costo d’ingresso operativo più elevato, indicata principalmente per esigenze spot, utilizzi a brevissimo termine (come trasferte di lavoro o viaggi internazionali temporanei) o per testare l’infrastruttura prima di un investimento pluriennale. Fornisce l’accesso completo alla rete VPN, alla crittografia dei dati e al supporto per 10 dispositivi simultanei. Profilo economico: La tariffa si attesta a 14,99 € al mese, con uno sconto pari allo 0%. L’addebito avviene su base ricorrente ogni 30 giorni (al lordo di eventuale IVA applicabile). Il piano intermedio che include la suite di cybersecurity avanzata (antimalware, password manager e 1 TB di storage cloud). Profilo economico: Il costo fisso mensile è di 19,99 € al mese. Non sono previste riduzioni di prezzo promozionali per questa durata contrattuale. La configurazione omnicomprensiva con IP dedicato, assicurazione cyber fino a 5.000 € e sistemi di protezione per le telecomunicazioni mobili. Profilo economico: Rappresenta il pacchetto premium della gamma, con un canone fissato a 23,79 € al mese e addebito automatico mensile. Per ottimizzare la pianificazione della spesa informatica, la tabella sottostante sintetizza l’impatto finanziario delle tre durate contrattuali per ciascun piano, evidenziando il risparmio generato dalle formule di fidelizzazione. Performance di rete stabili: grazie all’architettura del protocollo proprietario NordLynx (basato su WireGuard), la ritenzione della banda supera il 95% in condizioni ottimali, riducendo al minimo l’overhead di calcolo e garantendo latenze ridotte per flussi video in 4K/8K o trasferimenti dati massivi. Infrastruttura di sicurezza avanzata: l’utilizzo esclusivo di server basati su memoria RAM-only assicura la cancellazione automatica di qualsiasi dato a ogni riavvio. La politica no-log è regolarmente verificata e certificata da audit indipendenti (PwC e Deloitte). Funzionalità edge integrate: l’ecosistema si estende oltre la cifratura standard grazie a Threat Protection Pro (per il blocco a monte di malware e tracker anche a VPN disattivata) e Meshnet, che consente di configurare reti private virtuali crittografate per team di lavoro distribuiti. Tutele assicurative localizzate: l’inclusione di una polizza di Assicurazione Cyber fino a 5.000 € nel piano premium rappresenta un elemento distintivo di mitigazione del rischio finanziario in caso di frode o furto d’identità. Dinamica dei costi di rinnovo: il modello di pricing adotta una politica di forte asimmetria tra l’offerta di lancio e i costi di mantenimento. Al termine del primo ciclo promozionale, le tariffe standard subiscono un incremento significativo (es. il piano Base passa da 3,49 €/mese a 139,08 € all’anno). Flusso di cassa anticipato: le formule pluriennali e annuali non prevedono una dilazione di pagamento mensile. Il capitale complessivo richiesto per l’intero periodo di copertura deve essere corrisposto in un’unica soluzione al momento della sottoscrizione. Vincoli geopolitici sull’assicurazione: i servizi di copertura assicurativa e di rimborso spese legati al piano Ultimate Max non sono universali, ma risultano legalmente validi solo per i residenti in una ristretta selezione di Paesi europei (tra cui l’Italia). Politica di pre-addebito automatica: il sistema amministrativo processa i pagamenti per i rinnovi successivi fino a 14 giorni prima della scadenza naturale del contratto, rendendo necessaria una pianificazione tempestiva dell’eventuale disdetta. 🌍 Server: 8.000+ server in 129 paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 📍 IP dedicato: ✔ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: IKEv2/IPsec, OpenVPN, NordLynx 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Panama 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 74% La sicurezza di una VPN non dipende solo dalla crittografia ma anche dalla capacità di proteggere l’utente in caso di interruzioni o vulnerabilità. La funzione Kill Switch di NordVPN interviene proprio in questi momenti critici: se la connessione VPN cade, la rete viene automaticamente disattivata, impedendo qualsiasi trasmissione non protetta. In parallelo, la modalità Double VPN instrada i dati attraverso due server diversi, applicando un doppio livello di cifratura. Questo sistema, sebbene leggermente più pesante in termini di risorse, offre una barriera quasi impenetrabile per chi deve gestire documenti aziendali, operazioni finanziarie o accessi remoti a infrastrutture sensibili. In combinazione queste due funzioni rendono NordVPN una delle scelte più solide per chi non vuole correre rischi quando lavora online. 🌍 Server: 8.000+ server in 129 paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 📍 IP dedicato: ✔ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: IKEv2/IPsec, OpenVPN, NordLynx 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Panama 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 74% NordVPN non si limita più a essere una semplice rete privata virtuale: con le funzioni Threat Protection Pro e Meshnet, si trasforma in una vera e propria piattaforma di sicurezza digitale. Threat Protection Pro opera come un sistema di difesa sempre attivo che blocca malware, tracker e siti dannosi ancora prima che possano compromettere il dispositivo. Funziona anche quando la VPN è disattivata, fornendo una protezione costante contro le minacce del web. Meshnet, invece, permette di creare connessioni dirette e sicure tra dispositivi in qualsiasi parte del mondo come se fossero collegati alla stessa rete locale. È una soluzione ideale per team di lavoro distribuiti, sviluppatori o gamer che desiderano condividere file o giocare in LAN senza esporre i propri indirizzi IP reali. NordVPN ha ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre la tradizionale navigazione anonima, introducendo con Threat Protection Pro una tecnologia che agisce come un vero e proprio scudo digitale sempre attivo. Questo sistema analizza in tempo reale i file scaricati, le connessioni in uscita e i siti visitati, bloccando automaticamente malware, spyware, tracker pubblicitari e domini compromessi. Il suo funzionamento è integrato direttamente all’interno del client NordVPN, quindi non richiede software aggiuntivi o configurazioni complesse. L’aspetto più interessante di Threat Protection Pro è che continua a operare anche quando la VPN non è attiva, garantendo una protezione costante a livello di sistema operativo. Ciò significa che ogni volta che un utente apre un sito, clicca su un link o scarica un documento, il contenuto viene analizzato e filtrato prima che possa causare danni. Questo approccio proattivo, basato su una combinazione di intelligenza artificiale e database di minacce aggiornati quotidianamente, consente di prevenire la maggior parte degli attacchi informatici prima ancora che raggiungano il dispositivo. Meshnet rappresenta una delle innovazioni più distintive di NordVPN. Si tratta di una funzione che consente di collegare più dispositivi tra loro, ovunque si trovino, come se appartenessero alla stessa rete locale. Attraverso un tunnel crittografato e un indirizzo IP dedicato per ciascun dispositivo, Meshnet permette di condividere file, accedere a computer remoti, lavorare in team o organizzare sessioni di gaming in totale sicurezza. Questa funzionalità elimina la necessità di soluzioni VPN aziendali complesse o configurazioni manuali, perché ogni connessione è gestita automaticamente dall’app NordVPN. È particolarmente utile per chi lavora da remoto e deve accedere in modo sicuro a server o risorse aziendali, ma anche per professionisti IT o creativi che vogliono collaborare in ambienti distribuiti senza esporre la propria rete. Con Meshnet, NordVPN diventa non solo uno strumento di protezione individuale, ma un vero strumento di connessione privata globale. 🌍 Server: 8.000+ server in 129 paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 📍 IP dedicato: ✔ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: IKEv2/IPsec, OpenVPN, NordLynx 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Panama 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 74% L’efficacia di una VPN non dipende solo dalla sicurezza o dalla velocità ma anche dalla facilità con cui può essere integrata nel proprio ecosistema digitale. NordVPN è progettata per funzionare senza difficoltà su ogni tipo di infrastruttura, dalle workstation aziendali ai dispositivi mobili, fino ai router domestici o professionali. La configurazione iniziale è estremamente semplice: bastano pochi minuti per installare l’app, accedere con le proprie credenziali e scegliere il server più adatto alle proprie esigenze. Il client gestisce automaticamente i protocolli e le impostazioni, rendendo la protezione accessibile anche a chi non ha competenze tecniche. Questa immediatezza d’uso non toglie flessibilità agli utenti più esperti, che possono comunque configurare manualmente protocolli, server preferiti o regole di connessione. NordVPN è quindi uno strumento che si adatta tanto alle esigenze del singolo utente quanto a quelle di un reparto IT che desidera garantire la sicurezza di un’intera rete aziendale. L’esperienza utente di NordVPN è uno dei suoi principali punti di forza. Le app desktop e mobile presentano un’interfaccia pulita, con una mappa interattiva che permette di scegliere il Paese di connessione semplicemente cliccando sulla località desiderata. Le funzioni principali, come il Kill Switch o la selezione del protocollo NordLynx, sono accessibili con un solo tocco, rendendo la navigazione sicura immediata anche per chi non ha familiarità con le VPN. Sui dispositivi mobili, l’app mantiene la stessa fluidità e chiarezza visiva delle versioni desktop. La connessione automatica si attiva in pochi secondi, mentre le impostazioni avanzate sono organizzate in modo logico e intuitivo. Questo approccio all’usabilità dimostra l’impegno di NordVPN nel rendere la sicurezza digitale un’esperienza alla portata di tutti, senza rinunciare alla potenza tecnica che la distingue. NordVPN offre un supporto esteso anche per dispositivi e sistemi operativi meno comuni. L’installazione su router consente di proteggere automaticamente ogni dispositivo connesso alla rete, anche quelli che non supportano un’app VPN nativa, come smart TV o console di gioco. L’azienda fornisce guide dettagliate per i modelli più diffusi, con firmware compatibili come AsusWRT, DD-WRT e OpenWRT. Per gli utenti Linux, NordVPN mette a disposizione un’app dedicata a riga di comando, compatibile con le principali distribuzioni e dotata delle stesse funzionalità delle versioni grafiche. Il servizio di assistenza tecnica, disponibile 24 ore su 24 tramite chat o email, accompagna l’utente in ogni fase della configurazione, garantendo un’integrazione perfetta anche in ambienti professionali. Questa versatilità rende NordVPN adatta a qualsiasi infrastruttura, dal semplice utilizzo domestico fino alle implementazioni più avanzate nel mondo aziendale. NordVPN permette di provare il servizio senza alcun rischio grazie alla garanzia di rimborso entro trenta giorni. Questo periodo consente di testare la velocità, verificare la compatibilità con i propri dispositivi e valutare la qualità delle funzioni aggiuntive come Threat Protection Pro o Meshnet. In caso di insoddisfazione il rimborso viene processato in modo rapido e trasparente, senza penalità o clausole nascoste. Questa politica commerciale riflette la fiducia che l’azienda ripone nella propria tecnologia e nell’esperienza d’uso che offre. NordVPN è la scelta raccomandata per chi cerca una soluzione “chiavi in mano” che bilanci estrema facilità d’uso e protocolli di sicurezza di livello enterprise.
cybersecurity360.itNov 8, 2025extracted
Proton trains new service to expose corporate infosec cover-ups
ai and ML AI slop is good for business if you know what you're doingYour irresponsibility is someone else's opportunity SAAS Salesforce partners not seeing meaningful revenue from Agentforce AI platform, report saysShow us the money ai and ml AI companies are burning books, advocates complain to FTCFahrenheit 203, the temperature GPUs stop gorging on literature DEVOPS Go updates may delight diehard gophers but displease AI overlordsv 1.27 expands generics to support methods EDGE AND IOT Waymo has designed a robocar chip to stay ahead of Tesla5 nm ML accelerators promise 1,000+ TOPS, ultra-low latency Security Russians are posing as Signal support to launch phishing attacksPLUS: US takes down Iranian propaganda sites; Marketing company asks 'Why Do We Have Your Information?' And more! Security Microsoft patches failed to fix on-prem SharePoint, which is now under zero-day attackPLUS: China upgrades smartphone surveillance tools; Ring eases anti-snooping stance; and more Black Hat and DEF CON DEF CON Franklin project enlists hackers to harden critical infrastructureVoting village reports have been so successful, says Jeff Moss, that the whole of DEF CON will now be included Security EQT buys majority share in Swiss cybersecurity biz AcronisWent at equivalent of $3.5B+ valuation for entire firm, though portion sold not specified Malware Month Ten years since the first corp ransomware, Mikko Hyppönen sees no end in sightOn the plus side, infosec's a good bet for a long, stable career FOSS smashed one Microsoft monopoly. After 20 years of failure, it's time to smash anotherWord up GNOME can look like Windows – and Flashback can do it without extensionsNew 'Simple-taskbar' is an option, but there's a simpler, stabler way A moment of silence, please, for the final release of Debian on x86-32New Debian versions hit FOSSland in the form of 13.6 and 12.15 Baddies caught exploiting extensions bugs with perfect 10 scores on vulnerable Joomla websitesFlaws in iCagenda, Balbooa Forms extensions can impact open source CMS that powers a million sites worldwide Frame: A new X11 server – implemented directly in assemblyJoins yserver, Phoenix, and of course XLibre – and outlier Arcan Cinnamon 6.8 will support Wayland – if you want itNext version of Linux Mint’s desktop has both kinds of display server
go.theregister.comOct 30, 2025extracted
Proton Claims 300 Million Records Compromised So Far This Year
Researchers have uncovered hundreds of millions of compromised records on the dark web, linked to nearly 800 individual data breaches so far this year. The findings come from a new monitoring and reporting service launched today by email and VPN provider Proton, in partnership with Constella Intelligence. The Data Breach Observatory is built on real-time dark web monitoring which scours cybercrime sites for evidence of breached records up for sale. So far this year, it has recorded more than 300 million such records, linked to 794 incidents, according to Proton. If aggregated datasets are included, the figures rise to 1571 incidents and hundreds of billions of records. SMBs appear to have been singled out by threat actors this year. Companies with 10-249 employees accounted for nearly half (48%) of all breach incidents, while those with fewer than 10 employees comprised a further 23% of recorded breaches. Retail and wholesale trade were the most frequently targeted sectors, accounting for a quarter (25%) of breaches. Next came technology providers (15%), and media and entertainment companies (11%). The most commonly stolen data found by Proton was: Email addresses, featuring in 100% of exposures Names (90%) Contact information, such as phone numbers or addresses (72%) Passwords (49%) Sensitive information such as government records or health information (34%) Lifting the Lid Proton claimed that its new service will help raise public awareness of the fast-growing market for stolen data, and empower individuals and corporate victims to proactively mitigate the fallout from serious breaches. In this regard, it may even help to provide early warning signs of an incident before the breached company has discovered or disclosed such information. “Our mission with the Data Breach Observatory is simple: to reveal unseen breaches and to alert affected businesses and organizations as they happen. This is part of Proton’s drive to empower organizations and individuals with the tools to protect themselves,” said Proton director of engineering, AI & ML, Eamonn Maguire. “If your credentials are compromised, receiving timely alerts is essential to secure your accounts, prevent identity theft, and minimize financial losses.” Dark web monitoring of this sort is nothing new. Various vendors offer identity theft services of this sort to individuals and data breach intelligence for organizations. In January this year, one such company, Cyble, discovered account credentials for 14 cybersecurity providers on the dark web – likely obtained from infostealer logs. Proton told Infosecurity that the Data Breach Observatory uses a combination of automated tools, curated data feeds and expert human analysts to deliver its findings. Constella continuously monitors various dark web registries where breached information is shared and traded to look for new disclosures.
infosecurity-magazine.comOct 30, 2025extracted
La sovranità digitale si costruisce anche scegliendo app alternative europee
I servizi di posta elettronica dominanti come Gmail e Outlook.com hanno plasmato la comunicazione digitale, divenendo strumenti indispensabili per la oro efficienza e integrazione. Tuttavia, l’attuale panorama geopolitico e normativo impone una riflessione profonda. Dobbiamo chiederci se la comodità di tali piattaforme è ancora compatibile con le crescenti esigenze di sovranità dei dati, di conformità legale e di resilienza operativa. Indice degli argomenti La scelta di alternative ai servizi email più comuni è motivata da valutazioni strategiche e tattiche che un professionista della cyber security deve considerare, non da difetti tecnologici delle piattaforme esistenti. In primo luogo, si manifesta la questione della giurisdizione e delle leggi extraterritoriali. La sede operativa di un provider di servizi cloud e l’ordinamento giuridico cui è assoggettato costituiscono fattori critici. Normative come il Cloud Act negli Stati Uniti, per esempio, conferiscono alle autorità federali la facoltà di richiedere dati custoditi da provider statunitensi, indipendentemente dalla loro localizzazione fisica. Questa disposizione solleva interrogativi significativi, per esempio, in merito alla protezione dei dati per utenti e organizzazioni soggetti al GDPR dell’Unione Europea. Analoghe considerazioni si applicano a servizi basati in altre giurisdizioni extra-europee che potrebbero non garantire un livello equivalente di protezione, rendendo la scelta della giurisdizione un elemento fondamentale nella valutazione del rischio di esfiltrazione legale di dati. indiretta dei dati In secondo luogo, il modello di business e l’analisi dei dati rappresentano un punto di riflessione critico. Molti dei più grandi provider di servizi digitali, siano essi offerti gratuitamente o inclusi in pacchetti di servizi più ampi (come quelli legati a sistemi operativi o suite di produttività), basano il proprio sostentamento finanziario su una vasta raccolta, aggregazione e analisi dei dati utente. Questa attività è spesso finalizzata all’ottimizzazione dei servizi offerti, al miglioramento dell’esperienza utente e, soprattutto, alla profilazione dettagliata degli individui. Sebbene le policy sulla privacy siano in continua evoluzione e vengano aggiornate per conformarsi a normative sempre più stringenti, per alcuni soggetti queste pratiche costituiscono un rischio intrinseco alla privacy, ndipendentemente dalle intenzioni dichiarate dal provider. La questione fondamentale qui non è tanto la malafede, quanto piuttosto la natura stessa del modello di business. Ciò solleva interrogativi cruciali sui principi di data minimization e sul controllo effettivo che l’utente ha sui propri dati una volta che questi vengono raccolti e processati. La monetizzazione indiretta dei dati, sebbene non sempre avvenga tramite pubblicità invasiva sulle email o sui contenuti personali, rimane una preoccupazione significativa per coloro che cercano un modello di business più allineato con la protezione assoluta della privacy. Questa monetizzazione può manifestarsi attraverso l’offerta di servizi premium basati sull’analisi dei dati per terze parti, la vendita di dati aggregati e anonimizzati, o l’utilizzo di profilazioni per orientare strategie di marketing e sviluppo prodotto. L’esistenza stessa di un modello che si fonda sulla raccolta e l’analisi dei dati rappresenta una deviazione dagli standard ideali di tutela della sfera personale. Un terzo aspetto concerne la minimizzazione della superficie d’attacco e il trust model. Ridurre la quantità di dati accessibili a terze parti, anche se teoricamente di fiducia, rientra nelle best practice di security by design. Un servizio basato su un modello Zero Trust o Zero Access diminuisce intrinsecamente il rischio e la necessità di affidarsi al provider, spostando la fiducia dall’operatore del servizio all’architettura crittografica sottostante. Infine, la resilienza operativa e strategica deve rivestire un ruolo cruciale. Diversificare i provider di servizi critici può essere parte integrante di una strategia di mitigazione del rischio, attenuando la dipendenza eccessiva da un singolo ecosistema tecnologico e dalle potenziali vulnerabilità o interruzioni, specialmente se tali ecosistemi sono soggetti a leggi di giurisdizioni diverse e potenzialmente contrastanti con gli interessi europei in materia di privacy e sovranità digitale. Ciò è particolarmente rilevante per la conformità a normative come la Direttiva NIS 2 e il Digital Operational Resilience Act (DORA), che impongono requisiti stringenti sulla resilienza operativa e sulla gestione del rischio cyber per entità essenziali e importanti. Proton Mail, sviluppato da un team di scienziati del Cern e del MIT, è emerso con una chiara proposta di valore: crittografia e privacy by design, incorniciata da una robusta struttura legale europea. La sua architettura è concepita per garantire che i dati dell’utente siano protetti anche dal provider stesso. Il fulcro dell’offerta di Proton Mail risiede nell’uso congiunto della crittografia end-to-end e della Zero-Access Encryption. I messaggi scambiati tra utenti Proton Mail vengono cifrati localmente sul dispositivo del mittente mediante la chiave pubblica del destinatario. Solo quest’ultimo, tramite la propria chiave privata protetta da una password che Proton non conosce, può decifrare il contenuto. Inoltre, Proton Mail applica la Zero-Access Encryption anche per i dati a riposo: le email archiviate vengono cifrate in modo tale che nemmeno Proton sia tecnicamente in grado di accedervi o decifrarle. Ciò significa che, anche in presenza di una richiesta legale, l’azienda non può fornire il contenuto delle comunicazioni, configurando un modello di riservatezza radicalmente distinto dai provider tradizionali. La giurisdizione scelta da Proton Mail è tutt’altro che casuale: la Svizzera si distingue per una legislazione tra le più avanzate al mondo in materia di privacy, richiedendo specifici ordini di tribunale per concedere accesso ai dati e opponendo solide garanzie contro richieste da governi esteri. Queste tutele, associate a uno standard di protezione dei dati vicino allo spirito del Gdpr, rappresentano un punto di forza per la sovranità digitale degli utenti europei. Gran parte del codice sorgente di Proton Mail è open source, consentendo a esperti di verificarne la sicurezza e l’assenza di backdoor. La fiducia tecnica è rafforzata da audit indipendenti e pubblici, a conferma della trasparenza del modello di sicurezza. Sul fronte pratico, Proton Mail integra opzioni avanzate come email protette da password, messaggi con scadenza automatica per comunicazioni sensibili e servizi complementari (ProtonDrive, ProtonVPN, Calendar), creando un ecosistema coeso e centrato sulla protezione totale dei dati. Tuttavia è fondamentale considerare anche le criticità strutturali insite in un servizio come Proton Mail. Il principale compromesso risiede nel trade-off tra privacy estesa e funzionalità avanzate: la crittografia end-to-end, pur garantendo la non accessibilità dei contenuti da parte del provider, limita funzionalità server-side tipiche dei servizi mainstream. Per esempio, la ricerca nel corpo delle email cifrate richiede indicizzazione lato client, con effetti sulle prestazioni e sulla fruibilità su dispositivi meno performanti. Pur essendo open source, l’audit costante del codice e la verifica della sua implementazione sicura richiedono competenze specialistiche non comuni all’utente medio. L’integrazione con applicazioni di terze parti o strumenti aziendali standard risulta complessa a causa dell’architettura Zero Access, che impedisce l’esposizione diretta dei dati in chiaro. Un ulteriore livello di complessità emerge nella gestione delle chiavi crittografiche: l’utente deve comunque comprendere che la perdita della password può comportare la perdita definitiva dell’accesso ai dati. In scenari professionali, ciò impone policy rigorose sulla gestione delle credenziali e backup sicuri delle chiavi. Infine, il modello a pagamento, pur fondato su una logica etica anti pubblicitaria, ne restringe nella pratica l’adozione di massa: i limiti del piano gratuito e la scarsa integrazione con tool cloud-based mainstream posizionano Proton Mail come uno strumento di fascia alta, orientato a utenti consapevoli, non al pubblico generalista. Parallelamente alla giurisdizione, la sovranità operativa e la portabilità dei dati emergono come dimensioni critiche nella valutazione di un provider. L’adozione di un servizio, per quanto eccellente, impone una riflessione sulla facilità di una potenziale exit strategy: quanto è agevole migrare i propri dati e le proprie comunicazioni da un provider all’altro? Questo aspetto è fondamentale per la progettazione di architetture resilienti e per mantenere il controllo sul proprio patrimonio informativo. In questo contesto, Proton Mail, pur fornendo strumenti per l’importazione di email da servizi esterni, si trova a dover gestire la complessità derivante dalla sua stessa architettura di sicurezza. La crittografia end-to-end e zero-access, mentre garantisce un’elevata protezione, può rendere la portabilità dei dati criptati verso piattaforme esterne una sfida tecnica significativa. Sebbene sia possibile esportare le proprie email in formati standard (come .eml), la conservazione dello stato criptato e l’accessibilità futura dipendono spesso dalla continuità con l’ecosistema Proton o dalla capacità del nuovo provider di gestire tali formati in modo sicuro. La complessità, sebbene gestibile per utenti esperti, richiede una pianificazione attenta per le organizzazioni che necessitano di garantire piena accessibilità e continuità operativa a lungo termine, indipendentemente dal provider scelto. La capacità di disporre dei propri dati in un formato leggibile e trasferibile è un principio cardine del GDPR (diritto alla portabilità dei dati) che, sebbene supportato anche in contesti crittografici, può presentare sfide implementative non trascurabili. Per chi desidera esplorare Proton Mail, il processo di transizione è stato progressivamente ottimizzato. Grazie a strumenti integrati per l’importazione di email esistenti da altri provider, il passaggio risulta oggi meno oneroso di quanto si possa temere. Il modello commerciale di Proton Mail si basa principalmente su abbonamenti premium e riflette una filosofia chiara: la privacy e la sicurezza hanno un costo reale. A differenza dei servizi gratuiti che monetizzano i dati degli utenti, Proton Mail è sostenuto direttamente dalla community di utenti paganti, creando un incentivo concreto a tutelarne la riservatezza. I piani a pagamento non solo offrono maggiori risorse, come spazio di archiviazione, alias multipli e domini personalizzati, ma rappresentano un investimento diretto nella propria igiene digitale e resilienza cibernetica. L’adozione di servizi non europei risulta spesso una scelta pragmatica e comprensibile, data la loro efficienza consolidata e l’ampia disponibilità di integrazioni. Tuttavia, la crescente presenza di alternative europee, come Proton Mail, consente di effettuare scelte più consapevoli e allineate ai principi fondamentali di privacy, sicurezza e sovranità dei dati, temi sempre più cruciali nel contesto della cyber security e nella strategia digitale dell’Unione europea. Non si tratta di valutare quale sia il servizio “migliore” o “peggiore” in senso assoluto, bensì di identificare la soluzione più adeguata agli obiettivi specifici, bilanciando efficacemente la gestione del rischio in un panorama globale e normativo complesso. Se la propria organizzazione non ha ancora affrontato con serietà le implicazioni derivanti dall’utilizzo di provider di servizi di comunicazione basati al di fuori dell’Ue, o non ha ancora esplorato le potenzialità offerte da alternative europee focalizzate sulla privacy, è arrivato il momento di intervenire. Integrare compliance e resilienza come scelte strategiche attive impedisce che tali aspetti si trasformino in risposte d’emergenza, spesso onerose e reattive.
cybersecurity360.itOct 23, 2025extracted
Le 3 VPN più veloci ma anche affidabili e sicure
Una VPN più veloce non serve soltanto a proteggere la privacy online: è uno strumento indispensabile per chi guarda contenuti in streaming, gioca online o scarica file di grandi dimensioni. La velocità, in questo contesto, non è un dettaglio tecnico ma il fattore che determina se l’esperienza sarà soddisfacente oppure frustrante. Indice degli argomenti Nel caso dello streaming la differenza con una VPN più veloce si nota subito. Le piattaforme più diffuse, come Netflix, Disney+, Prime Video o RaiPlay, gestiscono enormi flussi di dati e spesso applicano restrizioni geografiche o limitazioni di banda. Una VPN lenta può introdurre buffering, abbassare la qualità video o addirittura impedire l’accesso a certi contenuti. Al contrario, una VPN ad alta velocità permette di mantenere una connessione stabile, sfruttare appieno la larghezza di banda e accedere ai cataloghi internazionali come se ci si trovasse fisicamente in un altro Paese. I protocolli di nuova generazione, come WireGuard o Lightway, riducono la latenza e garantiscono tempi di risposta immediati, rendendo possibile lo streaming in 4K o HDR senza interruzioni, anche su smart TV o console. Quando si parla di gaming la velocità di connessione è ancora più cruciale. Ogni millisecondo di ritardo può compromettere una partita o influire sull’esito di un match competitivo. Una VPN ad alte prestazioni consente di mantenere un ping basso e costante, migliorando la reattività dei comandi e riducendo i micro ritardi che possono verificarsi durante le sessioni online. Inoltre, offre un livello di sicurezza aggiuntivo, proteggendo il giocatore da attacchi DDoS e da tentativi di tracciamento dell’indirizzo IP. Questo è particolarmente importante per gli eSport e per chi partecipa a tornei internazionali. In molti casi, una VPN veloce può anche consentire di collegarsi a server di gioco in altre aree del mondo, dove i tempi di accesso sono migliori o dove i contenuti vengono rilasciati in anticipo. Nel campo del download e del file sharing una VPN ad alta velocità rappresenta un equilibrio perfetto tra performance e privacy. Quando si scaricano file di grandi dimensioni, una connessione criptata può rallentare il flusso dei dati se non è ottimizzata. Le VPN moderne, invece, sono progettate per sfruttare tutta la capacità della rete, senza limitazioni artificiali di banda. Questo significa poter scaricare file in sicurezza, senza rinunciare alla velocità della propria connessione. Allo stesso tempo la VPN garantisce anonimato e tutela dei dati personali, impedendo a provider o terze parti di monitorare le attività online. Alcuni servizi, inoltre, offrono server specifici per il traffico P2P, in grado di mantenere una connessione stabile anche con molti peer attivi. Il throttling dell’ISP, cioè la limitazione intenzionale della velocità di connessione da parte del proprio provider Internet, è una pratica tanto diffusa quanto invisibile per molti utenti. Le compagnie, per evitare congestioni o per indirizzare gli utenti verso determinati piani tariffari, riducono deliberatamente la banda disponibile su alcuni servizi o protocolli. È in questo scenario che la VPN diventa uno strumento concreto per aggirare tali restrizioni e recuperare la piena libertà di navigazione. Quando un ISP applica il throttling lo fa riconoscendo il tipo di traffico che transita sulla rete: ad esempio, può rallentare la connessione verso piattaforme come Netflix, YouTube o Twitch, oppure penalizzare i download P2P. Questo avviene attraverso la cosiddetta “ispezione profonda dei pacchetti” (Deep Packet Inspection), una tecnologia che consente di analizzare i dati trasmessi e capire a quale servizio appartengano. In pratica, anche se l’utente paga per una connessione da 1 Gbps può ritrovarsi a navigare a una frazione di quella velocità semplicemente perché sta guardando un video o giocando online in un momento di alto traffico. Una VPN ad alte prestazioni interrompe questo meccanismo alla radice. Cifrando completamente i dati e incanalando tutto il traffico attraverso un tunnel sicuro, impedisce all’ISP di capire quale tipo di contenuto si stia utilizzando. Per il provider, il flusso di dati appare come un’unica connessione crittografata indistinguibile da qualunque altra. Di conseguenza, non può applicare limiti mirati su specifiche applicazioni, servizi o protocolli. Il risultato è una connessione più fluida e coerente con la velocità effettivamente acquistata. Per aggirare il throttling senza introdurre nuovi rallentamenti è necessario affidarsi a servizi dotati di infrastrutture moderne, server ad alta capacità e protocolli leggeri come WireGuard o Lightway, che riducono la latenza e massimizzano la banda disponibile. Una VPN lenta o congestionata, infatti, può annullare i benefici di questa soluzione, trasformando un problema di limitazione in uno di lentezza costante. Un altro vantaggio significativo riguarda la neutralità del traffico. Utilizzando una VPN tutti i dati vengono trattati allo stesso modo: il provider non può più decidere se dare priorità alla navigazione web rispetto allo streaming o al download. Questo riequilibra il rapporto tra utente e operatore, restituendo al primo il pieno controllo della propria connessione. Per chi lavora da remoto, gioca online o utilizza servizi cloud professionali, questa stabilità si traduce in produttività e continuità operativa. Trovare la VPN più veloce non significa soltanto scegliere quella con il nome più noto o con il maggior numero di server ma valutare una serie di elementi tecnici che incidono direttamente sulle prestazioni. Una VPN veloce deve essere in grado di offrire una connessione stabile, tempi di risposta ridotti e una gestione intelligente del traffico dati, indipendentemente dal dispositivo o dal tipo di utilizzo che si tratti di streaming, gaming o download. La differenza tra un servizio di qualità e uno mediocre è data dalla tecnologia di base che utilizza, dall’infrastruttura dei server e dal modo in cui gestisce la crittografia senza sacrificare la velocità. È importante non fermarsi al dato di marketing sulla velocità teorica ma analizzare come la VPN si comporta nella pratica, verificando ping, perdita di pacchetti e stabilità durante sessioni prolungate di utilizzo. Il protocollo è il cuore di una VPN: determina quanto velocemente e in che modo i dati vengono criptati e trasmessi. I protocolli più moderni, come WireGuard, Lightway e NordLynx, hanno rivoluzionato il settore perché combinano sicurezza e rapidità in modo molto più efficiente rispetto ai vecchi standard come OpenVPN o IPSec. WireGuard, open source e leggero, è la base su cui molte VPN costruiscono le proprie architetture di connessione: utilizza meno righe di codice, riduce il consumo di risorse e mantiene latenze bassissime anche in caso di server lontani. NordLynx, sviluppato da NordVPN, è una versione ottimizzata di WireGuard che aggiunge un sistema di gestione della privacy basato su doppio NAT, eliminando la necessità di memorizzare dati degli utenti. Lightway, creato da ExpressVPN, segue la stessa filosofia di efficienza: si connette più rapidamente ai server e mantiene stabile la connessione anche quando si cambia rete, ad esempio passando dal Wi-Fi al 5G. La scelta di un protocollo moderno incide in modo diretto sulla velocità percepita: ogni millisecondo risparmiato nella crittografia si traduce in una navigazione più fluida e reattiva. Uno dei motivi principali per cui una VPN può sembrare lenta è la distanza fisica tra l’utente e il server a cui si collega. Maggiore è la distanza più lungo sarà il percorso che i dati devono compiere e maggiore sarà la latenza. Tuttavia, le VPN più performanti compensano questo limite grazie a reti distribuite globalmente, con server ottimizzati per aree geografiche specifiche. Un altro fattore determinante è il carico del server, cioè il numero di utenti che lo utilizzano contemporaneamente. Quando un server è sovraccarico la banda disponibile per ciascun utente diminuisce, generando rallentamenti e buffering. Le VPN di fascia alta gestiscono dinamicamente il traffico, spostando gli utenti sui nodi meno affollati e monitorando costantemente le performance in tempo reale. In questo modo garantiscono una velocità uniforme, indipendentemente dall’orario o dal tipo di utilizzo. Nel valutare una VPN veloce è utile considerare anche la tipologia dei server e la gestione della banda. I server basati esclusivamente su RAM rappresentano uno standard di sicurezza e performance. A differenza dei server tradizionali su disco, quelli “RAM-only” non archiviano alcun dato in modo permanente: tutte le informazioni vengono eliminate automaticamente a ogni riavvio. Questo non solo aumenta la privacy, ma migliora anche la velocità, poiché la lettura e scrittura su memoria volatile è molto più rapida. A questo si aggiunge la necessità di una larghezza di banda illimitata, che consente di sfruttare appieno la propria connessione Internet senza restrizioni artificiali imposte dal provider VPN. Le migliori soluzioni offrono inoltre sistemi di ottimizzazione automatica, capaci di instradare il traffico verso il percorso più veloce disponibile. 🌍 Server: 7.000+ server in 118 paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 📍 IP dedicato: ✔ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: IKEv2/IPsec, OpenVPN, NordLynx 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Panama 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 63% Il servizio NordVPN si posiziona come una soluzione di cybersecurity completa, focalizzata sulla protezione della privacy, sull’integrità dei dati e sulle prestazioni di rete. L’attuale promozione Black Friday potenzia l’accessibilità a questa suite di funzionalità. Il cuore di NordVPN risiede nella sua architettura di rete e nei protocolli di crittografia applicati: NordVPN estende la sua protezione oltre la tradizionale funzionalità VPN attraverso strumenti integrati: Threat Protection Pro™: Un modulo di sicurezza proattivo che opera come strumento anti-malware, anti-phishing, e blocco di tracker e pubblicità intrusive. Caratteristica distintiva: funziona anche con la connessione VPN disattivata, garantendo una protezione continua sul dispositivo. Dark Web Monitor: Sistema di notifica automatica che scansiona il dark web per identificare eventuali violazioni delle credenziali dell’utente, permettendo un’azione tempestiva per la messa in sicurezza degli account compromessi. Funzionalità Kill Switch: Un meccanismo di sicurezza critico che disabilita automaticamente l’accesso a Internet qualora la connessione VPN subisca un’interruzione imprevista. Questo previene la fuoriuscita accidentale di dati non crittografati o dell’indirizzo IP reale. Nel mercato dei servizi di crittografia dei dati, NordVPN occupa stabilmente la vetta degli indici prestazionali globali. Nei test indipendenti condotti dai laboratori di West Coast labs, PCMag e TechRadar, il provider si è aggiudicato i massimi riconoscimenti per la velocità di trasmissione, registrando throughput costanti compresi tra 950 e 1.200 Mbps su linee gigabit e una perdita di banda residua inferiore al 2% sui nodi locali. Questo primato tecnologico ed economico non è casuale, ma deriva da una specifica ingegnerizzazione dei processi di rete: Il protocollo NordLynx: il fattore principale delle prestazioni di NordVPN è NordLynx, un protocollo proprietario basato sull’architettura open-source WireGuard. I tecnici del provider hanno preso la struttura ultra-leggera di WireGuard (focalizzata sulla massima velocità di calcolo della CPU) e l’hanno integrata con un sistema proprietario di doppio NAT (Network Address Translation). Questo approccio consente di beneficiare della massima velocità teorica del protocollo senza memorizzare alcun dato identificativo dell’utente sul server, superando i limiti di privacy nativi di WireGuard. Capillarità e dimensionamento della rete: l’infrastruttura di NordVPN ha superato i 9.500 server attivi. Una densità di nodi così elevata riduce drasticamente il server crowding (il sovraffollamento degli utenti su un singolo IP). Inoltre, la società gestisce server in co-locazione (hardware di proprietà esclusiva posizionato in data center strategici) dotati di schede di rete da 10 Gbps, che eliminano i colli di bottiglia infrastrutturali a livello di data carrier. Algoritmi di Load Balancing basati su IA: il software di NordVPN non si limita a connettere l’utente al server geograficamente più vicino. Un algoritmo proprietario monitora costantemente e in tempo reale la latenza, il carico computazionale e il traffico di instradamento di ciascun nodo. Quando l’utente attiva la funzione “Connessione Rapida”, il sistema seleziona istantaneamente la dorsale di rete più efficiente in quel millisecondo, ottimizzando le prestazioni per attività ad alto consumo di banda come lo streaming 4K o il gaming a bassa latenza (sub-20 ms). La tabella unifica tutte le configurazioni commerciali disponibili, piani da 2 anni, 1 anno e 1 mese/Mensile, incrociate con i tre livelli di servizio NordVPN Base, NordVPN Plus e NordVPN Ultimate. Garanzia di rimborso: presente su tutti i piani (2 anni, 1 anno, 1 mese). Consente di richiedere il recesso completo entro 30 giorni dall’acquisto iniziale tramite l’assistenza clienti attiva 24/7. Rinnovo automatico: tutti i piani si rinnovano automaticamente alla scadenza del periodo iniziale alle tariffe standard di listino in vigore al momento del rinnovo, a meno che l’utente non disattivi la ricorrenza dal proprio pannello Nord-Account. Opzioni aggiuntive (opzionali): funzionalità verticali come l’IP Dedicato o il servizio di rimozione dati personali Incogni non sono incluse di serie in nessun pacchetto, ma possono essere aggiunte come add-on a pagamento durante la fase di checkout. 🌍 Server: 3200+ in 100 paesi 📱 Massimo dispositivi: illimitati 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: OpenVPN, IKEv2, Shadowsocks, Wireguard e L2TP 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Paesi Bassi 🔥 Offerte attive: SCONTO fino all’83% + 3 mesi gratis 🔥 Surfshark VPN (brand controllato dalla medesima holding di NordSecurity) si posiziona storicamente come il principale competitor “value-for-money” nel segmento premium. Surfshark ha registrato una progressione competitiva che l’ha portata a vertici prestazionali assoluti nei test di settore indipendenti (come i benchmark condotti da TechRadar nel 2026, dove ha raggiunto velocità di picco pari a 1615 Mbps). Tale efficienza di trasmissione è determinata da una precisa strategia di aggiornamento hardware e ottimizzazione dei protocolli: Integrazione Nativa di WireGuard: Surfshark ha adottato come standard primario WireGuard, un protocollo open-source di ultima generazione composto da sole 4.000 righe di codice (a differenza delle oltre 70.000 di OpenVPN). La snellezza del codice riduce l’overhead del pacchetto dati e minimizza il consumo della CPU dell’utente, traducendosi in una latenza ridotta (con un jitter medio di appena 2,3 ms) e in handshakes di connessione quasi istantanei. Upgrade Globale a 10 Gbps: il provider ha completato la transizione strutturale della propria rete, elevando la larghezza di banda di tutti i suoi oltre 4.500 server da 1 Gbps a 10 Gbps (Gigabit al secondo). Questo incremento di capacità consente ai nodi di accogliere un volume massivo di traffico parallelo, azzerando i fenomeni di saturazione (server crowding) e garantendo throughput stabili anche durante sessioni ad alta intensità di dati (come lo streaming in 4K o il gaming online). Tecnologia SDN e algoritmo FastTrack: l’infrastruttura di routing utilizza sistemi Software-Defined Networking (SDN) potenziati da moduli proprietari per l’instradamento intelligente dei dati. Il sistema analizza in tempo reale il carico dei nodi e la vicinanza geografica, connettendo l’utente alla dorsale di rete più efficiente e azzerando i colli di bottiglia artificiali. La strategia commerciale del provider si focalizza su due leve competitive principali: la rimozione del vincolo sul numero di dispositivi associabili a un singolo account e una politica di prezzo aggressiva sul lungo termine. Di seguito si propone l’analisi analitica della struttura commerciale e dei piani tariffari Surfshark, cioè Starter, One, One+. L’architettura hardware di Surfshark è progettata per sostenere elevati volumi di traffico e mitigare il degrado prestazionale causato dalla crittografia: Architettura dei server: rete composta da oltre 4.500 server distribuiti in 100 Paesi. Tutti i nodi operano esclusivamente su memoria volatile (sola RAM), garantendo la conformità alla politica di no-log (i dati di sessione si cancellano a ogni ciclo di riavvio). Capacità di banda: aggiornamento globale dei nodi a schede di rete da 10 Gbps, fattore che permette di registrare velocità di picco nei test indipendenti (fino a 1615 Mbps sotto protocollo WireGuard). Vincolo dispositivi: illimitato a differenza della concorrenza (che impone limiti tra i 6 e i 14 dispositivi), Surfshark consente la protezione simultanea di tutti i terminali domestici o aziendali con un’unica licenza. Garanzia Commerciale: Formula soddisfatti o rimborsati entro 30 giorni dall’attivazione. È la configurazione entry-level pensata per l’ottimizzazione della privacy e l’anonimato di base. Core VPN: accesso completo alla rete globale, offuscamento del traffico e funzionalità Bypasser (split-tunneling per escludere specifiche app o siti web dalla crittografia). CleanWeb: modulo integrato per il blocco di annunci pubblicitari, malware, tracker e popup per il consenso dei cookie. Alternative ID: generatore di identità sintetiche e proxy email per la prevenzione dello spam e la protezione dei dati anagrafici sui portali terzi. Strumenti Avanzati di Rete: Funzione di rotazione automatica dell’indirizzo IP (IP Rotator) e Dynamic MultiHop (instradamento del traffico attraverso due server VPN differenti personalizzabili dall’utente). Rappresenta il pacchetto di cybersecurity integrato, che estende la protezione a livello locale e sul dark web. Surfshark Antivirus: protezione in tempo reale contro virus, ransomware e spyware, inclusi sistemi di scansione pianificata e un modulo per la tutela della webcam da accessi non autorizzati. Surfshark Alert: monitoraggio continuo del dark web e dei database pubblici con invio di notifiche immediate in caso di compromissione di indirizzi email, documenti di identità o carte di credito. Surfshark Search: motore di ricerca privato nativo, privo di inserzioni pubblicitarie e configurato per non tracciare o archiviare la cronologia delle interrogazioni. Il profilo top di gamma concepito per la bonifica e la tutela dell’identità digitale a 360 gradi. Integrazione Incogni: Include il servizio automatizzato di rimozione dei dati personali. Il sistema invia richieste legali ricorrenti a data broker e database aziendali di profilazione per cancellare le informazioni dell’utente dal mercato pubblicitario. (Servizio disponibile in UE, USA, UK, Svizzera e Canada). Identity Theft Coverage: Polizza di protezione e assistenza legale contro il furto di identità fino a 1 milione di dollari (Funzionalità limitata esclusivamente ai residenti negli Stati Uniti). Componenti Aggiuntivi (Add-on): post-acquisto, l’utente può integrare nel pannello di gestione un IP dedicato (disponibile in 20 località per evitare blocchi IP e verifiche captcha ricorrenti) o un numero di telefono alternativo virtuale per la ricezione di chiamate e messaggi senza esporre la SIM reale. 🇮🇹 Posizioni server in Italia: Milano e Palermo 🌍 Server: 20.017 in 145 Paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 🆓 Versione Free: ✔ 💻 Compatibilità: Phone, Android, Mac, Windows, Linux, Fire TV Stick, Chromebook, Android TV, Apple TV 🔐 Sicurezza: Crittografia AES-256 con supporto a WireGuard e OpenVPN 👨💻 Assistenza 24/7: e-mail e ticket (risposta entro 24 ore) 🏢 Sede legale: Svizzera 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 70% Proton VPN rappresenta un modello di posizionamento unico, focalizzato sulla sovranità dei dati e sulla privacy radicale. Sviluppato da Proton AG (la società fondata dagli scienziati del CERN con sede in Svizzera), il servizio beneficia della rigida legislazione elvetica sulla protezione dei dati, al di fuori delle giurisdizioni 5/9/14 Eyes. Nel corso del primo semestre 2026, Proton ha attuato un’espansione infrastrutturale massiva che ha ridefinito gli equilibri di mercato, superando la soglia dei 20.000 server attivi distribuiti in oltre 145 Paesi. Nel comparto delle reti private virtuali, garantire elevate velocità di trasmissione a fronte di un’architettura focalizzata sulla massima sicurezza (come il passaggio obbligato attraverso i server schermati Secure Core) rappresenta una sfida ingegneristica complessa. Per mitigare il fisiologico degrado della banda causato dalla crittografia, Proton VPN ha implementato una combinazione di ottimizzazioni hardware e soluzioni software proprietarie: Tecnologia VPN Accelerator: è il pilastro prestazionale del provider. Si tratta di un set di algoritmi proprietari che riscrive il modo in cui il software gestisce l’elaborazione dei pacchetti dati a livello di CPU. Sfruttando l’elaborazione multi-core e riducendo l’inefficienza dei canali di instradamento del protocollo TCP, questa tecnologia riduce la latenza latente e ottimizza il throughput. Nei test su connessioni a lungo raggio (ad esempio, collegamenti transoceanici tra Europa e Stati Uniti), l’acceleratore riduce i colli di bottiglia del routing incrementando le velocità di trasferimento dichiarate fino al 400%. Infrastruttura di rete interamente a 10 Gbps: la massiccia flotta hardware di Proton, che nel 2026 ha superato i 20.000 server, è interamente supportata da schede di rete con capacità di banda a 10 Gbps (Gigabit al secondo). Questo dimensionamento infrastrutturale permette ai nodi della rete di gestire enormi picchi di traffico parallelo senza andare in saturazione (server crowding), garantendo una velocità di download stabile e linearità nelle sessioni ad alto consumo di banda, come lo streaming di flussi video in 4K e lo scambio di dati P2P. Integrazione avanzata di WireGuard: come i principali competitor di fascia premium, Proton ha integrato l’architettura open-source WireGuard come protocollo predefinito su tutte le sue applicazioni. La snellezza del codice di WireGuard, unita alle ottimizzazioni infrastrutturali elvetiche, permette di registrare tempi di handshake (connessione iniziale al server) inferiori al secondo e di mantenere una stabilità di throughput ideale anche su reti mobili o instabili. Di seguito si propone l’analisi analitica della struttura commerciale, suddivisa per cicli di fatturazione e livelli di servizio Proton VPN Free, Proton VPN Plus, Proton VPN Unlimited. I prezzi indicati rappresentano il costo mensile equivalente (IVA esclusa). Proton non applica la formula dei mesi extra gratuiti, ma punta su un forte sconto sul canone mensile proporzionale alla durata del contratto. L’architettura di rete di Proton si differenzia per alcune soluzioni ingegneristiche orientate alla resilienza e alla trasparenza: Codice Open-Source al 100%: tutte le applicazioni client di Proton (Windows, macOS, iOS, Android, Linux) sono completamente open-source e sottoposte regolarmente ad audit di sicurezza pubblici indipendenti. Tecnologia Secure Core: È un sistema proprietario di Double VPN. Il traffico dell’utente viene instradato attraverso server di proprietà esclusiva posizionati in data center blindati sotterranei (in Svizzera, Islanda e Svezia) prima di raggiungere il server di uscita, proteggendo la connessione anche da attacchi di correlazione a livello statale. VPN Accelerator: un set di algoritmi di rete avanzati che ottimizzano l’elaborazione dei pacchetti e riducono l’inefficienza dei canali di instradamento del TCP. Nei collegamenti a lunghissimo raggio, questa tecnologia incrementa la velocità di trasferimento fino al 400%. Politica No-Log Svizzera: zero tracciamento dei dati di navigazione o dei metadati, con protezione legale diretta contro le richieste di intercettazione non convalidate da un tribunale federale svizzero. Rappresenta l’unica opzione di mercato di livello premium a offrire traffico dati illimitato a costo zero. Limitazioni operative: Supporto per un massimo di 1 dispositivo connesso alla volta. Rete: Accesso limitato a server distribuiti in 10 Paesi (assegnati in modo casuale dall’algoritmo per evitare sovraccarichi). Performance: Velocità definita “media” a causa del tasso di congestione dei nodi gratuiti nei picchi di traffico. Non include l’accesso allo streaming o al P2P. Configurazione incentrata sulle massime prestazioni di rete e sullo sblocco multimediale. Connessioni simultanee: Supporto fino a 10 dispositivi attivi in parallelo. Rete Premium: accesso completo alla flotta di oltre 20.000 server (fino a 10 Gbps) dislocati in 145 Paesi, con supporto nativo per il download P2P/BitTorrent. NetShield: modulo firewall avanzato basato su DNS che blocca malware, inserzioni pubblicitarie e tracker di profilazione a livello di rete. Streaming avanzato: Algoritmi dedicati per l’elusione dei blocchi geografici sulle principali piattaforme di streaming (Netflix, Prime Video, Disney+). Rappresenta la massima espressione dell’ecosistema Proton, configurandosi come una suite di produttività aziendale e personale crittografata end-to-end. Include tutte le funzionalità del piano VPN Plus, estendendo la licenza agli altri prodotti premium del brand: Proton Mail: account email crittografato premium con supporto per 3 domini personalizzati, 15 alias email e invio illimitato di messaggi. Proton Drive: spazio di archiviazione in cloud cifrato da 500 GB, con funzioni di sincronizzazione e condivisione file sicura. Proton Pass: gestore di password avanzato con supporto 2FA integrato, caveau multipli illimitati, monitoraggio del dark web per i data leak e alias email “Hide-my-email” illimitati. Proton Calendar: fino a 25 calendari personali o aziendali completamente crittografati. Proton adotta una politica di rimborso proporzionale (prorated 30-day money-back guarantee): se l’utente recede entro i primi 30 giorni, riceve il rimborso calcolato sull’effettivo residuo dei giorni non utilizzati del pacchetto. Per i team aziendali è inoltre disponibile la linea Proton VPN for Business, che integra una console centralizzata per la gestione delle identità degli impiegati e la scalabilità dei dispositivi protetti. 🌍 Server: 3000 server in 105 paesi 📱 Massimo dispositivi: 8 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS, Linux 🔐 Sicurezza: IKEv2, OpenVPN 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Isole Vergini Britanniche 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 49% + 3 mesi GRATIS ExpressVPN si basa sul protocollo Lightway che utilizza una struttura di codice minimalista, basata su tecnologie open source, che permette tempi di connessione quasi istantanei e un passaggio fluido tra diverse reti, come Wi-Fi e 5G, senza disconnessioni. ExpressVPN ha sviluppato internamente un proprio protocollo denominato Lightway, progettato specificamente per massimizzare il throughput dei dati. Efficienza del codice: Lightway è composto da circa 3.000 righe di codice, una struttura estremamente snella rispetto alle decine di migliaia di righe di OpenVPN. Meno righe di codice significano un minor consumo di risorse della CPU dell’utente, riducendo drasticamente la latenza di calcolo. Connessione istantanea: il protocollo elimina i tempi di handshake prolungati; la connessione al server avviene spesso in meno di un secondo. Gestione dei cambi di rete: Lightway non interrompe la sessione quando il dispositivo passa, ad esempio, dalla rete Wi-Fi a quella cellulare 4G/5G, evitando i classici tempi morti di riconnessione delle VPN tradizionali. I componenti critici del software di ExpressVPN, in particolare all’interno del protocollo Lightway, sono scritti in Rust. Dal punto di vista ingegneristico, Rust è un linguaggio di programmazione focalizzato sulla sicurezza e sulle prestazioni concorrenti. Garantisce una gestione della memoria estremamente efficiente a basso livello, il che si traduce in una velocità di elaborazione dei pacchetti dati nettamente superiore rispetto ai software scritti in linguaggi più datati o meno ottimizzati. Le prestazioni di velocità dipendono direttamente dalla capacità dei nodi di rete di gestire picchi di traffico simultanei senza andare in saturazione. Server operanti solo su RAM: la tecnologia TrustedServer prevede che l’intero sistema operativo e i moduli software vengano eseguiti esclusivamente sulla memoria volatile (RAM) dei server, rinunciando ai dischi rigidi tradizionali. La RAM offre velocità di lettura/scrittura infinitamente superiori rispetto ai supporti di memoria magnetica o a stato solido (SSD). Infrastruttura di banda: il provider ha progressivamente aggiornato la propria rete globale (dislocata in 105 Paesi) introducendo server con schede di rete da 10 Gbps (Gigabit al secondo), in grado di smaltire enormi volumi di traffico parallelo senza generare colli di bottiglia (throttling infrastrutturale). L’algoritmo di instradamento di ExpressVPN seleziona automaticamente il percorso di rete più efficiente tra la posizione dell’utente e il server di destinazione. Inoltre, la capacità di mascherare automaticamente il traffico VPN (facendolo apparire come normale traffico HTTPS) impedisce ai fornitori di servizi Internet (ISP) di applicare il cosiddetti shaping o limitazioni mirate della banda, una pratica comune quando gli ISP rilevano un uso intensivo di dati (come lo streaming in 4K o il P2P) attraverso protocolli VPN standard. ExpressVPN riesce a mantenere elevati standard di velocità poiché ha verticalizzato lo sviluppo della propria tecnologia, unendo l’efficienza software del protocollo Lightway (in codice Rust) a un’infrastruttura hardware basata interamente su memoria RAM ad alta velocità. Nel mercato globale della protezione dei dati, la strategia di posizionamento di ExpressVPN evidenzia un’evoluzione speculare a quella dei principali competitor: il passaggio da un singolo software di crittografia a una suite di sicurezza digitale diversificata. L’ecosistema attuale integra servizi di inoltro email privato (ExpressMailGuard), gestione password (ExpressKeys), connettività internazionale (eSIM di holiday.com) e un modulo di intelligenza artificiale orientato alla privacy (ExpressAI). Indipendentemente dal livello di prezzo o dalla durata contrattuale sottoscritta, l’architettura di rete ExpressVPN garantisce specifici standard minimi prestazionali: Infrastruttura di Rete: copertura geografica distribuita su 105 Paesi, supportata dalla tecnologia TrustedServer (i server operano esclusivamente su memoria RAM, determinando la cancellazione automatica dei dati a ogni riavvio). Protocollo e Cifratura: Utilizzo del protocollo proprietario Lightway combinato con protezione crittografica post-quantistica e crittografia AES a 256 bit. Sicurezza Integrata: Inclusione del blocco DNS/IP leak, funzionalità di Kill Switch e modulo di offuscamento automatico del traffico per l’elusione di restrizioni di rete locali. Garanzia e Recesso: Clausola money-back di 30 giorni valida per tutti i nuovi utenti. La scelta di una VPN veloce non può essere uguale per tutti: dipende fortemente dalle proprie abitudini digitali, dal tipo di attività che si svolge online e dalle priorità tra sicurezza, stabilità e prestazioni. La velocità non è più soltanto un parametro tecnico ma un requisito fondamentale per garantire continuità nelle comunicazioni, qualità nello streaming e produttività nel lavoro da remoto. Una VPN realmente performante deve sapersi adattare al contesto d’uso, mantenendo la stessa efficienza sia quando si collega un singolo dispositivo, sia quando si opera in un ambiente multi-connesso, tra computer aziendali, smartphone e reti pubbliche. L’elemento chiave non è solo la potenza dei server o la modernità del protocollo, ma la capacità del servizio di offrire coerenza e affidabilità nel tempo, evitando fluttuazioni improvvise della banda o interruzioni della connessione. Per chi lavora da remoto la qualità di una VPN si misura nella sua capacità di mantenere una connessione stabile e continua durante le videochiamate, i trasferimenti di file e l’accesso ai sistemi aziendali. Una VPN adatta allo smart working deve ridurre al minimo la latenza perché anche pochi secondi di ritardo possono compromettere la fluidità di una riunione su piattaforme come Zoom, Microsoft Teams o Google Meet. I protocolli più moderni, come NordLynx o Lightway, permettono di stabilire connessioni quasi istantanee e di passare da una rete Wi-Fi a una connessione mobile senza disconnessioni. Questo è particolarmente utile per chi lavora in movimento o viaggia spesso tra Paesi diversi. Inoltre, una VPN veloce consente di accedere ai server aziendali o ai documenti condivisi in cloud senza rallentamenti, migliorando anche la sicurezza dei dati sensibili grazie alla crittografia end-to-end. Nel lavoro da remoto, dove la connessione è la principale risorsa, una VPN efficiente non è solo una protezione in più, ma un vero alleato quotidiano. Chi utilizza la VPN per accedere a contenuti internazionali – dalle piattaforme di streaming ai marketplace, dai servizi digitali alle notizie – ha bisogno di un servizio che offra un ampio numero di server distribuiti nel mondo e che riesca a garantire velocità elevate anche sulle lunghe distanze. Una VPN veloce in questo caso significa poter guardare un film in 4K su una piattaforma straniera senza interruzioni, o utilizzare servizi che normalmente sarebbero bloccati nel proprio Paese. La differenza la fanno l’infrastruttura di rete e la gestione intelligente del traffico: le VPN più avanzate instradano i dati attraverso server ottimizzati per lo streaming o per il gaming, evitando i colli di bottiglia dovuti al sovraccarico. Una VPN ad alta velocità è ciò che consente di sfruttare Internet in tutta la sua estensione garantendo libertà di scelta e continuità d’uso. Che si tratti di guardare contenuti globali, partecipare a eventi in diretta o accedere a piattaforme professionali riservate a determinate aree geografiche, la qualità della VPN determina la qualità stessa dell’esperienza online.
cybersecurity360.itOct 17, 2025extracted
Your anti-OSINT guide: hunting down and deleting everything about you on the internet that you can possibly reach | Kaspersky official blog
It’s frankly concerning just how much online services — and people we’ve never met — know about us. In fact, most of this data lands online because of us: the average internet user has dozens of accounts — if not hundreds. That’s why doing a vanity search on yourself is so useful and eye-opening. Think about it: your digital footprint has been building up for years. Social media, message boards, old marketplace listings — everything you’ve ever typed is just sitting there, waiting to go off like a ticking time bomb. Carelessly posted photos, videos, or even old comments have been known to go viral years later, causing serious retroactive problems for the poster. You might be thinking, “Who’d even care about me?” Well, trust us, plenty of folks would. This ranges from angry exes, advertisers, and scammers, all the way to potential employers and government agencies. HR departments routinely deep-dive into candidates’ histories before hiring. Furthermore, data found by using shadowy services that search for information leaked in data breaches is frequently used for doxing and harassment. So, if you don’t manage it, your digital footprint can unexpectedly come back to bite you. Sure, it’s impossible to erase it completely, but you can certainly try to minimize the amount of information available to everyone. Today, we talk about how to scrub your digital footprint without sliding into full-blown paranoia. (Actually, we’ve got a few extra tips tucked away for the truly paranoid among you too!) Start by googling yourself regularly First things first: enter your first name and surname, email address, and main usernames into a search engine and see what pops up. Beyond doing manual searches, there are several useful tools that can help you find your account details across dozens, if not hundreds, of services and sites — most of which you’ve probably forgotten about. Some examples: Namechk is a service designed to check the availability of usernames across more than 90 social networks. Web Cleaner lets you search for yourself across dozens of search engines without having to manually enter the query into each one. What doesn’t show up in Google might easily be discovered on Bing, Yahoo, and others. Why egosurf? By searching for yourself, you’ll first see exactly where you once registered (and perhaps forgot about), and second, you’ll be able to check for any fake or impersonating accounts using your name. If you do find an imposter account, contact the website’s support team and demand they remove the fake profiles. Be prepared to verify your identity to the support agent, but remain vigilant: there’s a risk of phishing scams that exploit the KYC (Know Your Customer) verification process. Get rid of old accounts and posts Once you’ve dealt with the fake accounts and compiled a list of your genuine ones, it’s time to delete the superfluous and outdated ones. The fewer dead accounts online holding your personal data, the better. Don’t rely entirely on the initial search or your own memory. Dig deep into your email archives to see which sites and services message you as their user. You can also review the list of saved passwords in your browsers or password managers. I once discovered an account I made — on a gun forum, of all things — which I’d used only once to message another member. While those specific details might not have made me easier to hack, an attacker could easily have extracted the password from that old, likely vulnerable message board platform. If I had reused that password elsewhere, I’d be in trouble. This is exactly why you should set up a unique password for every new account and store it securely in a reliable app. To quickly tackle old accounts, check out the open-source service Just Delete Me. It even has browser extensions for Chrome and Firefox. This tool shows how easy or difficult it is to delete your information on specific websites, helping you decide if the effort is worth the reward. Dealing with shadow profiles Unfortunately, the accounts you’ve registered are only half the battle. Sometimes social media sites generate shadow profiles containing data on you that may persist even after you delete your account. These profiles can include information you never directly shared with the service. For example, you might have granted the Facebook app access to your phone contacts without ever importing them into your account. All the data from your address book could end up in that shadow profile. Even more unsettling, sometimes these accounts get created for users who’ve never even registered with the service, by gathering data from other platforms and open sources. While it’s nearly impossible to completely prevent shadow profiles from being created, you can definitely minimize the damage. Go through your old apps, and revoke their access to your sensitive data — things like your camera, photos, contacts, location, and so on. Going forward, meticulously monitor which permissions you grant to each new app. If you discover that your Google, Apple or social media accounts are still linked to a third-party service you haven’t used in ages, go ahead and unlink them. These old connections always increase your risk of a data breach or leak. Invoke your right to be forgotten If your searches turn up links to compromising or false information about you, you can utilize your right to be forgotten. This right was established in Europe in 2014 with the introduction of the GDPR, and similar concepts exist in other countries. Submit a request using the dedicated forms provided by search engines. Google, Bing, and others have these available online. Some search engines lack a transparent mechanism for removing personal data, so for those, you can try reaching out through their customer support chat. While this cleanup of search results won’t actually remove the data from the original website, it will make the information significantly harder for the average person to find. If you need the actual data deleted, you must contact the owners of the websites where the information is posted. The service who.is can help here: it will show you whose name the domain is registered to. From there, it’s old-school OSINT: search for the site creator on social media, reach out privately, and try to negotiate a removal. If a friendly approach fails, you may need to use your country’s legal system as leverage. Set up data breach notifications Data leaks happen online virtually every day, exposing massive amounts of personal data: IP addresses, names, phone numbers, email addresses, payment info, and much more. Websites like Have I Been Pwned allow you to enter your email and get alerts if it shows up in a new leaked database. However, for a comprehensive approach and greater convenience, it’s best to monitor leaks through Kaspersky Premium — we search for breaches using both email addresses and phone numbers. You can add all your email addresses and phone numbers (for yourself and your family) and be confident that we’ll warn you about a breach almost immediately, thanks to the Kaspersky Security Network (KSN) — our global threat intelligence infrastructure. Unfortunately, preventing leaks single-handedly is an impossible task for the average user. So, the best defense is to limit how much personal data you share when registering new accounts. Check internet archive services Perhaps the most popular of these services is archive.org. Information you’ve deleted from other places might still be stored here, as the service takes snapshots of web pages and keeps them even after the original site is taken down. Send an email to [email protected]. Include the specific URL you want removed and specify the time period you wish to exclude from the archive. To ensure the data is deleted, explain your situation in detail. Clearly state that your personal data was posted without your consent. Clean up your inbox An email inbox overflowing with old messages that contain private information is also part of your digital footprint. Go through your mail using keywords like “password”, “SSN”, or “account”, and delete any emails containing this sensitive data. Unsubscribe from old mailing lists. This lowers the chance that your email address will leak from a marketer’s database. To safeguard the emails you need and to spot phishing attempts in time, use Kaspersky Premium. Erase local traces Don’t forget to regularly — at least once a month — clear your browser history, cookies, and cache on all your devices. Alternatively, set up your browser to clear this data automatically when you close it. This lessens the chance of an outsider collecting information from your device if they gain access to it. On smartphones, you should disable or periodically reset your advertising identifier. Both Android and iOS privacy settings have options for this, which we discussed in detail in our post How smartphones build a dossier on you. Review your privacy settings If we were to break down all the privacy settings for every popular service, we’d need an entirely separate blog for that. Wait a second… we have one! The easiest way to check and adjust your privacy and security settings is through our free service, Privacy Checker. It will guide you on how to configure popular social platforms, services, and even operating systems to your desired level of privacy — ranging from the “Who cares about me?” mindset to the “Everyone is watching me” level. Erase your nudes If you find your intimate photos circulating online, or if an extortionist is threatening to share them with your contacts, don’t panic. Immediately reach out to StopNCII.org. And next time, only send intimate content to people you absolutely trust. Use secure messaging apps that offer an auto-delete feature for messages. When taking intimate photos, do so in a way that makes it impossible to identify you. The “paranoid mode” bonus for the truly anxious If you want to leave no trace on the internet whatsoever, be ready to go fully offline, or at least severely restrict your digital life. This means no social media under your real name, and an absolute minimum of online services — only the essentials. For details on how to safely restrict your gadget usage, check out our post Digital detox: How to take a safe break from screens. Use messaging apps that feature end-to-end encryption and self-destructing messages. For search, use DuckDuckGo or Tor: that way your queries aren’t tied back to you. Ditch Gmail for encrypted email services that don’t require a phone number, like Temp Mail or Proton Mail. For smartphones, use a completely open OS that isn’t tied to Google/Apple (like GrapheneOS). To leave minimal digital tracks, rely on virtual machines running Whonix or Tails OS. If you know how to work with scripts, you can use them to fully purge your comments from social networks. Open-source scripts exist for platforms like Discord, Reddit, and Telegram. If you aren’t satisfied with half-measures, you can declare war on data brokers. These firms collect all available data about you to create a digital dossier, which they then sell. We detail who these brokers are and how to fight them in our post Why data brokers build dossiers on you, and how to stop them doing so. Finally, create multiple online personas: this is a radical but effective way to confuse data collectors. Use different names, birth dates and emails for different spheres of your life. Invent a separate alter ego for professional activity (with a clean résumé and neutral posts), and another for personal communication. The less the internet can tie your various activities together, the better for your privacy. Ready for a safer digital life? We have a few more useful tips for you:
kaspersky.comOct 13, 2025extracted
Proton lascia la Svizzera per l’Europa! 100 milioni di euro per l’intelligenza artificiale Lumo
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione. Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica. C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale. Perché la miglior difesa, in fondo, è una bella storia. 👉 Scopri tutto su https://betti.redhotcyber.com/
redhotcyber.comAug 18, 2025extracted
Le migliori VPN per Mac, guida completa
L’evoluzione delle minacce informatiche evidenzia come la sicurezza dell’hardware e del sistema operativo non sia più sufficiente a garantire l’incolumità dei dati in transito. L’adozione di una Virtual Private Network (VPN) su piattaforme macOS e iOS rappresenta un requisito infrastrutturale critico per la protezione degli asset digitali, sia aziendali sia personali. Indice degli argomenti L’architettura dei sistemi operativi Apple riduce la vulnerabilità a malware locali, ma non offre protezione contro i vettori di attacco basati sulla rete. La cifratura del traffico diventa quindi l’unica contromisura efficace in diverse macro-aree di rischio: mitigazione degli attacchi Man-in-the-Middle (MitM): le vulnerabilità intrinseche dei protocolli Wi-Fi pubblici (es. aeroporti, hotel) espongono i dispositivi Apple a intercettazioni di pacchetti dati, sniffing di credenziali e session hijacking. Una VPN neutralizza la visibilità del traffico tramite tunnel crittografici avanzati. Tracciamento dei dati e profilazione commerciale: gli Internet Service Provider (ISP) e i gestori di rete monitorano e monetizzano i log di navigazione degli utenti. Sebbene Apple integri strumenti come Inoltro Privato iCloud (iCloud Private Relay), quest’ultimo opera esclusivamente su protocollo HTTP/HTTPS all’interno del browser Safari, lasciando scoperto il traffico generato da app di terze parti, client e-mail e terminali di rete. Integrità del lavoro da remoto (Business Continuity): con l’incremento dello smart working, l’accesso a server aziendali da dispositivi macOS richiede protocolli di autenticazione e cifratura che impediscano data breach originati da reti domestiche non configurate secondo standard Enterprise. Superamento delle restrizioni geografiche e della censura Accesso a contenuti geo-bloccati: scegliendo un server VPN in un altro Paese, possiamo far credere ai siti web e ai servizi online che ci troviamo in quella nazione. Questo ci permette di accedere a contenuti che altrimenti sarebbero bloccati nella nostra area geografica, come cataloghi di streaming (Netflix USA, BBC iPlayer), siti web o social media censurati. Evitare la censura: per chi si trova in paesi con severe restrizioni di internet, una VPN è uno strumento essenziale per aggirare la censura e accedere a informazioni e servizi online liberamente. Prevenzione del throttling dell’ISP Velocità di connessione stabile: a volte, il nostro ISP può rallentare la connessione (throttling) per attività come lo streaming video o il download di file di grandi dimensioni. Poiché la VPN crittografa il nostro traffico, il tuo ISP non può vedere cosa stiamo facendo e quindi non può limitare la nostra banda. Chi è alla ricerca di VPN per Mac, deve considerare diversi fattori come sicurezza, velocità, facilità d’uso e funzionalità aggiuntive. 🌍 Server: 7.000+ server in 118 paesi 📱 Massimo dispositivi: 10 📍 IP dedicato: ✔ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: IKEv2/IPsec, OpenVPN, NordLynx 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Panama 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 63% NordVPN adotta una strategia di prezzo basata sul lock-in temporale e sullo scorporo delle funzionalità (unbundling/bundling). L’infrastruttura di rete globale di NordVPN si attesta sulle seguenti metriche: Numero complessivo di server: oltre 9.500 nodi attivi a livello globale. Copertura geografica: 224 località distribuite all’interno di 105 Paesi. Questa architettura RAM-only è strutturata per distribuire il carico di traffico in modo bilanciato, riducendo la latenza complessiva e garantendo la ridondanza dei server anche in caso di picchi di connessioni simultanee su scala internazionale. La struttura tariffaria di NordVPN si diluisce su 27 mesi complessivi: NordVPN piano Base solo VPN: offerto a 2,99 €/mese (80,73 € per i primi 27 mesi). Il costo di rinnovo automatico si attesta a 139,08 €/anno. NordVPN piano Plus, sicurezza endpoint e password: offerto a 3,49 €/mese (94,23 € per i primi 27 mesi). Integra il modulo Threat Protection Pro™ e il gestore credenziali NordPass. Il rinnovo si attesta a 179,88 €/anno. NordVPN piano Ultimate, resilienza e assicurazione: posizionato a 6,19 €/mese (167,13 € per i primi 27 mesi) con rinnovo a 256,68 €/anno. Include storage cloud cifrato (NordLocker) e una polizza di Assicurazione Cyber. A differenza dell’offerta biennale, i piani a 12 mesi non includono i 3 mesi extra in omaggio. Costo di lancio: 4,89 € / mese. Spesa del primo anno: 58,68 € (risparmio del 57% rispetto al listino). Costo di rinnovo: al termine dei primi 12 mesi, l’abbonamento si rinnova automaticamente a 139,08 € / anno. Costo di lancio: 5,39 € / mese. Spesa del primo anno: 64,68 € (risparmio del 64%). Costo di rinnovo: Al termine del primo ciclo, il prezzo si attesta a 179,88 € / anno. Costo di lancio: 8,29 € / mese. Spesa del primo anno: 99,48 € (risparmio del 61%). Costo di rinnovo: il canone si allinea al prezzo di listino di 256,68 € / anno. I piani con fatturazione mensile sono configurati per gli utenti che richiedono l’infrastruttura di sicurezza per brevi periodi, senza vincoli temporali prolungati. Questa opzione prevede l’applicazione del prezzo di listino standard senza gli sconti legati ai volumi di lungo periodo: Base: 12,69 € / mese. Plus: 14,89 € / mese. Ultimate: 21,19 € / mese. La caratteristica distintiva dell’offerta di NordVPN è l’integrazione di un sistema di protezione dalle minacce che opera in modo asincrono rispetto al tunnel VPN. Funzionamento: opera a livello di sistema, intercettando il traffico HTTP/HTTPS, eseguendo la scansione dei file in download alla ricerca di malware e bloccando i tracker e gli annunci pubblicitari prima che vengano renderizzati dal browser. Vantaggio architetturale: la protezione rimane attiva anche se la connessione VPN viene disattivata dall’utente, riducendo la superficie di attacco locale senza impattare sul routing di rete. I piani NordVPN Plus e Ultimate introducono strumenti di monitoraggio proattivo delle identità digitali. Il sistema esegue scansioni automatizzate nei database noti di credenziali sottratte (leak) e all’interno di market del dark web, notificando l’utente in caso di compromissione di indirizzi email (fino a 5 nel piano base del monitoraggio, fino a 8 nel Pro), numeri di telefono o documenti d’identità. Inclusa esclusivamente nel piano NordVPN Ultimate, questa copertura (fino a un massimale di 5.000 €) rappresenta un elemento d’interesse per la gestione del rischio finanziario legato alle frodi informatiche. Copertura: rimborsa le perdite dirette derivanti da truffe online e copre i costi legali e amministrativi per il recupero dell’identità in caso di furto della stessa. 🌍 Server: 3000 server in 105 paesi 📱 Massimo dispositivi: 8 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS, Linux 🔐 Sicurezza: IKEv2, OpenVPN 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Isole Vergini Britanniche 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 49% + 3 mesi GRATIS Surfshark rappresenta una delle soluzioni più strutturate per la protezione multidispositivo, coniugando un’offerta competitiva a funzionalità avanzate di sicurezza. La rete globale è stata potenziata e comprende oggi oltre 4.500 server distribuiti in 100 Paesi, interamente aggiornati a porte da 10 Gbps e basati su infrastruttura RAM-only, che garantisce l’azzeramento automatico dei dati a ogni sessione. I protocolli supportati nativamente includono WireGuard, OpenVPN e IKEv2, con cifratura standard AES-256 e ChaCha20. L’applicazione offre piena compatibilità cross-platform su macOS, Windows, Linux, Android, iOS e tramite estensioni per i principali browser (Chrome, Firefox, Edge). Le funzionalità di sicurezza avanzate comprendono: Kill Switch: blocco immediato del traffico internet in caso di disconnessione dal tunnel. Dynamic MultiHop: instradamento personalizzabile del traffico attraverso due server VPN distinti per una doppia cifratura. Camuffamento (Obfuscation): tecnologia per rendere il traffico VPN indistinguibile dal normale traffico HTTPS (disponibile esclusivamente con protocollo OpenVPN). Bypasser: funzionalità di split-tunneling per escludere specifiche app o siti web dalla rete protetta. Rotazione automatica dell’IP: variazione periodica dell’indirizzo IP assegnato senza disconnettere l’utente. Alternative ID: generatore di identità e indirizzi e-mail proxy per mitigare l’esposizione a spam e violazioni di dati. Sotto il profilo delle performance, la rete fa registrare picchi di velocità elevati, ideali per la gestione di flussi dati intensi e l’accesso ai servizi di streaming internazionali. La tutela della privacy è supportata da una rigida politica no-log verificata in modo indipendente. L’offerta della VPN Surfshark si articola su tre livelli di abbonamento: Starter, One, One+, modulati in base all’integrazione di servizi accessori per la protezione dell’identità e la rimozione dei dati personali (Incogni). Questa opzione rappresenta la configurazione commerciale più efficiente sotto il profilo del costo mensile equivalente, includendo 3 mesi bonus omaggio per un totale di 27 mesi di servizio nel primo ciclo di fatturazione. Surfshark Starter: 1,99 € / mese. L’esborso iniziale per i primi 27 mesi è di 53,73 €. Surfshark One: 2,29 € / mese. L’esborso iniziale per i primi 27 mesi è di 61,83 €. Surfshark One+: 4,19 € / mese. L’esborso iniziale per i primi 27 mesi è di 113,13 €. L’opzione annuale consente di ridurre l’orizzonte temporale del vincolo contrattuale. In questa specifica promozione, il provider mantiene l’estensione dei 3 mesi extra, portando il primo ciclo di fatturazione a complessivi 15 mesi di copertura. Surfshark Starter: 3,19 € / mese. L’esborso iniziale per i primi 15 mesi è di 47,85 €. Surfshark One: 3,39 € / mese. L’esborso iniziale per i primi 15 mesi è di 50,85 €. Surfshark One+: 6,99 € / mese. L’esborso iniziale per i primi 15 mesi è di 104,85 €. La formula con rinnovo mensile automatico risponde alla necessità di utilizzi temporanei o progetti a breve termine. Elimina i vincoli pluriennali e permette il recesso libero ogni 30 giorni, applicando la tariffa di listino standard senza sconti di lancio: Surfshark Starter: 15,45 € / mese. Surfshark One: 17,95 € / mese. Surfshark One+: 20,85 € / mese. 🇮🇹 Server in Italia: Milano e Palermo ⚙️ Numero di server: 20.017 🗺️ Paesi: 145 💻 Indirizzi IP: N/D 📱 Device massimi supportati: fino a 10 dispositivi 🔐 Sicurezza: OpenVPN, WireGuard, Stealth 👨💻 Assistenza 24/7: e-mail e ticket (risposta entro 24 ore) 🏢 Sede legale: Svizzera 🔥Offerte attive: SCONTO fino al 70% Proton VPN (sviluppata da Proton AG) si posiziona come il punto di riferimento per la compliance e la tutela della privacy. L’infrastruttura di rete globale è stata potenziata fino a raggiungere oltre 20.000 server distribuiti in più di 140 Paesi, operando con larghezza di banda illimitata e supporto nativo per i protocolli OpenVPN, WireGuard e IKEv2 (con cifratura AES-256 e ChaCha20). A differenza di altri operatori di mercato, l’architettura di Proton si distingue per due pilastri ingegneristici e legali: Trasparenza 100% Open Source: il codice sorgente di tutte le applicazioni (macOS, iOS, Windows, Linux, Android) è pubblico e sottoposto a costanti audit di sicurezza indipendenti da parte di terze parti. Giurisdizione Elvetica: la sede legale in Svizzera esclude il provider dalle alleanze di intelligence internazionali (come i trattati Five/Fourteen Eyes) e assicura la tutela dei dati sotto la rigida legislazione federale sulla protezione della privacy (LPD). Le funzionalità tecniche avanzate incluse nell’abbonamento comprendono: VPN Accelerator: tecnologia proprietaria progettata per ottimizzare l’instradamento dei pacchetti dati, in grado di incrementare la velocità di connessione fino al 400% sulle lunghe distanze. NetShield Ad-blocker: strumento integrato a livello di rete per il blocco di malware, tracker pubblicitari e popup di tracciamento. Double Hop (Secure Core): architettura che fa transitare il traffico attraverso server blindati situati in Islanda, Svizzera o Svezia prima di instradarlo verso la destinazione finale, mitigando i rischi di attacchi alla rete. Split Tunneling & DNS Personalizzato: gestione selettiva del traffico delle app e configurazione avanzata dei server dei nomi. Supporto P2P/BitTorrent: server ottimizzati per lo scambio dati ad alta velocità. L’offerta di Proton VPN è unificata sotto il piano Plus, che sblocca l’accesso a tutte le funzionalità premium e permette la protezione di un massimo di 10 dispositivi contemporaneamente. La struttura dei prezzi varia in base alla durata del vincolo temporale prescelto. È la configurazione con il minor costo mensile equivalente, studiata per la fidelizzazione a lungo termine. Costo mensile equivalente: 2,99 € / mese. Esborso primo ciclo (24 mesi): 71,76 € anticipati. Costo di rinnovo a regime: al termine dei primi 24 mesi, il servizio si rinnova automaticamente su base annuale a 83,88 € ogni 12 mesi (pari a 6,99 €/mese). Rappresenta il compromesso per chi preferisce un bilancio d’esercizio annuale. Costo mensile equivalente: 3,49 € / mese. Esborso primo ciclo (12 mesi): 41,88 € anticipati. Costo di rinnovo a regime: Al termine del primo anno, l’abbonamento si allinea alla tariffa standard di 83,88 € ogni 12 mesi (pari a 6,99 €/mese). Soluzione flessibile adatta a esigenze temporanee o di mobilità limitata. Costo mensile: 4,99 € / mese (rispetto alla tariffa di listino standard di 9,99 €). Fatturazione: Addebito ricorrente ogni 30 giorni, con facoltà di recesso libero senza penali. Tutti i piani includono la garanzia integrale di rimborso “soddisfatti o rimborsati” entro 30 giorni dall’acquisto. 🌍 Server: 1.800+ in 80 paesi 📱 Massimo dispositivi: 5 📍 IP dedicato: ❌ 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso entro 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS 🔐 Sicurezza: OpenVPN e IKEv2 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Stati Uniti 🔥 Offerte attive: SCONTO fino a 80€ su Piani Annuali L’offerta di TotalVPN si posiziona come una soluzione bundle a basso costo d’ingresso, strutturata non solo per fornire una rete virtuale privata, ma per coprire tre aree distinte della sicurezza endpoint attraverso un’unica transazione. La struttura tariffaria adotta la formula dello sconto introduttivo aggressivo abbinato a un vincolo annuale: Il costo iniziale di TotalVPN (primo anno): viene applicato uno sconto dell’80% sulla tariffa normale. L’utente corrisponde un esborso unico di 19 € totali, che equivale a una spesa ammortizzata di 1,59 € / mese per i primi 12 mesi. Il costo a regime di TotalVPN (dal secondo anno): al termine dei primi 12 mesi, il contratto prevede il rinnovo automatico obbligatorio (salvo disdetta da parte dell’utente tramite portale web) alla tariffa standard di 99 € / anno (pari a 8,25 € / mese). Il punto di forza commerciale di questa promozione risiede nell’inclusione gratuita di due licenze accessorie che completano la protezione del dispositivo: Total VPN (Premium): fornisce la cifratura del traffico dati e il mascheramento dell’indirizzo IP. L’offerta pone l’accento sulla velocità delle connessioni, sebbene storicamente il servizio si appoggi a network parzialmente condivisi. TotalAV™ Antivirus (incluso gratis): licenza software dedicata alla protezione dell’endpoint da malware, virus, ransomware e minacce locali. L’integrazione di un antivirus sposta il prodotto da “utility di rete” a suite di sicurezza informatica per PC. Total Adblock (incluso gratis): licenza software finalizzata alla rimozione automatica degli annunci pubblicitari, dei pop-up e dei tracker durante la navigazione web, ottimizzando i tempi di caricamento delle pagine. L’offerta risulta finanziariamente imbattibile per chi cerca una protezione antivirus e VPN di base per 12 mesi. 🌍 Server: 3000 server in 105 paesi 📱 Massimo dispositivi: 8 🆓 Versione Free: Garanzia rimborso di 30 giorni 💻 Compatibilità: Windows, macOS, Android, iOS, Linux 🔐 Sicurezza: IKEv2, OpenVPN 👨💻 Assistenza 24/7: ✔ 🏢 Sede legale: Isole Vergini Britanniche 🔥 Offerte attive: SCONTO fino al 49% + 3 mesi GRATIS L’analisi dei dati operativi e commerciali di ExpressVPN evidenzia un’evoluzione strategica profonda: il provider non si limita più a offrire un servizio di rete isolato, ma propone una suite integrata di cybersecurity ed efficienza digitale. L’integrazione di ExpressVPN nell’ecosistema Apple si distingue per l’ottimizzazione del client macOS, progettato per minimizzare l’impatto sulla CPU e preservare l’autonomia della batteria dei MacBook (sia su architettura Intel che Apple Silicon). L’applicazione per Mac include l’accesso nativo a Lightway, un protocollo proprietario sviluppato in linguaggio Rust che velocizza i tempi di connessione e garantisce una stabilità superiore durante i cambi di rete (es. dal Wi-Fi di casa all’hotspot mobile). Sotto il profilo della sicurezza, la versione Mac beneficia della protezione Post-Quantum, integrata per difendere il traffico dati dalle future minacce di decifrazione computazionale. Completano l’applicazione funzionalità essenziali quali il Network Lock (il Kill Switch proprietario), il mascheramento del traffico tramite server offuscati automatici e il modulo Threat Manager per l’inibizione di tracker e domini dannosi a monte. L’offerta si articola su tre livelli incrementali di servizio, differenziati per volume di dispositivi associabili e strumenti accessori inclusi: ExpressVPN Base: include la VPN con protezione post-quantistica, il blocco di annunci e siti dannosi (Protezione Lite), la gestione di un massimo di 10 connessioni simultanee e 10 relay e-mail privati tramite il servizio ExpressMailGuard. ExpressVPN Avanzato: estende la copertura a 12 dispositivi in parallelo. Aggiunge il blocco dei tracker e dei siti per adulti, espande a 100 i relay e-mail privati, include il password manager illimitato ExpressKeys e offre un pacchetto dati eSIM holiday.com da 3 GB (valido per 3 giorni). ExpressVPN Pro: configurazione massima con supporto a 14 dispositivi simultanei. Include un IP dedicato nativo, relay e-mail privati illimitati, la suite completa di ExpressKeys, l’eSIM da 3 GB estesa a 5 giorni e l’accesso a ExpressAI (un assistente virtuale privato basato su confidential computing con 500 crediti giornalieri). La politica di pricing di ExpressVPN applica sconti d’ingresso decrescenti all’aumentare dell’impegno temporale richiesto. Tutti i piani includono la garanzia di rimborso a 30 giorni per i nuovi utenti. Rappresenta la massima efficienza economica sul costo mensile ammortizzato. Il primo ciclo contrattuale offre complessivamente 28 mesi di copertura. ExpressVPN piano Base 28 mesi: 2,29 € / mese. Esborso iniziale di 64,12 € per i primi 28 mesi; rinnovo a regime a 79,95 € / anno. ExpressVPN piano Avanzato 28 mesi: 2,99 € / mese. Esborso iniziale di 83,72 € per i primi 28 mesi; rinnovo a regime a 109,95 € / anno. ExpressVPN piano Express Pro 28 mesi: 4,99 € / mese. Esborso iniziale di 139,72 € per i primi 28 mesi; rinnovo a regime a 179,95 € / anno. Configurazione a medio termine che estende il primo ciclo di fatturazione a complessivi 15 mesi. ExpressVPN piano Base 15 mesi: 3,49 € / mese. Esborso iniziale di 52,35 € per i primi 15 mesi; rinnovo a regime a 79,95 € / anno. ExpressVPN piano Avanzato 15 mesi: 4,49 € / mese. Esborso iniziale di 67,35 € per i primi 15 mesi; rinnovo a regime a 109,95 € / anno. ExpressVPN Piano Express Pro 15 mesi: 6,49 € / mese. Esborso iniziale di 97,35 € per i primi 15 mesi; rinnovo a regime a 179,95 € / anno. Soluzione senza vincoli temporali, soggetta a rinnovo automatico ogni 30 giorni a tariffa piena. ExpressVPN piano Base 1 mese: 11,49 € / mese. ExpressVPN piano Avanzato 1 mese: 12,49 € / mese. ExpressVPN piano Express Pro: 17.49 € / mese. L’analisi mette in luce una dinamica speculare a quanto osservato in altre suite: l’adozione del piano biennale (24 mesi) permette un risparmio iniziale che oscilla tra il 71% e l’80% a seconda del livello prescelto. Tuttavia, al termine dei primi 28 mesi, l’abbonamento si converte in un ciclo di rinnovo annuale standard. La spesa ricorrente a regime si allinea quindi alle tariffe fisse di 79,95 €, 109,95 € o 179,95 € all’anno, azzerando la differenza di costo di mantenimento tra chi aveva scelto il piano annuale e chi quello biennale. La maggior parte dei provider VPN (NordVPN, ExpressVPN, Surfshark, etc.) offre un’applicazione dedicata per macOS. Questo è il metodo più semplice e consigliato per la maggior parte degli utenti. Facilità d’uso: Le app sono progettate per essere intuitive, connettersi con un solo clic e gestire automaticamente le configurazioni. Funzionalità aggiuntive: Spesso includono funzioni extra come un kill switch (che blocca il traffico Internet se la connessione VPN cade), protezione contro le perdite DNS e server ottimizzati per lo streaming. Aggiornamenti automatici: Le app si aggiornano regolarmente per garantire la massima sicurezza e compatibilità con le nuove versioni di macOS. Passaggi per l’installazione: Scegliere un provider VPN affidabile e abbonarsi al servizio. Scaricare l’applicazione ufficiale dal sito web del provider o dall’App Store di Mac. Installare l’app e accedere con le proprie credenziali. Seleziona un server e fai clic su “Connetti”. macOS ha un client VPN integrato che supporta i protocolli L2TP/IPsec, IKEv2 e PPTP (quest’ultimo sconsigliato in quanto obsoleto e insicuro). Questo metodo è più complesso e richiede l’inserimento manuale delle credenziali fornite dal provider VPN. Vantaggio: Non è necessaria un’applicazione aggiuntiva. Svantaggio: Non offre le funzionalità aggiuntive e la semplicità delle app dedicate. Passaggi per la configurazione manuale della VPN su macOS: Inserire le informazioni di configurazione (indirizzo del server, credenziali) fornite dal nostro provider VPN. Andare in Impostazioni di Sistema > Rete. Fare clic sul pulsante + in basso a sinistra e selezionare “VPN” dal menu a tendina “Interfaccia”. Scegliere il tipo di VPN (es. IKEv2). Viaggiare con un Mac può essere una comodità ma comporta anche dei rischi, soprattutto quando ci si connette a reti Wi-Fi gratuite in hotel, aeroporti, caffè o coworking. Queste reti aperte, spesso prive di protezioni adeguate, espongono i dispositivi a tentativi di intercettazione, attacchi man-in-the-middle o infezioni da malware. Una VPN protegge il traffico in modo invisibile e costante, garantendo che le attività online restino criptate anche in contesti a rischio. Inoltre, impedisce che eventuali geo-blocking limitino l’accesso ai propri account, file o servizi quando si è fuori dal paese di origine. Scegliere una VPN per Mac non significa accontentarsi della prima disponibile sull’App Store. È fondamentale considerare una serie di parametri tecnici e funzionali per trovare il servizio più adatto alle proprie abitudini digitali, al livello di sicurezza desiderato e alle prestazioni richieste per lo streaming o il lavoro. Una VPN troppo lenta può compromettere l’esperienza d’uso del Mac, specialmente quando si guardano contenuti in streaming, si effettuano videochiamate o si scaricano file di grandi dimensioni. È importante scegliere provider che utilizzano protocolli veloci e moderni, come WireGuard o Lightway, e che dispongano di server ottimizzati per la velocità. Un buon servizio deve essere in grado di mantenere una connessione stabile e reattiva anche quando la VPN è attiva, senza rallentamenti significativi. Ogni VPN promette riservatezza ma solo alcune la garantiscono davvero. Prima di sottoscrivere un abbonamento, è utile leggere la privacy policy e verificare se il provider conserva log delle attività, indirizzi IP o cronologia di navigazione. Le migliori VPN per Mac sono quelle che adottano una rigorosa no-log policy, confermata da audit indipendenti, e che operano in giurisdizioni favorevoli alla tutela dei dati personali. In questo modo, anche in caso di richieste esterne, non possono fornire informazioni sensibili semplicemente perché non le conservano. La distribuzione e la quantità di server disponibili sono un altro elemento chiave nella scelta della VPN. Un provider con una rete globale ampia consente di scegliere tra più localizzazioni, riducendo il rischio di congestione e migliorando la qualità del servizio. Inoltre, una maggiore varietà di server in Italia e in Europa è utile per chi desidera mantenere una buona velocità senza uscire dal proprio continente o per accedere a servizi locali in modo stabile. Non tutte le VPN funzionano allo stesso modo su macOS. È importante verificare che l’applicazione sia pienamente compatibile con l’ultima versione del sistema operativo e che venga aggiornata regolarmente. Alcuni provider offrono funzionalità avanzate solo su Windows o Android, tralasciando l’esperienza utente su Mac. Una VPN veramente valida per macOS deve offrire un’interfaccia intuitiva, supportare le funzionalità native come il keychain Apple per la gestione delle password e integrarsi bene con le abitudini dell’ecosistema Apple, comprese automazioni, scorciatoie e sincronizzazione con altri dispositivi.
cybersecurity360.itAug 5, 2025extracted
Proton fixes Authenticator bug leaking TOTP secrets in logs
Proton fixed a bug in its new Authenticator app for iOS that logged users' sensitive TOTP secrets in plaintext, potentially exposing multi-factor authentication codes if the logs were shared. Last week, Proton released a new Proton Authenticator app, which is a free standalone two-factor authentication (2FA) application for Windows, macOS, Linux, Android, and iOS. The app is used to store multi-factor authentication TOTP secrets that can be used to generate one-time passcodes for authentication on websites and applications. Over the weekend, a user posted in a now-deleted Reddit post that the iOS version was exposing TOTP secrets in the app's debug logs found under Settings > Logs. "Imported my 2FA accounts, enabled backup and sync, everything looked good at first. At some point, after I changed the label on one of my entries and switched apps briefly," reads an archive of the post. "I came back to find that about half of my 2FA entries were gone. I think it might've happened after the label edit, but I'm not 100% sure. Could've been something else. Either way, they disappeared without any error or warning." "I wanted to do the right thing and submit a bug report. While preparing it, I opened the log file the app generates, and that's when it went from mildly annoying to deeply concerning. Turns out, the log contains full TOTP secrets in plaintext. Yes, including the one for my Bitwarden account." Another commenter noted that the leak stems from code on the iOS app [1, 2] that adds a lot of data about a TOTP entry to a params variable, which is then passed to two functions used for adding or updating a TOTP secret on the app. When this is done, the functions will also add this data to a log entry, which exposes the TOTP secret. Proton confirmed the bug in the iOS version, stating that it is now fixed in version 1.1.1, released to the App Store approximately 7 hours ago. "Secrets are never transmitted to the server in plaintext, and all sync of secrets is done with end-to-end encryption. Logs are local only (never sent to the server), and these secrets can also be exported on your device to meet GDPR data portability requirements," Proton told BleepingComputer. "In other words, even if this was not in the logs, somebody who has access to your device to get these logs, would still be able to obtain the secrets. Proton's encryption cannot protect against device side compromise, so you must always secure your device as that is outside of our threat model." "We have updated the iOS app to change the logging behavior, but this isn't a vulnerability that can be exploited by an attacker, and if the attacker has access to your device to access the local logs, they will anyways be able to obtain the secrets, and there is nothing Proton (or any 2FA app) can do to prevent that." While this log data can't be exploited remotely, the concern was that if the logs were shared or posted anywhere to help diagnose an issue or bug, it would also expose the sensitive TOTP secret to a third party. These secrets could then be imported to another Authenticator to generate one-time passcodes for that account. Overall prevention scores can hide what happens after initial access. Once attackers are using valid credentials, prevention drops sharply. The Blue Report 2026 measures defenses technique by technique across 338 million simulations run in customer production environments. Get the report
bleepingcomputer.comAug 4, 2025extracted
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